MALTA, lascia il bail IN alle banche Italiane e acquista una seconda casa al mare come investimento

MALTA, lascia il bail IN alle banche Italiane e acquista una seconda casa al mare come investimento

Ecco cosa dice l’ufficio studi di Tecnocasa….

La casa al mare continua ad essere percepita come luogo del cuore e rifugio per il weekend, ma viene sempre più sentita anche e soprattutto come un’opportunità di investire in un settore sicuro, grazie alla possibilità, sempre più sfruttata da molti, di affittarla poi ai turisti per brevi o lunghi periodi quando non la si utilizza.  Con l’avvento di portali web e Agenzia specializzate è ormai facile e sicuro infatti metterla in affitto per mesi o settimane con formule semplici e immediate, che trasformano la seconda casa in un bene in cui investire i propri risparmi.

Nel 2016 poi, un’ulteriore spinta al mercato immobiliare l’ha data la sempre più diffusa sfiducia nei confronti degli istituti di credito e il famoso Bail in. Il Consiglio dei Ministri ha infatti recepito a fine 2015 la direttiva europea BRRD, che introduce in tutti i paesi europei regole armonizzate per prevenire e gestire le crisi delle banche:  il salvataggio interno può toccare anche il denaro sui depositi con somme superiori ai 100.000€. Tramite il bail in si svalutano azioni e crediti e li si converte in azioni per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in difficoltà. Per questo gli italiani stanno cominciando a pensare che i classici investimenti sul mattone rappresentano un modo per impegnare il proprio capitale in un bene che, passi per le crisi momentanee, è sempre molto ricercato sul mercato.

DOVE COMPRARE?

L’acquisto di una seconda casa al mare è spesso fonte di dubbio per l’acquirente, portata a pensare che non la si può sfruttare tutto l’anno. Niente di più sbagliato! Se la scelta della località dove comprare è fatta con un certo criterio, prediligendo quei posti dove è possibile goderne anche nei mesi più freddi, l’investimento è assicurato. Le opzioni a quel punto non mancano.  Vale la pena puntare su zone ad altissimo afflusso turistico vicine a importanti luoghi di interesse culturale raggiungibili sia in treno che coi mezzi in un batter d’occhio, così da poter approfittare della casa al mare in ogni stagione.

Riteniamo utile condividere con i lettori queste 10 considerazioni:

  1. Il conto corrente é un contratto di prestito alla banca, i soldi non sono piú vostri
  2. Il limite al bail in dei conti correnti sino a €100.000 é una bufala, il fondo di garanzia é giá vuoto ora (lo dichiara un alto funzionario Italiano)
  3. Il mercato obbligazionario é una mega bolla, per avere un ritorno il rischio default controparte e rischio prezzo del titolo sono diventati altissimi
  4. Malta é in Europa, con la stessa moneta, sistemi bancari SEPA, prelevare, fare un bonifico da e per Malta , é la stessa identica cosa di un movimento fatto tra Milano e Genova
  5. Non seguite il gregge, non mettete liquidità e asset in paesi a rischio (Portogallo, Italia, Francia, Spagna, Grecia…) che nel migliore dei casi non faranno altro che tassare il vostro patrimonio per risanare le loro finanze
  6. Malta ha flussi turistici in crescita a doppia cifra a differenza di quello che accade negli altri paesi mediterranei
  7. Il clima a Malta é davvero molto mite, le case non hanno riscaldamento, Malta offre mare, storia, architettura, campagna, divertimento, quindi la stagione turistica non é Luglio e Agosto come in molte localitá Italiane, ma dura 12 mesi all’anno
  8. A Malta nessuna tassa sulla casa, neppure la tassa rifiuti
  9. Puoi affittare la tua casa quando non la usi con agenzie specializzate e con AIRBNB
  10. Malta é collegata con 15 cittá italiane, tutti i giorni, da Milano 4 compagnie aeree e al massimo 100 minuti di volo, al prezzo di una pizza e meno dell’autostrada Milano-Genova, Malta ha collegamenti giornalieri con tutte le capitali e principali cittá europee

