MALTA, il paradiso dove trasferire la pensione INPS

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Leggi anche qui sulla fuga dei pensionati dall’Italia

Già superata la soglia dei cinquant’anni, con alle spalle oltre trent’anni di esperienza professionale nelle global corporations, una moglie avvocato e  un figlio che  fin dall’età di 15 anni si è trasferito  a studiare in Inghilterra, alcuni anni fa ho deciso di trasferirmi a  vivere a Malta. Questa decisione è scaturita dopo un’analisi di dettaglio di vari paesi dagli USA a Panama e Costa Rica, da Sydney a Singapore, dalla Svizzera alla Gran Bretagna, per capire e valutare tanti elementi come la qualità della vita, il costo, la sicurezza, il sistema sanitario e scolastico, l’efficienza e tanti altri fattori. Negli anni ho avuto contatti lavorativi con quest’isola ed ho sempre apprezzato la mentalità aperta, diretta dei maltesi, la loro internazionalità e concezione meritocratica tipica della cultura anglosassone.

Malta è un’isola di circa 420.000 abitanti geograficamente a sud della Sicilia ma a molti sconosciuta. Qui la lingua ufficiale oltre al maltese è l’inglese, anche se gran parte della popolazione parla italiano, e da qualche anno fa parte dell’Unione Europea ed ha adottato l’Euro. E’ un paese con un clima mediterraneo e inverni brevi con temperature che non scendono mai al di sotto dei 12 gradi,  un’alta qualità della vita e livello di sicurezza, un ottimo sistema sanitario, costi della vita contenuti, collegamenti frequenti e low cost con l’Italia. Milano dista solo un’ora e quarantacinque minuti di volo.

Che dire, tutti ci siamo spesso persi a sognare mete paradisiache ma spesso irraggiungibili senza pensare a mete più vicine dove poter realizzare facilmente i propri desideri, senza dover recidere con i legami familiari, amicizie e abitudini….insomma con le nostre radici.

Malta l’ho conosciuta anche qualche anno fa durante una vacanza, ed ho apprezzato subito quel mix di cultura e bellezze naturali che è in grado di offrire. Qui puoi fare mare in baie suggestive e fondali stupendi ma puoi anche perderti alla scoperta dei suoi siti millenari, delle sue cittadine medievali, dei suoi palazzi barocchi. I miei amici mi dicevano che era un’isola troppo piccola per me ma in realtà non finisci mai di scoprirla e di stupirti.

I costi della vita sono contenuti e la qualita’ davvero alta.

Mi ritrovo ad avere più vita sociale e a vivere fuori più qui che a Milano, anche perché il clima lo consente. Manifestazioni, concerti, feste tradizionali si susseguono per tutta la lunga estate che va da marzo a novembre. Dopo il lavoro o nella pausa potersi permettere una fuga al mare per una nuotata o una passeggiata al tramonto, andare a pescare, cenare in spiaggia o andare a tutte le feste sono esperienze ineguagliabili anche per un nordico e lacustre come me per di più appassionato della montagna e dello sci.

Non ho voluto per scelta avere un’auto (la sharing economy avanza…) e giro sia con i bus, perché c’è una rete capillare che collega tutta l’isola , sia in bicicletta o scooter.

Malta vanta un efficiente sistema sanitario considerato tra i primi in Europa e il recente ospedale Mater Dei è una struttura di eccellenza.

Anche il mercato immobiliare maltese è molto interessante perché ancora lontano dall’immaginazione delle folle, con prezzi medi convenienti e con alte rendite grazie anche all’assenza di tassazioni. Qui non si paga neppure la tassa rifiuti.

I prezzi degli affitti partono da 450 euro al mese , con punte in salita nelle aree centrali tra Sliema e St.Julian’s o minori nella vicina e splendida isola di Gozo.

In Italia  vi è un dato evidente di fuga di pensionati Italiani verso l ‘estero, fenomeno che lo scorso anno ha raggiunto quasi le 6000 unità.

Quando si sceglie un paese ritengo che le sue condizioni di sicurezza, il sistema sanitario, i collegamenti, il sistema bancario, la comunità internazionale, la condizione economica, siano altrettanto importanti quanto la fiscalità ridotta e il basso costo della vita.

Questo, soprattutto, per evitare di trovarsi dopo poco tempo in una situazione peggiore di quella che si è deciso di lasciare, per la propria qualità di vita e per la protezione del proprio patrimonio e reddito, che i paesi in difficoltà ormai conclamata (PIGS) non sono più in grado di garantire.

