Soldi in ITALIA davvero a rischio

Soldi in ITALIA davvero a rischio a fronte di una crisi bancaria sistemica

Mancano evidentemente nel conteggio i valori relativi alle partecipazioni azionarie nel sistema bancario e quelle considerate protette dal fondo rischi sino a 100.000€ che sappiamo bene NON avere risorse sufficienti in caso di crisi sistemica quale quella che tutti vediamo

Quindi 427 Miliardi (barre blu) + 494 Miliardi (barra rossa) teoricamente coperti dal FITD (con le casse vuote) …tanti o pochi, basta che NON siano i vostri !!!

Pensiero e azione, vi aspettiamo www.maltaway.com

Corporate & Assets Governance, World Class, MALTA, Worldwide

Noi crediamo che molti cerchino quello che noi abbiamo trovato, e che vogliamo condividere, serve solo iniziare a pensare e ad agire differentemente…e il nostro contributo

MALTAway, your way to enter the MALTA world

MALTAway è un portale che nasce con una visione olistica di servizi integrati di Corporate Services, Tax & Legal, Management Consulting, Governance, Investment, Business Advisory, Relocation, rivolti al mondo Corporations, Business, Finance, HNWIs 

MALTA è la nuova Svizzera e il meglio del Nord Europa in mezzo al Mediterraneo, il posto migliore per il successo, lo sviluppo e la protezione di una Corporation, del suo Business, dei suoi Assets

Da Truenumbers

Bail-in

Gli strumenti finanziari nei quali gli italiani hanno investito, sono sicuri? Ecco i numeri

D’ora in poi (e più di 10mila italiani se ne sono accorti) se una banca fallisce, a pagare i suoi debiti saranno i risparmiatori che hanno puntato su quella banca. Non tutti, però.

Quanto rischi

Il grafico mostra la quantità di risparmio degli italiani teoricamente assoggettabile alle regole del cosiddetto “bail-in”. Il totale dei soldi “a rischio” è pari a 921 miliardi di euro. Significa che se tutte le banche italiane fallissero contemporaneamente, la quota di risparmio che  verrebbe svalutata o convertita in capitale dell’istituto sarebbe quella: 921 miliardi.

Evidentemente si tratta di un’ipotesi puramente teorica, tanto è vero che la maggior parte dei fondi liquidi che gli italiani hanno impiegato in un qualche strumento finanziario bancario non sono assoggettabili alle regole europee di salvataggio bancario (Bank Recovery and Resolution Directive, Brrd meglio noto come, appunto, bail-in). I soldi che possono dormire sonni tranquilli sono quei 494 miliardi di euro che, alla fine del dicembre 2015, erano depositati in conti correnti che non raggiungevano la fatidica soglia dei 100.000 euro oltre la quale scatta proprio la possibilità che quei fondi vengano usati per salvare la banca dal fallimento. Sono teoricamente a rischio anche strumenti come il conto deposito, sempre per la quota eccedente i 100mila euro, mentre sono al sicuro i circa 100 milioni di euro investiti in obbligazioni senior garantite.

Chi dorme tranquillo

Quelli che, invece, rischiano sono i 225 miliardi di euro che sono depositati in conti correnti superiori ai 100mila euro, i 173 miliardi investiti in obbligazioni non garantite e i 29 miliardi investiti in obbligazioni subordinate, dello stesso tipo, cioè, di quelle che sono state comprate dai risparmiatori di Banca Etruria, Banca Marche, Chieti e Ferrara e che hanno rischiato seriamente non non rivedere mai più per interno. Poi è intervenuta la decisione del governo Renzi di concedere a quasi tutti un parziale indennizzo.

Secondo le regole del bail in i primi a vedersi svalutare o, anche, azzerare, il capitale sarebbero gli azionisti della banca in crisi. Se non bastasse a risollevare l’istituto verrebbero subito dopo colpiti i risparmiatori in possesso di obbligazioni subordinate. In terzo luogo verrebbero colpite le obbligazioni senior non garantite e i depositi per la quota eccedente i 100.000 euro perché fino a 100.000 i depositi sono garantiti da un apposito fondo chiamato Fitd. I depositi superiori a 100.000 euro detenuti da famiglie e piccole imprese sarebbero gli ultimi assoggettabili a bail-in.

