Quanti problemi economici risolve il bitcoin e perché potrebbe cambiarci la vita…Malta c’è e l’Italia?

Quanti problemi economici risolve il bitcoin e perché potrebbe cambiarci la vita…Malta c’è e l’Italia?

Maltaway la via per abbinare finanza e digitale a Malta

maltaway_malta_balatti boardmember_bitcoin

Cosa accade se i computer diventano sempre più piccoli? Sempre più numerosi, poco costosi e sempre più mobili? Si sente il bisogno di collegarli tra loro in un modo diverso dal passato, ossia non più centralizzato. Ecco quindi spiegata la nascita dei sistemi distribuiti, che si affiancano ai sistemi attuali, ma non li sostituiscono. Fino alla pubblicazione del famoso paper di Satoshi Nakamoto i problemi nel verificare chi ha i diritti di accesso e gestione alle informazioni ha condizionato lo sviluppo delle reti distribuite.

Nakamoto ha risolto due problemi economici:

– rendere l’informazione digitale (per esempio, un bitcoin) un “bene rivale”; ciò impedisce al proprietario di spenderlo una seconda volta;

– raggiungere questo risultato con un registro pubblico (per esempio, la blockchain), dove l’accesso all’informazione è “non escludibile”, perché si accede senza intermediari; è quindi pubblica e permanente.

Le conseguenze dell’adozione della blockchain è duplice: da un lato abbassa il costo delle transazioni e dall’altro crea, con un insieme di persone che non si conoscono, una rete fiduciaria (trusted, grazie alla certezza assicurata dalla crittografia asimmetrica).

Oggi con la blockchain abbiamo trovato un mezzo automatico per certificare i nostri trasferimenti di denaro, nel caso delle monete matematiche; in termini di proprietà, con gli smart contract descritti da Nick Szabo; la protezione dei brevetti; e, ancor di più, per abilitare il voto elettronico da remoto.

La decentralizzazione ha effetti importanti sulle transazioni, per esempio, su:

– Anonimato, se nessuno conosce l’identità anagrafica delle parti;

– “Privacy”, nel senso che nessuno sa cosa si è acquistato e a che prezzo;

– Irreversibilità, per la mancanza di un organo di controllo e compensazione.

Ora siamo capaci di scrivere per sempre le informazioni (valori monetari, documentali, debiti e crediti, eccetera) e trasferirle da soli, senza intermediari come notai e avvocati. Il lavoro per certificare le transazioni è a carico dei “minatori”. Questi ultimi si finanziano con la richiesta di una piccola commissione (e con il riconoscimento di nuovi bitcoin) per coprire i costi fissi degli apparati specializzati e i costi variabili dell’energia consumata.

Non tutto però può essere decentralizzato, ma più il potere è distribuito, parcellizzato, meno rischi si corrono. Il potere così decentralizzato è inversamente proporzionale alla corruzione.

Su questo tema il noto divulgatore Andreas Antonopoulos, in un incredibile articolo, descrive i possibili totalitarismi, una volta che si è preso il controllo delle informazioni che le persone si scambiano e del modo in cui spendono il denaro.

Se c’è controllo, c’è potere.

Del resto, quale innovazione può realizzarsi se bisogna chiedere il permesso per scambiare dei dati? È la decentralizzazione che crea le condizioni affinché possa svilupparsi una concorrenza nell’offerta dei servizi veicolati dalla rete. Non è immaginabile quello che può succedere dopo l’adozione di massa di questa rete per lo scambio delle informazioni. Come non era immaginabile Google e Facebook prima di Internet. Miliardi di persone e macchine interdipendenti fanno nascere nuovi business, e quando si raggruppano in federazioni, grazie agli standard, danno vita a nuovi ecosistemi del tutto imprevisti.

La blockchain è, quindi, un bene pubblico digitale.

In questo campo, ci sono delle nuove ricerche nelle Università, tutte da seguire, una su tutte quelle portate avanti da una studiosa italiana a Harvard come Primavera De Filippi.
Si studia che ora è possibile invertire gli incentivi che portavano alla famigerata “tragedia dei beni comuni”, perché l’impiego di politiche basate sulla blockchain rende possibile progettare nuovi sistemi di incentivazione, certamente più trasparenti. Si può pertanto raggiungere una nuova forma di consenso per l’autogoverno dei beni pubblici.

Potenza dei beni immateriali: ora abbiamo una (info)struttura che non consumiamo con l’uso. Anzi, la costruiamo insieme.

Video: Come funziona il bitcoin

Perché non si può barare con il bitcoin. Fonte: The Future of the Web Looks a Lot Like Bitcoin (http://ow.ly/PqmJF)

Advertisements

BITCOIN e Moneta digitale, ORO 2.0 o un miraggio?

BITCOIN e Moneta digitale, ORO 2.0 o un miraggio?

Opportunità e limiti della finanza digitale

Qui a Malta con Maltaway puoi trovare tutte le soluzioni di trading, investimento e di utilizzo della valuta digitale, che tu sia un investitore, un commerciante o un consumatore.

Malta, la giurisdizione d’eccellenza per abbinare finanza e digitale!

Do you know what is common to WordPress.com, Amazon, Subway, Expedia, Zappos, Bloomberg.com, Wikipedia, iTunes, Dell, and Bing? This list is a sample of companies that have started accepting Bitcoins. Yes, you read it right, the Amazons, Apples and Microsofts of the world are accepting Bitcoins. Bitcoins and other virtual currencies are the cynosure of all eyes – of industry experts, bankers, hackers, consumers, merchants and regulators. Experts believe that the world of virtual currency is at a crossroads. Now, what is virtual currency?