Io che ho scelto di lasciare l’Italia dopo aver vissuto in diversi altri paesi, grazie alla mia precedente esperienza professionale e al mio modo personale di approcciare ogni progetto con profondo studio e conoscenza ma anche pratico e operativo, cerco innanzitutto di aiutare le persone a verificare punto per punto vantaggi e conseguenze economiche e personali di questo percorso di scelta che vorranno condividere con me. Io cerco prima di capire se Malta sia la soluzione giusta per il cliente, poi gli offro un servizio completo dal viaggio al cambio di residenza, alla casa, alla fiscalità, agli investimenti, per far si che l’esperienza di un trasferimento non si riveli un percorso tortuoso ad ostacoli ma una via dritta e semplice.

La cosa che mi interessa di più è soprattutto dare sempre una consulenza professionale, precisa, affidabile e soluzioni personalizzate. La conoscenza del sistema paese sia italiano che maltese mi consente di assisterli in entrambi i fronti per non incorrere in errori ed in costi aggiuntivi.

SE mi chiedono perchè un pensionato dovrebbe trasferirsi a Malta con la sua pensione io lo sintetizzo in ben 10 buoni motivi:

  1. Risparmio sulle tasse che può essere rilevante sino a diventare elevatissimo per le pensioni più alte
  2. Clima fantastico e ricchezza storica, artistica e culturale e costo della vita più basso
  3. Vicinanza con l’Italia e i propri interessi e legami famigliari con al massimo 90 minuti di volo al prezzo di una cena in pizzeria
  4. Sanità e assistenza con ospedali e centri per anziani all’avanguardia in Europa
  5. Sicurezza elevatissima e delinquenza praticamente inesistente, con un sistema bancario solido e sicuro
  6. Quasi tutti capiscono e parlano Italiano e un’ offerta di corsi di inglese per la terza età che consente di raccogliere nuovi stimoli e conoscere gente nuova
  7. Mezzi di trasporto nuovi ed efficienti che ti consentono di vivere, se vuoi, senza automobile
  8. Se compri casa, proteggi il tuo patrimonio, non avrai tasse di successione e lascerai un bellissimo regalo ai tuoi figli e nipoti
  9. Qualità della vita elevata per il sole , il mare, la comunità internazionale e una vita più semplice senza complicazioni burocratiche
  10. Malta è in Europa e adotta l’Euro, le norme e i regolamenti comunitari non consentono all’Italia di legiferare per un eventuale blocco la portabilità delle pensioni che invece può valere per i paesi extra-UE

Un pensionato che prende la residenza fiscale a Malta ha diritto , salvo alcune eccezioni da verificare, di trasferire la sua pensione LORDA (senza tasse di alcun tipo) a Malta e pagare qui la relativa tassazione in regime fiscale speciale o ordinario.

A Malta sono state introdotte regole che consentono ai pensionati che sono cittadini Europei o Svizzeri, nel rispetto di alcune condizioni , una condizione  fiscale agevolata, di sicuro interesse per chi percepisce pensioni  medio-alte con una aliquota fissa al 15% su qualsiasi fonte di reddito estera che sia ricevuta a Malta, da loro o dai loro famigliari a carico, soggetta a un’imposta minima annuale di €7.500 e di ulteriori €500 per ciascun famigliare a carico e assistente domiciliare.

Per pensioni piu’ basse e’ piu’ conveniente una tassazione ordinaria ben piu’ bassa che in Italia.

Suggerisco a chi e’ interessato di fare una vacanza esplorativa sull’isola ed e’ difficile non innamorarsene.

Noi vi aspettiamo qui e siamo a tua disposizione per tutte le altre necessità che dovessero emergere sia in relazione a valutazioni di convenienza sia per tutto quello che è necessario fare per una corretta e proficua relocation su Malta

Abbiamo una lunga esperienza sulla regolamentazione e fiscalità internazionale, i percorsi necessari sono a noi ben noti e supportati da practice ed esperienze di molti, pensionati italiani compresi, che stiamo assistendo in questo percorso sia per le necessità a Malta sia in Italia.