ITALIA, la doccia fredda sul fondo di Garanzia depositi

ITALIA, la doccia fredda sul fondo di Garanzia depositi

Per molti una vera doccia fredda, per alcuni solo un quotidiano percolare a temperatura ambiente….

gelo doccia maltaway

Cari amici Italiani, i vostri assets in Italia sono esposti a rischi più per il solo motivo di essere in Italia e presso il sistema bancario italiano (fiduciarie e polizze comprese), quindi esposti a 2 malati gravi di questo nostro amato sistema….bail in sia con voi…senza garanzie

Se vi interessa trasferire e relocare i vostri assets, voi stessi, la vostra famiglia e il vostro business, noi di MALTAway vi offriamo competenze e practices di un team preparato per consigliare ed agire…MALTAway is your way for Corporate and Assets Governance

Banche salvate, indennizzi da Fondo depositi, ha casse vuote

ROMA (Reuters) – Il decreto recente per gli indennizzi “attinge alle disponibilità del fondo interbancario di tutela dei depositi”, che anche per questo ora ha le casse vuote.

Lo ha detto il presidente del Fondo Salvatore Maccarone.

Il riferimento è al decreto che venerdì ha stabilito un meccanismo di ristoro forfettario per gli obbligazionisti colpiti dalla risoluzione delle quattro banche dello scorso novembre.

Il governo ha detto che le risorse sarebbero arrivate dalle banche e che non c’era un limite all’intervento.

“Le casse sono vuote e contribuiscono a renderle tali questi provvedimenti di ristoro degli obligazionisti delle quattro banche”, ha aggiunto Maccarone, che ha reiterato le sue critiche all’interpretazione della Commissione europea che ha inibito un intervento del Fondo per le quattro banche che avrebbe evitato la risoluzione.

Dallo scorso anno le contribuzioni obbligatorie delle banche al Fondo di garanzia dei depositi sono ex-ante e devono raggiungere la consistenza dello 0,8% dei depositi protetti entro il 2024.

“Le banche hanno iniziato a versare dal secondo semestre 2015, poco più di 250 milioni, e la contribuzione annuale sarà di circa 500 milioni”, ha spiegato Maccarone.

“Quest’anno potrà essere di più perché se vengono usati poi vanno reintegrati”, ha aggiunto.

A chi gli chiedeva se poi questo sistema di utilizzare il Fondo per gli indennizzi non rischi di incappare nelle obiezioni dell’Antitrust Ue, ha risposto: “Chiedete al legislatore. È stato costruito come meccanismo di risarcimento per misselling”.

Maccarone ha detto di non poter fare stime su quanto verrà richiesto al Fondo per questa finalità, limitandosi a ricordare che l’outstanding dei bond subordinati venduti al retail era di circa 320 milioni di euro.

“Sul piano prospettico la situazione non è certamente incoraggiante. Oggi questa interpretazione della Commissione (sull’utilizzo dei fondi di garanzia dei depositi) corre il rischio di diventare norma”.

Ora con il bail-in in vigore, Maccarone ha detto che c’è la prospettiva concreta che la crisi di una banca si risolva con la sua liquidazione.

“Non credo che il nostro sistema economico e civile sia pronto… Nel caso di una banca in liquidazione non verrebbero pagati i depositanti”, ha spiegato.

Il fondo sarà alimentato con contribuzioni ex-ante ma non può lavorare, come in passato, per prevenire una crisi bancaria.

“Stiamo studiando la possibilità di irrobustire il meccanismo volontario per rendere possibili interventi preventivi”.

“Ora nel fondo volontario ci sono 300 milioni, sono pochi, non ci si fa granché”, ha detto.

La ragione di creare anche un fondo volontario, ha spiegato il presidente del Fondo di garanzia, è che “oggi non si può ripetere lo schema delle quattro banche. Se la banca è ‘likely to fail’ e non si trova una soluzione rapidamente, la strada è o la risoluzione o la liquidazione coatta. E non voglio pensare a una soluzione che colpisca i depositanti”.