Transaction Cost:

The cost of processing is far lower for virtual currency than any other payment mechanism. One of the main reasons for this is that virtual currencies eliminate the need for intermediaries. As virtual currencies are a form of P2P payment, they bypass banks and other intermediaries and evade the additional processing charges. For instance, in the traditional banking service model, if someone buys a watch using a credit card, the merchant needs to pay the issuer an interchange fee of 1% – 3% plus a flat fee, which is eventually passed on to the consumer as a cost. However, if the same payment were made using virtual currency, the transaction cost would have been <1% of the transaction amount, as there are no intermediaries.

International Cross-Border Remittance Cost:

Virtual currencies are expected to play a big role in the global remittances market. In Q4 2014, the global average cost of remitting about USD 200 was about 7.99%. Post offices are the least expensive, at 5.06%, while banks are the most expensive at 11.75% (Source: The World Bank: Remittance Prices Worldwide). However, using virtual currency, users can remit money directly to their families at a lower cost and faster too. For instance, BitPesa uses a virtual currency like Bitcoin to cut transaction costs. It charges about 3% on cross-border transfers and the money reaches the same day. Players charging lower fees using virtual currencies will eventually put pressure on the existing money transfer operators and banks to reduce their remittance charges too.

Substantial Volatility: Virtual currencies are subject to significant fluctuation. The total value of virtual currencies in circulation and the number of merchants or businesses using them are still small. Hence even a small activity or trade can affect the price movement, which makes virtual currencies highly volatile.  There have been instances of the Bitcoin exchange rate falling alarmingly – by more than 50% – in one day.

Security Risk: Critics of virtual currency pinpoint that since the identities of
parties involved in a transaction are not recognizable and transactions are not traceable, they can be misused for unlawful or criminal activities like:

  • Money laundering or terror financing

Virtual currency transactions are vulnerable to money laundering/terror financing risks, thanks to payer and payee anonymity compounded by the lack of an authorized monitoring authority. This increases the possibility of virtual currencies being used for suspicious activities. For instance, Liberty Reserve‘s CTO was operating an unlicensed money transmitting business which processed more than $16 billion through the firm’s digital currency system.  He leveraged his technical expertise and created a virtual currency business which was used extensively by criminals across the world.

  • Hacking or fraud/theft

Virtual currencies definitely run the risk of being targeted by hackers using various methods to steal Bitcoins and other virtual currencies from user accounts. Over the past few years, there have been quite a few cases of hacking of virtual currency accounts. For instance, in March 2014, 650,000 Bitcoins were looted from Mt. Gox, and as recently as January 2015, hackers looted around 19,000 Bitcoins worth about $5 million from the Bitstamp exchange.

Financial services industry keeps
a close watch on virtual currency development

As virtual currencies gain both popularity and controversy, banks and financial services firms are monitoring the steps taken by the issuers of virtual currency as well as the guidelines of various governments and policymakers to see what opportunity it holds for them.

Global banks like Bank of America, JPMC, Citi, Wells Fargo, etc. have published reports on how Bitcoin could impact the global payment industry. Banks are also keen to understand whether virtual currency can become an investment opportunity like Commodities, Exchange Traded Funds, or Derivatives. Although banks did open accounts for firms accepting Bitcoins or any other virtual currency, but they were forced by regulators to close Bitcoin-related accounts. For instance, U.S. officials ordered a Wells Fargo account used by Mt. Gox to be shut down.

Banks and financial services firms are still in observer mode on virtual currencies, but analysts do predict that virtual currencies, specifically Bitcoin could emerge as a serious competitor to banks.

Conclusion

Adoption of virtual currencies by merchants will rise as they realize good savings, and consumers will pick virtual currencies once they see their myriad benefits.  Banks, regulators and governments are also waking up and paying attention to the virtual currency concept. Regulators and governments need to further step-up their efforts to create new regulatory regimes for virtual currencies. It is equally vital for banks and financial services firms to study this space and see how it can impact the payment industry, look at engaging with interested parties, and launch new products and services. Given the benefits and challenges of virtual currencies, it’s too early to write them off or say how quickly they will attract mainstream adoption. The ideal scenario is one of harmonious co-existence virtual and other currencies, where the limitations of one become the strength of the other. For instance, if there is no anonymity in virtual currency transactions, the chances of money laundering, terror financing and volatility reduce. The current banking system can support this payment method by servicing the businesses dealing in virtual currencies. Virtual currencies are definitely at a crossroads and the road ahead is going to be a fascinating one. Only time will tell whether virtual currencies are gold 2.0 or just a mirage.

https://www.gfmag.com/magazine/march-2015/virtual-currencies-gold-20-or-mirage

maltaway_malta_balatti boardmember_bitcoin

One Of Bitcoin’s Strongest Backers Reveals The Two Big Reasons Why It’s Still Not Mainstream

One Of Bitcoin’s Strongest Backers Reveals The Two Big Reasons Why It’s Still Not Mainstream

Most Bitcoin users are simply sitting on their holdings, and that this results in price volatility

http://feedproxy.google.com/~r/businessinsider/~3/Xh3-xy10j50/fred-wilson-on-bitcoin-2014-7

albertobalatti_boardmember_bitcoin_volatility