 

 

 

 

 

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10 buoni motivi per la tua pensione a MALTA

10 buoni motivi per la tua pensione a MALTA

La scorsa settimana abbiamo ricevuto 3 telefonate da giornalisti di diverse testate televisive di noti programmi trasmessi sulle reti TV Italiane, che chiedevano a NOI, in quanto esperti del settore, opinioni, informazioni, esperienze e interviste…argomento?

PENSIONATI ITALIANI A MALTA

Ieri il programma Quinta Colonna ha mandato in onda interviste e opinioni, in particolare di interesse quella con Giuseppe Conte della Direzione INPS pensioni estero, che ha mostrato un dato evidente di fuga di pensionati Italiani verso l ‘estero, fenomeno che lo scorso anno ha raggiunto quasi le 6000 unità

Segno dei tempi, della profonda crisi Italica che risparmia ormai solo poche categorie, e segno della luce sempre piú forte che MALTA sta ricevendo in termini di interesse dal mondo, dall’Europa e da buon ultimo dall’Italia, considerando che le classifiche internazionali pongono Malta al 3 posto tra i paesi al mondo dove trasferirsi.

Quando si sceglie un paese, le sue condizioni di sicurezza, sistema sanitario, collegamenti, sistema bancario, comunità internazionale, condizione economica, sono altrettanto importanti quanto la fiscalità ridotta e il basso costo della vita.

Questo, soprattutto, per evitare di trovarsi dopo poco tempo in una situazione peggiore di quella che si è deciso di lasciare, per la propria qualità di vita e per la protezione del proprio patrimonio e reddito, che in paesi in difficoltà ormai conclamata come l ‘Italia e altri (vedi i PIGS) non sono più in grado di garantire.

Noi, che abbiamo scelto di lasciare l’Italia dopo aver vissuto in diversi altri paesei, ci occupiamo con una struttura di professionisti, di assistere e consigliare questo target di persone, con una pensione e magari anche con degli asset interessanti, che intendono trasferirsi a Malta, tra l’altro anche con alcuni casi di pensionati Italiani che arrivano a MALTA provenienti da altre giurisdizioni non più considerate interessanti, come ad esempio Canarie, Spagna, Portogallo, Cipro, Grecia, Panama e altre ancora

maltaway_10 reasons love malta

Perché un pensionato Italiano dovrebbe venire a Malta con la sua Pensione? 10 buoni motivi:

  1. Risparmio sulle tasse che può essere rilevante sino a diventare elevatissimo per le pensioni più alte
  2. Clima fantastico e ricchezza storica, artistica e culturale e costo della vita più basso
  3. Vicinanza con l’Italia e i propri interessi e legami famigliari con al massimo 90 minuti di volo al prezzo di una cena in pizzeria
  4. Sanità e assistenza con ospedali e centri per anziani all’avanguardia in Europa
  5. Sicurezza elevatissima e delinquenza praticamente inesistente, con un sistema bancario solido e sicuro
  6. Quasi tutti capiscono e parlano Italiano e un offerta di corsi di inglese per la terza età che consente di raccogliere nuovi stimoli e conoscere gente nuova
  7. Mezzi di trasporto nuovi ed efficienti che ti consentono di vivere, se vuoi, senza automobile
  8. Se compri casa, proteggi il tuo patrimonio, non avrai tasse di successione e lascerai un bellissimo regalo ai tuoi figli e nipoti
  9. Qualità della vita elevata per il sole , il mare, la comunità internazionale e una vita più semplice senza le 1000 complicazioni burocratiche del belpaese
  10. Malta è in Europa e adotta l’Euro, le norme e i regolamenti comunitari non consentono all’Italia di legiferare per un eventuale blocco la portabilità delle pensioni che invece può valere per i paesi extra-UE

E fa 10… la lode la lascerei a MALTAway che ha le competenze, le risorse e l’esperienza per la corretta consulenza e assistenza per la vostra relocation, coprendo a 360° ogni vostra necessità, con riferimento a tutto ciò che vi serve sapere e fare sia in Italia sia a Malta per realizzare un progetto per chi vuole girare le pagine sino alla fine del libro

e se ti serve dell’altro puoi contattarci oppure digitare nella parte alta a destra del sito la parola pensione e troverai quello che abbiamo condiviso con  tutti  su questo argomento

The Big Mac index is back

Big currency devaluations are not boosting exports as much as they used to

In Malta the price for a Big Mac is $ 4.1, move to Malta to live, work and invest with MALTAway…number 1 in Europe

Economia di strada a Malta, Big Mac Index per capire il valore di una valuta, costo della vita e potere di acquisto

Per scoprire quanto costa un Big Mac a Malta, Leggi il nostro articolo per confrontare il costo della vita a Malta  con un raffronto tra Sliema e Milano e se vuoi venire a fare un viaggio a Malta, chiedi un preventivo con tariffe web e che sia il primo passo per trasferire la residenza, comprare una casa, vivere e lavorare a Malta

L’indice Big Mac (o Big Mac index in inglese) è uno strumento informale di comparazione del potere d’acquisto di una valuta. Questa misurazione assume come valida la teoria della parità dei poteri di acquisto.