10 e lode MALTAway vi assiste in tutto, legale, fiscale, scelta location ecc… con pacchetti tutto incluso chiavi in mano

Ed eccovi alcune risposte ideali per capire, comprese queste condivisibili premesse, perché investire in una CasaMalta, noi vi assistiamo in tutto con un pacchetto che al massimo é il 2% del vostro investimento

Italia in 6 mesi boom di acquisti di case all’estero, MALTA è il vostro Nord Europa in mezzo al Meditterraneo

Non fatevi influenzare dai giornali e non seguite il gregge, non mettete liquidità e asset in paesi a rischio che nel migliore dei casi non faranno altro che tassare il vostro patrimonio per risanare le loro finanze

Scappate da questi paesi del Mediterraneo essenzialmente falliti, investite nella vostra casa a Malta, a zero tasse in un paese competitivo e sano dal punto di vista economico, finanziario, sociale e morale….il vostro Nord Europa in mezzo al Mediterraneo 

Perché, Come e dove investire in un immobile a Malta

In Europa stiamo assistendo ad una situazione di debolezza dei prezzi delle case nel Sud tra la Spagna, Francia e Italia con un mercato che ha un’offerta elevata ma una domanda in costante calo, al contrario nelle capitali Nord Europee e in particolare a Londra  vi sono mercati surriscaldati e prezzi alle stelle

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Malta  spesso non e’ neppure considerata dalle classifiche internazionali perché piccola e lontana dai titoli di giornali ma invece è nota agli investitori piu’ smart .

Malta è parte dell’Europa, ha una economia in espansione, un mercato immobiliare in forte crescita , un sistema fiscale vantaggioso che continua ad attirare capitali e investitori, un costo della vita  basso , un ottimo livello scolastico e sanitario, un livello di sicurezza elevato ed una qualità della vita molto alta e non da ultimo  un clima favorevole.

Malta è una nazione e un mercato piccolo, per il momento ancora lontana dalla mente e immaginazione delle folle, con prezzi medi degli immobili relativamente ancora convenienti rispetto agli altri mercati.

Ma perchè conviene investire in un immobile a Malta?

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Perchè è un rendimento sicuro in quanto la domanda di case in affitto è esplosiva e non ci si deve meravigliare se qui un immobile viene affittato dopo 24-48 da quando viene immesso sul mercato, grazie a diversi fattori:

  • l’economia maltese in costante crescita
  • l’afflusso di capitali esteri per grandi progetti di investimento e infrastrutture
  • la crescente domanda da parte del mercato estero, sia individui sia imprese, nella ricerca di immobili residenziali e commerciali per vivere, lavorare, fare business, investire
  • la costante crescita dei flussi turistici
  • l’afflusso di studenti per i  corsi di inglese o universitari
  • una costante crescita della domanda da parte del mercato locale Maltese, dovuta al miglioramento del potere di acquisto e alla chiara scelta di destinare le proprie risorse all’investimento immobiliare.

Investire a Malta in un immobile vuol dire :

  • avere bassi costi di gestione (le spese condominiali sono sempre contenute)
  • non avere nel corso degli anni tasse sulla proprietà o comunali come la tassa rifiuti ed altro,

e per contro

  • avere costanti  flussi di cassa.

Le aree di maggior interesse per gli investitori esperti risultano essere sicuramente Sliema e St Julians, ma molti stanno rivolgendo la loro attenzione anche in altre zone dell’isola sia piu’ a nord o sud .

Località come Swatar, Naxxar, Balzan, St Pauls Bay e Mellieha hanno registrato un interesse da parte degli investitori ed una crescita della domanda degli affitti.

Inizia a rivestire un certo interesse il sud dell’isola con Marsascala oppure le splendide Tre Città o le zone piu’ vicine a Smart City dove si stanno concentrando gli uffici di alcune aziende anche multinazionali.

Ad esempio investire in un immobile a Sliema , un appartamento moderno, vicino al mare con 3 camere vuol dire spendere circa 300.000 euro ma vuol dire assicurarsi un ritorno di investimento annuo a partire dal 7% e destinato a salire con gli affitti short term.