 

Greek Capital Controls To Remain For Months As Germany Pushes For Bail-In Of Large Greek Depositors….Italian debt is exploding what’s about the Italian Depositors?

Greek Capital Controls To Remain For Months As Germany Pushes For Bail-In Of Large Greek Depositors….Italian debt is exploding what’s about the Italian Depositors? (in Italy bail in scheme has been already approved)

Two weeks ago we explained why Greek banks, which Greece no longer has any direct control over having handed over the keys to their operations to the ECB as part of Bailout #3’s terms, are a “strong sell” at any price: due to the collapse of the local economy as a result of the velocity of money plunging to zero thanks to capital controls which just had their 1 month anniversary, bank Non-Performing Loans, already at €100 billion (out of a total of €210 billion in loans), are rising at a pace as high as €1 billion per day (this was confirmed when the IMF boosted Greece’s liquidity needs by €25 billion in just two weeks), are rising at a pace unseen at any time in modern history.

Which means that any substantial attempt to bailout Greek banks would require a massive, new capital injection to restore confidence; however as we reported, a recapitalization of the Greek banks will hit at least shareholders and certain bondholders under a new set of European regulations—the Bank Recovery and Resolution Directive—enacted at the beginning of the year. And since Greek banks are woefully undercapitalized and there is already a danger of depositor bail-ins, all securities that are below the depositor claim in the cap structure will have to be impaired, as in wiped out.

Now, Europe and the ECB are both well aware just how insolvent Greek banks are, and realize that a new recap would need as little as €25 billion and as much as €50 billion to be credible (an amount that would immediately wipe out all existing stakeholders), and would also result in a dramatic push back from local taxpayers. This explains why Europe is no rush to recapitalize Greece – doing so would reveal just how massive the funding hole is.

However, with every passing day that Greece maintains its capital controls, the already dire funding situations is getting even worse, as Greek bank NPLs are rising with every day in which there is no normal flow of credit within the economy.

This has led to a massive bank funding catch-22: the longer capital controls persist, the less confidence in local banks there is, the longer the bank run (capped by the ECB’s weekly ELA allotment), the greater the ultimate bail out cost, and the greater the haircut of not only equity and debt stakeholders but also depositors.

To be sure, we have explained this dynamic consistently over the past several months. Now it is Reuters’ turn, which reports this morning that, far from an imminent end to capital controls, Greeks will be unable to access their full funds for months, if not years:

Greek banks are set to keep broad cash controls in place for months, until fresh money arrives from Europe and with it a sweeping restructuring, officials believe.

But as explained previously, new money will only arrive if and when the same banks suffer a confidence crushing stakeholder and/or a depositor bail in:

Rehabilitating the country’s banks poses a difficult question. Should the euro zone take a stake in the lenders, first requiring bondholders and even big depositors to shoulder a loss, or should the bill for fixing the banks instead be added to Greece’s debt mountain?

And here is Reuters’ realization of how our readers have known for months is a huge feedback loop dynamic:

Answering this could hold up agreement on a third bailout deal for Greece that negotiators want to conclude within weeks. The longer it takes, the more critical the banks’ condition becomes as a 420 euro ($460) weekly limit on cash withdrawals chokes the economy and borrowers’ ability to repay loans.

 

The banks are in deep freeze but the economy is getting weaker,” said one official, pointing to a steady rise in loans that are not being repaid.

Also last week Fitch calculated a Greek NPL number which we first suggested was accurate to much disagreement by the mainstream: it is now accepeted that more than half of all Greek loans are likely to be non-performing.

Fitch noted that the total amount proposed of 25 billion euros for the Greek bank recap is sufficient unless deferred tax assets stop being considered as core capital. According to Fitch, 45 percent of the four systemic lenders’ core capital consists of deferred tax assets. The agency estimated the capital requirements at 11.2 billion euros on the condition thatnonperforming loans amount to 52 percent of loan portfolios, while the adverse scenario seeing bad loans at 60 percent would entail capital needs of 15.9 billion euros.