L’assunto centrale della “parità dei poteri di acquisto” è che il tasso di cambio tra due valute dovrebbe tendere naturalmente ad aggiustarsi in modo che un paniere di beni abbia lo stesso costo in entrambe le valute. Nell’indice Big Mac, il “paniere” è composto da un singolo Big Mac, così come viene venduto dalla catena di fast food della McDonald’s. Il Big Mac è stato scelto perché è disponibile con le stesse specifiche in diverse nazioni del mondo, e i franchise McDonald’s locali hanno una notevole responsabilità nella negoziazione dei prezzi. Per questi motivi, l’indice permette una comparazione significativa tra le valute di molte nazioni.

Il rapporto della parità di potere d’acquisto del Big Mac tra due valute si ottiene dividendo il costo di un Big Mac in una nazione (nella sua valuta) per il costo di un Big Mac nell’altra nazione (nella sua valuta). Questo valore viene confrontato con il tasso di cambio attuale; se è più basso, allora la prima valuta è sottovalutata (secondo la teoria della parità del potere d’acquisto) rispetto alla seconda, mentre se è più alto, allora la prima valuta è sopravvalutata.

Ad esempio, supponiamo che un Big Mac costi 2,00 sterline nel Regno Unito e 2,50 dollari negli USA; quindi il tasso della parità di potere d’acquisto è 2,00/2,50 = 0,8. Se, il tasso di cambio ufficiale è 1 dollaro statunitense per 0,55 sterline inglesi, allora la sterlina è sopravvalutata rispetto al dollaro.

MIGHT “Made in Russia” labels become common? If currency depreciation alone could boost exports, then yes. According to our latest Big Mac index, the Russian rouble is one of the cheapest currencies around, 69% undervalued against the dollar. The index compares the cost of the famous burger at McDonalds outlets in different countries by converting local prices into dollars using market exchange rates (as of January 6th, see chart 1). It is based on the idea that in the long-run, exchange rates ought to adjust so that one dollar buys the same amount everywhere. If a burger looks like a bargain in one currency, that currency could be undervalued.

Americans hunting for cut-price burgers abroad are spoilt for choice: the index shows most currencies to be cheap relative to the greenback. This is partly owing to the Federal Reserve’s decision to raise interest rates when the central banks of the euro zone and Japan are loosening monetary policy. The euro is 19% undervalued against the dollar, according to the index, and the yen 37%. Another force weakening many currencies, including the rouble, has been the ongoing slump in commodity prices since mid-2014. Shrinking demand from China and a glut of supply have sapped the value of exports from Australia, Brazil and Canada, among other places, causing their currencies to wilt, too. By the index, they are respectively 24%, 32% and 16% undervalued. If commodity prices continue to fall, they could slide even further.

These large currency devaluations can hurt, by raising the price of imports and spurring inflation. But although devaluations may not be pleasant, they are meant to be nutritious. Pricier imports should encourage consumers to switch towards domestic products and stimulate local production. A cheaper currency should also boost growth by spurring exports.

Between 1980 and 2014, according to an analysis of 60 economies by the IMF, a 10% depreciation relative to the currencies of trading partners boosted net exports by 1.5% of GDP over the long term, on average. Most of the improvement came within the first year.

But devaluations do not seem to have provided quite the same boost recently. Japan is the best example. The yen has been depreciating rapidly. A Big Mac was 20% cheaper in Japan than in America in 2013; now it is 37% cheaper. Yet export volumes have barely budged (see chart 2). This is a surprise: the IMF calculates that Japanese exports are around 20% lower than it would have expected, given how the yen has weakened. Devaluations in other countries, including South Africa and Turkey, have also disappointed.