Comprare un appartamento a Gzira o St Pauls Bay con una spesa intorno ai 200.000 euro assicura un rendimento annuo minimo del 5% oppure a San Gwann con un investimento di 130.000 per un appartamento con 2 camere si puo’ avere un rendimento anche superiore al 5%.

A Marsascala con un investimento tra 150 e 180.000 si puo’ avere un rendimento del 4%.

Ecco alcuni dati per fare una scelta ragionata e consapevole per investire il proprio patrimonio: un investimento immobiliare a Malta vuol dire assicurarsi un alto rendimento.

Contatta MALTAway e fai il passo intelligente per sfruttare l’Europa

ITALIA, la doccia fredda sul fondo di Garanzia depositi

ITALIA, la doccia fredda sul fondo di Garanzia depositi

Per molti una vera doccia fredda, per alcuni solo un quotidiano percolare a temperatura ambiente….

gelo doccia maltaway

Cari amici Italiani, i vostri assets in Italia sono esposti a rischi più per il solo motivo di essere in Italia e presso il sistema bancario italiano (fiduciarie e polizze comprese), quindi esposti a 2 malati gravi di questo nostro amato sistema….bail in sia con voi…senza garanzie

Se vi interessa trasferire e relocare i vostri assets, voi stessi, la vostra famiglia e il vostro business, noi di MALTAway vi offriamo competenze e practices di un team preparato per consigliare ed agire…MALTAway is your way for Corporate and Assets Governance

Banche salvate, indennizzi da Fondo depositi, ha casse vuote

ROMA (Reuters) – Il decreto recente per gli indennizzi “attinge alle disponibilità del fondo interbancario di tutela dei depositi”, che anche per questo ora ha le casse vuote.

Lo ha detto il presidente del Fondo Salvatore Maccarone.

Il riferimento è al decreto che venerdì ha stabilito un meccanismo di ristoro forfettario per gli obbligazionisti colpiti dalla risoluzione delle quattro banche dello scorso novembre.

Il governo ha detto che le risorse sarebbero arrivate dalle banche e che non c’era un limite all’intervento.

“Le casse sono vuote e contribuiscono a renderle tali questi provvedimenti di ristoro degli obligazionisti delle quattro banche”, ha aggiunto Maccarone, che ha reiterato le sue critiche all’interpretazione della Commissione europea che ha inibito un intervento del Fondo per le quattro banche che avrebbe evitato la risoluzione.

Dallo scorso anno le contribuzioni obbligatorie delle banche al Fondo di garanzia dei depositi sono ex-ante e devono raggiungere la consistenza dello 0,8% dei depositi protetti entro il 2024.

“Le banche hanno iniziato a versare dal secondo semestre 2015, poco più di 250 milioni, e la contribuzione annuale sarà di circa 500 milioni”, ha spiegato Maccarone.

“Quest’anno potrà essere di più perché se vengono usati poi vanno reintegrati”, ha aggiunto.

A chi gli chiedeva se poi questo sistema di utilizzare il Fondo per gli indennizzi non rischi di incappare nelle obiezioni dell’Antitrust Ue, ha risposto: “Chiedete al legislatore. È stato costruito come meccanismo di risarcimento per misselling”.

Maccarone ha detto di non poter fare stime su quanto verrà richiesto al Fondo per questa finalità, limitandosi a ricordare che l’outstanding dei bond subordinati venduti al retail era di circa 320 milioni di euro.

“Sul piano prospettico la situazione non è certamente incoraggiante. Oggi questa interpretazione della Commissione (sull’utilizzo dei fondi di garanzia dei depositi) corre il rischio di diventare norma”.

Ora con il bail-in in vigore, Maccarone ha detto che c’è la prospettiva concreta che la crisi di una banca si risolva con la sua liquidazione.

“Non credo che il nostro sistema economico e civile sia pronto… Nel caso di una banca in liquidazione non verrebbero pagati i depositanti”, ha spiegato.