A 60% NPLs on €210 billion in loans would mean that up to 30% of Greek deposits of about €120 billion currently would be wiped out, or “bailed-in.”

And that is the optimistic scenario. The likelihood is that the Greek economy has collapsed to a level where nobody is paying their loan interest or maturity. As such as an even greater NPL percentage is now quite probable. But one thing is certain: with every passing day in which Greece does not have a viable resolution of its banks, the NPLs will keep rising, and the ultimate deposit haircut will be that much greater.

As a result Germany is already demaning a bail-in of large depositors, those holding over the “insured” threshold of €100,000 with Greek banks, in a repeat of the Cyprus depositor bail-in template.

“We want, if possible, an initial amount to be ready for the first needs of the banks,” said one official at the Greek finance ministry, who spoke on condition of anonymity. “That should be about 10 billion euros.”

 

Others, including Germany, however, are lukewarm and could push for losses for large depositors with more than 100,000 euros on their accounts, or bondholders.

The amount of large depositors in Greece is about €20 billion according to Reuters calculations (far greater than the €3 billion in bonds issues which will certainly be wiped out in any major recap), which suggests that if a bail-in takes place, then some depositors with savings of less than €100,000 will also have to be impaired.

Furthermore, as we also explained a month ago, unlike in Cyprus where the biggest depositors were Russian billionaire oligarchs, who had zero leverage and even less sympathy with Europe’s depositors, in Greece the situation could not be more different especially since the local shipping magnates keep the bulk of their cash overseas:

Imposing a loss, something the Greek government has repeatedly denied any planning for, would be controversial, not least because much of this money is held by small Greek companies rather than wealthy individuals.

 

“This is not like Cyprus where you can say these are just Russian oligarchs,” said an insolvency lawyer familiar with Greece. “It’s the very community everyone is hoping will resuscitate Greece, namely the corporates. You’ll end up depriving them of their cash.”

None of this should be a surprise either: recall in June 2013 we explained that “Europe Make Cyprus “Bail-In” Regime Continental Template.” But while the French member of the ECB, Christian Noyer, is against depositor bail-ins, Germany is all for it:

The tone in Berlin is different, where some advocate not only that bank creditors foot the bill but also that the ESM steer clear of any direct stake, lumbering Athens with the banks’ clean-up.

 

“The recapitalization will have to be done by the Greek government so that means more money in the third program,” said Marcel Fratzscher, president of the Berlin-based German Institute for Economic Research. “It’s a loan they have to repay but there is no risk-sharing on the European side. They will have to bail in the private creditors. I can’t see how this could not happen.”

The most likely outcome for the Greek banks is a wholesale bailout by the ESM. That, however, comes with major strings attached:

One option, according to euro zone officials, is the direct recapitalization of Greece’s banks by the euro zone’s rescue fund, the European Stability Mechanism (ESM).

 

This could grant the Luxembourg-based authority a direct stake in the banks and greater control over their future.

 

That, however, would take Greece closer to the Cyprus model. Any such direct ESM aid requires that losses first be imposed on some of the banks’ bondholders and even large depositors.

So Greece is damned if it does, and damned if it doesn’t.

And here is why we made such a big deal of Greece handing over controls of its banks to the ECB as we reported in mid July:

To avoid such orders, Athens is battling to keep autonomy in deciding the fate of its banks. Ceding further control could cost it dearly. Bondholders are nervous.

Alas, Greece already ceded control, remember: that was one of the main conditions for the Third Greek bailout, all of which we explained on July 13 in “Greece Just Lost Control Of Its Banks, And Why Deposit Haircuts Are Imminent.”

At this point the only leverage Greece may have, having squandered all of its true leverage when it decided not to pursue a “parallel-currency” system after the Referendum, is mere empathy with the rest of Europe’s population; however with its ruling socialists backtracking on all their promises and in fact pushing Greece into an austerity program harsher than anything seen yet, not even the leftist parties in Europe care any more if Tsipras’ government survives.