A global contraction of trade in dollar terms may be obscuring devaluation’s benefits. Although exports from countries with weakening currencies may look limp, many of them are still securing a bigger slice of the shrinking pie. The collapse in commodity prices is also masking some signs of life. Take Brazil, where the volume of exports rose by 10% in 2015 even as their value plunged by 22%. Some of that is caused by commodity exporters compensating for falling revenue by selling ever more minerals and oil. But not all of it. In Australia, for instance, exports of goods other than raw materials jumped by around 6% in mid-2015, according to the Commonwealth Bank of Australia.

But there are also signs that “Dutch disease” has taken a toll on the capacity of commodity-producing countries to ramp up other exports. When prices were high, capital flowed in, pushing up their currencies and thus making their other exports less competitive. Labour and investment flowed mainly to commodity firms. That has left other industries too weak to pick up the slack now that these once-soaring currencies have fallen back to earth.

Russia is a good example. Non-energy exporters appear to be struggling despite the rouble’s plunge. Over the first half of 2015, as the volume of energy exports surged, non-energy exports fell, according to Birgit Hansl of the World Bank. She points out that it is not enough to have a price change: “First you have to produce something that someone wants to buy.” The rouble’s weakness is an opportunity for industries that already export, such as chemicals and fertiliser. But boosting other exports requires investment in new production, which takes time.

Both the IMF and the World Bank have highlighted another possible explanation for the weak performance of exports in countries with falling currencies: the prevalence of global supply chains. Globalisation has turned lots of countries into way-stations in the manufacture of individual products. Components are imported, augmented and re-exported. This means that much of what a country gains through a devaluation in terms of the competitiveness of its exports, it loses through pricier imports. The IMF thinks this accounts for much of the sluggishness of Japan’s exports; the World Bank argues that it explains about 40% of the diminished impact of devaluations globally. That leaves many manufacturing economies in a pickle.

http://www.economist.com/news/finance-and-economics/21685489-big-currency-devaluations-are-not-boosting-exports-much-they-used-after?cid1=cust/ednew/n/n/n/2016017n/owned/n/n/nwl/n/n/n/email

Eurostat costo della vita in Europa: Svizzera 154, Italia 102, Malta 83

Eurostat costo della vita in Europa: Svizzera 154, Italia 102, Malta 83

Per capire vai su MALTAway, fatti e numeri a supporto delle parole

MALTAway è un portale che nasce con una visione olistica di servizi integrati rivolti al mondo Business, Finance, HNWIs e consumers

MALTA è la nuova Svizzera e il meglio del Nord Europa in mezzo al Mediterraneo, il posto migliore per il successo e la protezione tua, della tua famiglia, del tuo business, del tuo patrimonio, per divenire insieme a te la SINGAPORE del Mediterraneo

This article presents the most recent analysis of price levels for consumer goods and services in the European Union (EU), focusing on price level indices (PLIs), which provide a comparison of countries’ price levels relative to the EU average and are calculated using purchasing power parities.

In 2014, price levels for consumer goods and services differed widely across Europe. The highest price level among EU Member States was observed in Denmark, 38% above the EU average, while in Bulgaria the price level was 48% below the EU average.

An understanding of the differences in price levels is important in the comparison of economic data, such as gross domestic product (GDP), because higher relative prices could make an economy look healthier than it really is. Observing price level differences is also important in the analysis of the development of the EU’s single market for goods and services.

The results are based on price surveys covering more than 2400 consumer goods and services and conducted across 37 European countries, being part of the EurostatOECD Purchasing Power Parities (PPP) program. The group of participating countries includes the 28 EU Member States, three EFTA countries (Iceland, Norway and Switzerland), five candidate countries (Montenegro, the former Yugoslav Republic of Macedonia, Albania, Serbia and Turkey) as well as one potential candidate (Bosnia and Herzegovina).

Oltre ad una immediata utilità personale, nel caso di debba scegliere un paese dove fare una vacanza, investire, lavorare o trasferirsi per vivere, la comprensione delle differenze dei livelli di prezzo è anche utile nella comparazione dei dati macro-economici come il PIL (Prodotto Interno Lordo), in quanto livelli dei prezzi comparativamente più alti possono far sembrare l’economia di un paese in miglior salute di quanto lo sia in realtà.

Eurostat ha utilizzato i prezzi di 2.400 beni di consumo e servizi in 37 nazioni europee; questi dati si vanno ad aggiungere a quelli che MALTAWAY fornisce aggiornati dal portale NUMBEO.