Il fondo sarà alimentato con contribuzioni ex-ante ma non può lavorare, come in passato, per prevenire una crisi bancaria.

“Stiamo studiando la possibilità di irrobustire il meccanismo volontario per rendere possibili interventi preventivi”.

“Ora nel fondo volontario ci sono 300 milioni, sono pochi, non ci si fa granché”, ha detto.

La ragione di creare anche un fondo volontario, ha spiegato il presidente del Fondo di garanzia, è che “oggi non si può ripetere lo schema delle quattro banche. Se la banca è ‘likely to fail’ e non si trova una soluzione rapidamente, la strada è o la risoluzione o la liquidazione coatta. E non voglio pensare a una soluzione che colpisca i depositanti”.

 

MALTA E TUTELA RISPARMIO ITALIANO 2, dopo il Sole 24 Ore anche il Corriere

«Dovrete colpire i risparmi privati E forse vi servirà un salvataggio Ue»

Faccio seguito al precedente post, MALTA E TUTELA RISPARMIO ITALIANO, questi giorni pre-natalizi sono dedicati ai miei connazionali che contituo a vedere in FEAST MODE e a fare bella vita per ristoranti e negozi.
Ma non lasciare i tuoi risparmi a garanzia dei DEBITI di altri, con noi a Malta, puoi avere strumenti, soluzioni e veicoli legali che sono ideali per la tutela del risparmio e del patrimonio:
EFFICACI, in quanto completamente compliant e rispettosi delle norme Europee e OCSE
EFFICIENTI, fiscalmente e per il costo più basso d’Europa in percentuale al totale del valore degli asset trasferiti
in un paese che è il migliore d’Europa per stabilità, crescita del PIL, sistema bancario solido, fiscalità, dati macro economici, debito pubblico
Leggi questo articolo e pensa a proteggere te stesso, la tua famiglia, la tua impresa, il tuo patrimonio……………….

Lars Feld, consigliere del governo tedesco e vicino al ministro Wolfgang Schaeuble, intervistato da Federico Fubini sul Corriere della Sera prefigura scenari tragici per i risparmiatori italiani:

«Il bail-in può sempre essere seguito da instabilità. C’è sempre rischio di contagio quando si interviene su una banca, ma sarebbero colpiti solo i depositi sopra ai 100 mila euro, non quelli piccoli e medi. Dunque non sono rischi pesanti. E in caso di contagio, ci sono strumenti europei per gestirlo».

http://www.corriere.it/digital-edition/CORRIEREFC_NAZIONALE_WEB/2015/12/19/13/dovrete-colpire-i-risparmi-privati-e-forse-vi-servira-un-salvataggio-ue_U43140361249112QJD.shtml?refresh_ce-cp

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Greek Capital Controls To Remain For Months As Germany Pushes For Bail-In Of Large Greek Depositors….Italian debt is exploding what’s about the Italian Depositors?

Greek Capital Controls To Remain For Months As Germany Pushes For Bail-In Of Large Greek Depositors….Italian debt is exploding what’s about the Italian Depositors? (in Italy bail in scheme has been already approved)

Two weeks ago we explained why Greek banks, which Greece no longer has any direct control over having handed over the keys to their operations to the ECB as part of Bailout #3’s terms, are a “strong sell” at any price: due to the collapse of the local economy as a result of the velocity of money plunging to zero thanks to capital controls which just had their 1 month anniversary, bank Non-Performing Loans, already at €100 billion (out of a total of €210 billion in loans), are rising at a pace as high as €1 billion per day (this was confirmed when the IMF boosted Greece’s liquidity needs by €25 billion in just two weeks), are rising at a pace unseen at any time in modern history.

Which means that any substantial attempt to bailout Greek banks would require a massive, new capital injection to restore confidence; however as we reported, a recapitalization of the Greek banks will hit at least shareholders and certain bondholders under a new set of European regulations—the Bank Recovery and Resolution Directive—enacted at the beginning of the year. And since Greek banks are woefully undercapitalized and there is already a danger of depositor bail-ins, all securities that are below the depositor claim in the cap structure will have to be impaired, as in wiped out.