Indeed, Reuters summarizes the situation quite well when it says that “with its economy starved of cash and the threat of its departure from the euro zone hanging over talks, Athens’ room for maneuver is limited. One euro zone official summarized the mood: “Whatever sympathy there was for Greece has evaporated.

Which is indeed the truth, and this time, Greece only has itself to blame.

http://www.zerohedge.com/news/2015-07-26/greek-capital-controls-remain-months-germany-pushes-bail-large-greek-depositors

Debito pubblico Italiano , la soglia del 25% in mano estere si avvicina

Debito pubblico Italiano , la soglia del 25% in mano estere si avvicina

maltaway_balattiboardmember_% estero_debito italia

Con le nuove regole europee del bail IN, le clausone formalmente in dicate nei BTP di recente sottoscrizione, la probabilità di un Haircut sul debito Italiano a quasi totale carico del bel paese, cresce a dismisura

Attenzione quindi a cosa fare con BTP e parenti e con chi di BTP continua ad averne sin sopra i capelli

Non conta quale valuta tu abbia, meglio tante che una sola, meglio passare da una all’altra a seconda dei trends di medio periodo, conta dove sono e in quale forma di investimento

Sembra cool….ma non lo sarà. Investire a Malta con Maltaway è una vera alternativa

http://it.reuters.com/article/topNews/idITKCN0IY29S20141114?sp=true

MALTA, la lepre dell’Europa, dopo i dati sul PIL anche gli indicatori soft mostrano un paese in decollo con indice di fiducia (ECI) a un + 3,5%, Unione Europea – 1%

MALTA, la lepre dell’Europa, dopo i dati sul PIL anche gli indicatori soft mostrano un paese in decollo con indice di fiducia  (ECI) a un + 3,5%, Unione Europea – 1%

Consumatori e famiglie si aspettano un miglioramento nei prossimi 12 mesi, disoccupazione e inflazione in calo e una conseguente crescita del livello dei consumi

I dati della Banca Centrale mostrano una crescita dei depositi in Agosto del  +9,1%, per un valore di €727M

Se Malta non è ancora alla guida dell’Europa, trasferisci i tuoi interessi e investimenti qui con Maltaway, per essere tu alla guida del tuo futuro

http://www.maltatoday.com.mt/business/business_news/44443/economic_confidence_index_improves_by_35_in_september

maltaway_malta_decolla

MALTA, rating “A” da parte di Fitch, con una crescita del PIL che sovraperfoma la media Europea. Maltaway per raccogliere i fiori di questo progetto di grande sostenibilità nel lungo termine

MALTA, rating “A” da parte di Fitch, con una crescita del PIL che sovraperfoma la media Europea. Maltaway per raccogliere i fiori di questo progetto di grande sostenibilità nel lungo termine

Il PIL reale (depurato dall’inflazione), ha visto una crescita straordinaria del 3,5% e le proiezioni sino al 2016 confermano una crescita reale pari al + 2,5%, ben superiore alla media europea

Il progetto del taglio del costo dell’energia che coinvolge Enemalta, rappresenta un rischio finanziario di medio termine

Le banche Maltesi sono ben capitalizzate e il governo maltese non ha alcuna necessità di supportare il sistema bancario nè sul fronte del capitale nè su quello della liquidità

Il sistema bancario è molto liquido e, nonostante le sue dimensioni pari a 7 volte il PIL, ha mostrato forza e resistenza praticamente senza alcun utilizzo dei prestiti agevolati messi a disposizione delle banche Europee dalla Banca Centrale (ECB facilities), e per le principali banche nazionali il ratio prestiti/depositi è solo del 66%

http://www.maltatoday.com.mt/business/business_news/43625/fitch_affirms_malta_a_rating_gdp_growth_outperforming_eurozone_average#.VBPtxPl_uSo

Maltaway_malta_rating A

Malta, il sistema bancario registra un nuovo record, raggiungendo 8,4 Miliardi di depositi, ben oltre il PIL del paese.

Malta, il sistema bancario registra un nuovo record, raggiungendo 8,4 Miliardi di depositi, ben oltre il PIL del paese.