Queste comprendono 28 nazioni dell’unione europea oltre a Islanda, Norvegia, Svizzera, Montenegro, Macedonia, Albania, Serbia, Turchia e Bosnia Erzegovina.

Nel 2014 i prezzi all’interno dell’Europa divergevano parecchio.

I prezzi più alti all’interno dell’Unione Europea sono stati osservati in Danimarca (38% più alti rispetto alla media dell’Unione) mentre i prezzi in Bulgaria erano del 48% più bassi rispetto alla media dell’Unione Europea.

Ecco la classifica utilizzando le ventotto nazioni dell’Unione Europea come indice di riferimento (100).

  • Svizzera 154
  • Norvegia 148
  • Danimarca 138
  • Svezia 125
  • Finlandia 123
  • Regno Unito 122
  • Irlanda 121
  • Lussemburgo 120
  • Islanda 117
  • Paesi Bassi 111
  • Belgio 109
  • Francia 108
  • Austria 107
  • Italia 102
  • Germania 102
  • Spagna 93
  • Cipro 80
  • Grecia 86
  • Slovenia 83
  • Malta 83
  • Portogallo 81
  • Estonia 79
  • Lettonia 72
  • Slovacchia 69
  • Croazia 67
  • Repubblica ceca 64
  • Lituania 64
  • Turchia 61
  • Ungheria 57
  • Montenegro 57
  • Polonia 56
  • Romania 54
  • Serbia 53
  • Bosnia Erzegovina 53
  • Albania 50
  • Bulgaria 48
  • Macedonia 47

nell’articolo di Eurostat trovate i dettagli per ogni singola categoria di spesa/consumo

http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Comparative_price_levels_of_consumer_goods_and_services

MALTA low cost: ma quanto costa tagliarsi i capelli nel mondo?

Here’s how much it costs to get a haircut around the world

MALTA low cost: ma quanto costa tagliarsi i capelli nel mondo?

Come spesso accade Malta è fuori dal radar, ma i costi reali che vediamo qui con le rilevazioni di MALTAway, si collocano nella parte più bassa della classifica ma i risultati sono di ottimo livello

Insomma venite a visitare Malta e già che ci siete fatevi qui il vostro taglio di capelli perche con MALTAway viaggi avrete buoni consigli e prenotazioni  a prezzi migliori del vostro travel agent on line o sotto casa

La foto è di un amico di vecchia data che di haircut non ha certo la passione ma ch è ancora uno dei più grandi freeriders di tutti i tempi….big hugs Glen

http://www.maltaway.com/malta-way-basso-costo-della-vita-amalta-un-raffronto-tra-sliema-e-milano/

Unless you want to bring back the woolly-mammoth look, you’re probably going to get a haircut at some point in your life.

But if you’re searching for a good deal on your next trim, we recommend that you avoid getting your hair cut in Geneva or Zurich.

UBS analysts collected data on the prices of various services — such as haircuts — across major cities in the world and found that there’s a strong correlation between local wages and the prices of these services.

So cities like Zurich and Geneva, which saw the highest relative gross salaries, also saw the highest prices for services like haircuts.

That’s not the whole story, however, as there is another interesting angle to haircuts specifically: For the most part, women pay more than men for the “same” service. And that means a woman might end up paying more for a haircut in a relatively cheaper city than a man in a relatively more expensive city.

“In Jakarta and Hong Kong, women pay on average almost the same as men, whereas in Dublin and Cairo, the price for women is almost three times higher than for men. This imbalance is seen across the globe, with women’s haircuts costing on average 40% more than men’s. For the price of one women’s haircut in Oslo, men could afford to get their hair cut 18 times in Nairobi,” according to UBS chief economist Andreas Höfert.

We put together UBS’ data on haircut prices for men and women across cities. Check them out below:

women haircut (1)Andy Kiersz/Business Insider, data UBS

And here’s how much it costs to get your hair cut in major cities around the world if you’re a man.

men haircut (1)

http://www.businessinsider.com/how-expensive-haircuts-are-around-the-world-2015-9?utm_source=feedly&utm_medium=referral

MALTA ai primi posti al mondo Indice dei Prezzi Birra 2015

MALTA ai primi posti al mondo Indice dei Prezzi Birra 2015

MALTA è qualità della vita e basso costo della vita, un abbinamento vincente per una vacanza, un viaggio, per vivere, prendere la residenza, studiare Inglese, Investire, comprare casa, trasferire l’azienda e MALTAway è il vostro accesso alle opportunità di Malta

Il portale GoEuro.it, che ha redatto l’Indice dei Prezzi della Birra 2015, una delle tante classifiche utili a capire il costo della vita e che fornisce  informazioni interessanti per il viaggiatore in prossimità delle imminenti vacanze estive, non ha preso MALTA in considerazione, MALTA è spesso dimenticata da molte classifiche internazionali.