Now, Europe and the ECB are both well aware just how insolvent Greek banks are, and realize that a new recap would need as little as €25 billion and as much as €50 billion to be credible (an amount that would immediately wipe out all existing stakeholders), and would also result in a dramatic push back from local taxpayers. This explains why Europe is no rush to recapitalize Greece – doing so would reveal just how massive the funding hole is.

However, with every passing day that Greece maintains its capital controls, the already dire funding situations is getting even worse, as Greek bank NPLs are rising with every day in which there is no normal flow of credit within the economy.

This has led to a massive bank funding catch-22: the longer capital controls persist, the less confidence in local banks there is, the longer the bank run (capped by the ECB’s weekly ELA allotment), the greater the ultimate bail out cost, and the greater the haircut of not only equity and debt stakeholders but also depositors.

To be sure, we have explained this dynamic consistently over the past several months. Now it is Reuters’ turn, which reports this morning that, far from an imminent end to capital controls, Greeks will be unable to access their full funds for months, if not years:

Greek banks are set to keep broad cash controls in place for months, until fresh money arrives from Europe and with it a sweeping restructuring, officials believe.

But as explained previously, new money will only arrive if and when the same banks suffer a confidence crushing stakeholder and/or a depositor bail in:

Rehabilitating the country’s banks poses a difficult question. Should the euro zone take a stake in the lenders, first requiring bondholders and even big depositors to shoulder a loss, or should the bill for fixing the banks instead be added to Greece’s debt mountain?

And here is Reuters’ realization of how our readers have known for months is a huge feedback loop dynamic:

Answering this could hold up agreement on a third bailout deal for Greece that negotiators want to conclude within weeks. The longer it takes, the more critical the banks’ condition becomes as a 420 euro ($460) weekly limit on cash withdrawals chokes the economy and borrowers’ ability to repay loans.

 

The banks are in deep freeze but the economy is getting weaker,” said one official, pointing to a steady rise in loans that are not being repaid.

Also last week Fitch calculated a Greek NPL number which we first suggested was accurate to much disagreement by the mainstream: it is now accepeted that more than half of all Greek loans are likely to be non-performing.

Fitch noted that the total amount proposed of 25 billion euros for the Greek bank recap is sufficient unless deferred tax assets stop being considered as core capital. According to Fitch, 45 percent of the four systemic lenders’ core capital consists of deferred tax assets. The agency estimated the capital requirements at 11.2 billion euros on the condition thatnonperforming loans amount to 52 percent of loan portfolios, while the adverse scenario seeing bad loans at 60 percent would entail capital needs of 15.9 billion euros.

A 60% NPLs on €210 billion in loans would mean that up to 30% of Greek deposits of about €120 billion currently would be wiped out, or “bailed-in.”

And that is the optimistic scenario. The likelihood is that the Greek economy has collapsed to a level where nobody is paying their loan interest or maturity. As such as an even greater NPL percentage is now quite probable. But one thing is certain: with every passing day in which Greece does not have a viable resolution of its banks, the NPLs will keep rising, and the ultimate deposit haircut will be that much greater.

As a result Germany is already demaning a bail-in of large depositors, those holding over the “insured” threshold of €100,000 with Greek banks, in a repeat of the Cyprus depositor bail-in template.

“We want, if possible, an initial amount to be ready for the first needs of the banks,” said one official at the Greek finance ministry, who spoke on condition of anonymity. “That should be about 10 billion euros.”

 

Others, including Germany, however, are lukewarm and could push for losses for large depositors with more than 100,000 euros on their accounts, or bondholders.

The amount of large depositors in Greece is about €20 billion according to Reuters calculations (far greater than the €3 billion in bonds issues which will certainly be wiped out in any major recap), which suggests that if a bail-in takes place, then some depositors with savings of less than €100,000 will also have to be impaired.

