Eccola la vostra iperinflazione!

Eccola la vostra iperinflazione!

Da http://francescosimoncelli.blogspot.it/2015/08/eccola-la-vostra-iperinflazione.html?m=1, conoscenze e riflessioni da accumulare per le giuste e conseguenti azioni da intraprendere

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Per misurarne il declino, le persone si rivolgono al Consumer Price Index (CPI), o alle varie misure alternative come Shadow Stats o Billion Price Project. Misurano un paniere di beni, e possiamo vedere come cambia ogni anno.

Tuttavia le aziende tagliano costantemente i costi. Se osserviamo aumenti nominali dei prezzi, è qualcosa che accade nonostante questo implacabile aumento d’efficienza.

Questo grafico illustra la disparità (grazie a Tom Selgas per una brillante visualizzazione, che ho ricreato a memoria).

L’IPC misura solo la zona arancione, la punta dell’iceberg. La maggior parte delle persone non vede la zona grigia e questo è il risultato del più grande gioco di prestigio mai realizzato.

Abbiamo bisogno di un modo più preciso per misurare la svalutazione monetaria. Ad esempio, nella pianificazione del pensionamento si è tentati di dividere il patrimonio netto dal costo dei beni di consumo. In questo modo si cerca di mettere in evidenza il proprio potere d’acquisto. Per esempio, se avete $200,000 e il costo dei generi alimentari per un anno è di $20,000, allora potete mangiare per dieci anni.

Tuttavia questo approccio è fallace. Per capire il perché, consideriamo brevemente i tempi primitivi in ​​cui non esisteva prestito o settore bancario. La gente doveva mettere da parte un po’ del proprio reddito per comprare un bene durevole come il sale o l’argento — tesaurizzazione. Quando non poteva più lavorare, ne vendeva un po’ ogni settimana per comprare cibo —detesaurizzazione. Le persone accumulavano ricchezze mentre lavoravano e le dissipavano durante il pensionamento.

La vita è migliorata con l’avvento dei prestiti, perché l’interesse permette alle persone di vivere sul guadagno generato dai loro risparmi. Le persone non avrebbero più consumato il loro capitale e non si sarebbero più dovute preoccupare di finire i loro risparmi.

Non pensate al capitale fisso come qualcosa da vendere per mangiare. Una vecchio detto recita: se si dà un pesce ad un uomo, allora egli mangerà per un giorno; ma se si insegna ad un uomo a pescare, allora egli mangerà per tutta la vita. Pensate ad un’attività produttiva come la pescheria. Dovrebbe produrre qualcosa per tutta la vita. Non dovrebbe essere venduta per comprare del pesce.

I beni capitali dovrebbero essere valutati in termini di quanti generi alimentari possono comprare; non per la liquidazione, ma per la produzione. Purtroppo la politica monetaria sta rendendo tutto ciò molto più difficile. I tassi d’interesse sono scesi per oltre tre decenni e ora i rendimenti sono ridicoli. Stiamo regredendo ai secoli bui, quando bisognava detesaurizzare per permettersi un pensionamento tranquillo.

L’IPC sottovaluta la svalutazione monetaria, perché le aziende stanno diventando sempre più efficienti. Dividere la ricchezza per l’IPC accentua solamente l’errore, in quanto i prezzi degli asset stanno aumentando. (ma anche NO per molti assets è in corso in alcune aree del mondo una mega asset deflation, vedi gli immobili in Italia)

Abbiamo bisogno di un modo diverso per valutare la svalutazione monetaria. Propongo, quindi, il rendimento del potere d’acquisto (YPP). L’YPP è il rendimento degli asset diviso per l’indice dei prezzi al consumo (o un altro indice). L’idea è quella di guardare alla produttività degli asset, per vedere cosa ci si può davvero permettere.

Lasciatemi spiegare cos’è l’YPP con un semplice esempio. Se gli hamburger vengono venduti per $5 e l’interesse è del 10%, allora $50 di capitale vi consentiranno di mangiare un hamburger all’anno. Supponiamo che il prezzo degli hamburger non cambi, ma il tasso d’interesse scenda allo 0.1%. Ora saranno necessari $5,000 di capitale per guadagnarsi quell’hamburger. Purtroppo se ancora avete solo $50, allora mangerete un hamburger ogni 100 anni.

L’IPC non mostra questo crollo del potere d’acquisto, ma l’YPP sì.

L’IPC non mostra questo crollo del potere d’acquisto, ma l’YPP sì.

Diamo uno sguardo all’YPP sin dal 1962. Il grafico è invertito, per evidenziare meglio la tendenza.

E’ interessante notare come il crollo del potere d’acquisto (visto che il grafico è invertito lo vediamo come aumento) inizi nel 1984, quando il punto di vista convenzionale affermava che l’inflazione era ormai stata domata.

L’YPP ci mostra una sconcertante svalutazione monetaria — una classica parabola. Il problema non è rappresentato dai prezzi in ascesa, ma dai rendimenti in discesa.

C’è bisogno di più e più asset per permettersi lo stesso stile di vita di ieri. Se non riuscite a tenere il passo, allora dovete liquidare il vostro capitale.

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