I dati riferiti a giugno 2015 rilevati da Numbeo nel mondo, fanno di Malta una tra le prime destinazioni del mondo anche per questa classifica

maltaway_prezzi birra malta

L’Indice dei Prezzi della Birra 2015 prende in considerazione 75 città in 5 continenti e paragona i prezzi delle 5 birre d’importazione più popolari a confronto con le birre locali maggiormente consumate. Il prezzo considerato è quello del consumo al bar e dell’acquisto presso il supermercato.
Alcune curiosità: il podio è composto da tre città dell’Est Europa, in ordine Cracovia appunto, Kiev e Bratislava mentre fra le città italiane compaiono in classifica Venezia, la prima “tricolore” al 45° posto, Milano, posizionata al 57° posto e Roma in 64-esima posizione. Il prezzo della birra nel 2015 ha subito delle variazioni rispetto al 2014 dovute all’inflazione o alla svalutazione monetaria. Per esempio, a causa della drammatica sopravvalutazione del Franco Svizzero rispetto all’Euro, Zurigo e Ginevra sono entrambe tra le 15 città più care dove acquistare birra sorpassando la capofila dell’anno scorso, Oslo. Analogamente le città statunitensi sono diventate più care rispetto al 2014 in seguito all’indebolimento dell’Euro rispetto al Dollaro.

Economia di strada a Malta, Big Mac Index per capire il valore di una valuta, costo della vita e potere di acquisto

Economia di strada a Malta, Big Mac Index per capire il valore di una valuta, costo della vita e potere di acquisto

Per scoprire quanto costa un Big Mac a Malta, Leggi il nostro articolo per confrontare il costo della vita a Malta  con un raffronto tra Sliema e Milano e se vuoi venire a fare un viaggio a Malta, chiedi un preventivo con tariffe web e che sia il primo passo per trasferire la residenza, comprare una casa, vivere e lavorare a Malta

L’indice Big Mac (o Big Mac index in inglese) è uno strumento informale di comparazione del potere d’acquisto di una valuta. Questa misurazione assume come valida la teoria della parità dei poteri di acquisto.

L’assunto centrale della “parità dei poteri di acquisto” è che il tasso di cambio tra due valute dovrebbe tendere naturalmente ad aggiustarsi in modo che un paniere di beni abbia lo stesso costo in entrambe le valute. Nell’indice Big Mac, il “paniere” è composto da un singolo Big Mac, così come viene venduto dalla catena di fast food della McDonald’s. Il Big Mac è stato scelto perché è disponibile con le stesse specifiche in diverse nazioni del mondo, e i franchise McDonald’s locali hanno una notevole responsabilità nella negoziazione dei prezzi. Per questi motivi, l’indice permette una comparazione significativa tra le valute di molte nazioni.

Il rapporto della parità di potere d’acquisto del Big Mac tra due valute si ottiene dividendo il costo di un Big Mac in una nazione (nella sua valuta) per il costo di un Big Mac nell’altra nazione (nella sua valuta). Questo valore viene confrontato con il tasso di cambio attuale; se è più basso, allora la prima valuta è sottovalutata (secondo la teoria della parità del potere d’acquisto) rispetto alla seconda, mentre se è più alto, allora la prima valuta è sopravvalutata.

Ad esempio, supponiamo che un Big Mac costi 2,00 sterline nel Regno Unito e 2,50 dollari negli USA; quindi il tasso della parità di potere d’acquisto è 2,00/2,50 = 0,8. Se, il tasso di cambio ufficiale è 1 dollaro statunitense per 0,55 sterline inglesi, allora la sterlina è sopravvalutata rispetto al dollaro.

http://www.economist.com/news/finance-and-economics/21640370-some-currencies-lose-weight-diet-qe-and-cheap-oil-others-bulk-up-oily-and?fsrc=nlw|hig|22-01-2015|

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