Furthermore, as we also explained a month ago, unlike in Cyprus where the biggest depositors were Russian billionaire oligarchs, who had zero leverage and even less sympathy with Europe’s depositors, in Greece the situation could not be more different especially since the local shipping magnates keep the bulk of their cash overseas:

Imposing a loss, something the Greek government has repeatedly denied any planning for, would be controversial, not least because much of this money is held by small Greek companies rather than wealthy individuals.

 

“This is not like Cyprus where you can say these are just Russian oligarchs,” said an insolvency lawyer familiar with Greece. “It’s the very community everyone is hoping will resuscitate Greece, namely the corporates. You’ll end up depriving them of their cash.”

None of this should be a surprise either: recall in June 2013 we explained that “Europe Make Cyprus “Bail-In” Regime Continental Template.” But while the French member of the ECB, Christian Noyer, is against depositor bail-ins, Germany is all for it:

The tone in Berlin is different, where some advocate not only that bank creditors foot the bill but also that the ESM steer clear of any direct stake, lumbering Athens with the banks’ clean-up.

 

“The recapitalization will have to be done by the Greek government so that means more money in the third program,” said Marcel Fratzscher, president of the Berlin-based German Institute for Economic Research. “It’s a loan they have to repay but there is no risk-sharing on the European side. They will have to bail in the private creditors. I can’t see how this could not happen.”

The most likely outcome for the Greek banks is a wholesale bailout by the ESM. That, however, comes with major strings attached:

One option, according to euro zone officials, is the direct recapitalization of Greece’s banks by the euro zone’s rescue fund, the European Stability Mechanism (ESM).

 

This could grant the Luxembourg-based authority a direct stake in the banks and greater control over their future.

 

That, however, would take Greece closer to the Cyprus model. Any such direct ESM aid requires that losses first be imposed on some of the banks’ bondholders and even large depositors.

So Greece is damned if it does, and damned if it doesn’t.

And here is why we made such a big deal of Greece handing over controls of its banks to the ECB as we reported in mid July:

To avoid such orders, Athens is battling to keep autonomy in deciding the fate of its banks. Ceding further control could cost it dearly. Bondholders are nervous.

Alas, Greece already ceded control, remember: that was one of the main conditions for the Third Greek bailout, all of which we explained on July 13 in “Greece Just Lost Control Of Its Banks, And Why Deposit Haircuts Are Imminent.”

At this point the only leverage Greece may have, having squandered all of its true leverage when it decided not to pursue a “parallel-currency” system after the Referendum, is mere empathy with the rest of Europe’s population; however with its ruling socialists backtracking on all their promises and in fact pushing Greece into an austerity program harsher than anything seen yet, not even the leftist parties in Europe care any more if Tsipras’ government survives.

Indeed, Reuters summarizes the situation quite well when it says that “with its economy starved of cash and the threat of its departure from the euro zone hanging over talks, Athens’ room for maneuver is limited. One euro zone official summarized the mood: “Whatever sympathy there was for Greece has evaporated.

Which is indeed the truth, and this time, Greece only has itself to blame.

http://www.zerohedge.com/news/2015-07-26/greek-capital-controls-remain-months-germany-pushes-bail-large-greek-depositors

I tuoi risparmi sono al sicuro da un eventuale Bail-IN?

I tuoi risparmi sono al sicuro da un eventuale Bail-IN?

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Secondo le agenzie di credito, che a differenza del rating sul debito corporate hanno un conflitto di interessi assai meno rilevante quando valutano il debito sovrano, l’Europa ed in particolare il suo sistema bancario (vedi qui il caso Italia), si presenteranno nel 2015 con un elevato livello di rischio di Bail-IN, sia per le difficili e strutturali condizioni macroeconomiche, sia per il nuovo contesto regolatorio definito a livello internazionale ed in Europa.

MALTAway ti offre soluzioni a protezione e a salvaguardia del tuo patrimonio, in un contesto dove la qualità della vita, la stabilità e la forza del sistema regolatorio Maltese si abbinano alla competenza fiscale, legale e finanziaria che ti offriamo

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http://www.zerohedge.com/news/2014-12-14/are-your-savings-safe-bail-ins

Che fare comunque …

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