Il sentiment della popolazione e sempre più ottimistico rispetto all’andamento dell’economia Maltese

Dati che rafforzano la solidità e attrattività del sistema per vivere, lavorare e investire

http://www.maltatoday.com.mt/business/business_news/41786/economic_satisfaction_on_the_rise#.U9nsZ_l_uSo

maltaway_banche_depositi

INVESTIMENTI MALTA

La Complessità della Semplicità per esigenze di protezione a Malta dei tuoi investimenti e patrimonio presso banche, sistema finanziario di Malta

Corporations, Imprenditori, Famiglie, Singoli, HNWIs, con i servizi ed il supporto di MALTAway, trovano a Malta Banche e un sistema Finanziario esteso, professionale, sicuro e un contesto legale, fiscale, finanziario adatto a rispondere alle loro esigenze Internazionali di protezione dei tuoi investimenti e patrimonio, in un sistema paese stabile, con un’economia in forte crescita, membro sia dell’Europa sia del Commonwealth

Dietro a queste parole, ci sono 3 concetti fondamentali:

  • salvaguardia del patrimonio
  • crescita del patrimonio
  • rendita dal patrimonio

Dall’immobiliare al mercato finanziario, passando attraverso soluzioni sofisticate di Investment Protection & Management, possiamo guidarvi sulle vie migliori da percorrere

MALTAway consente di trovare a Malta una soluzione unica che combina

  • veicoli legali,
  • bassa struttura dei costi e fiscale
  • efficienti strumenti finanziari
  • professional advice

per avere protezione e crescita del tuo PATRIMONIO in una giurisdizione  compliant con le norme OCSE ed Europee e ai vertici globali per stabilità ed efficienza fiscale

Delle 22 banche autorizzate a svolgere attività a Malta, tre sono di proprietà maltese, 19 sono istituti di credito stranieri.
Il sistema bancario è costituito dalla Banca Centrale di Malta e dalla “Malta Financial Service Authority” (M.F.S.A.), Ente Autonomo istituito legalmente nel 2002.
Il Governo maltese ha varato una riforma legislativa destinata a trasformare l’isola da centro off-shore a polo finanziario dotato di servizi bancari, finanziari e assicurativi di standard elevato.
Banche Malta
Con alcune delle banche più sicure e più liquidi nella zona euro, Malta si sta affermando come centro bancario internazionale e centro per la finanza nella regione del Mediterraneo

MALTA BANCHE

Malta Stocks Exchange

No, non è solo una chiesa romanica sconsacrata, è anche la sede dello Stock Exchange di Malta

Siate consapevoli, aprire un conto corrente a Malta come NON RESIDENTI, è un processo assai lungo e selettivo. Noi possiamo essere i vostri Introducer e Sponsor, verificando prima con Voi l’esistenza delle condizioni per procedere senza perdite di tempo prezioso

Delle 22 banche autorizzate a svolgere attività a Malta, tre sono di proprietà maltese, 19 sono istituti di credito stranieri.

Il sistema bancario è costituito dalla Banca Centrale di Malta e dalla “Malta Financial Service Authority” (M.F.S.A.), Ente Autonomo istituito legalmente nel 2002.

Il Governo maltese ha varato una riforma legislativa destinata a trasformare l’isola da centro off-shore a polo finanziario dotato di servizi bancari, finanziari e assicurativi di standard elevato.

Banche Malta

Con alcune delle banche più sicure e più liquidi nella zona euro, Malta si sta affermando come centro bancario internazionale e centro per la finanza nella regione del Mediterraneo. In rapida e dinamica crescita, le banche basate a Malta possono attualmente vantare oltre € 30 miliardi in depositi. Negli ultimi dieci anni, il settore bancario si è trasformata da una struttura di servizi retail  per la popolazione locale ad un rispettabile centro bancario internazionale. Questo cambiamento, che comprende la presenza diversi gruppi bancari leader, ha aggiunto dinamismo al fiorente settore dei servizi finanziari di Malta, che si sta arricchendo con l’arrivo di nuovi operatori tra istituti bancari e servizi finanziari.

Attività bancarie a Malta

Il forte settore bancario di Malta è stato a lungo la spina dorsale del paese, sostenendo la crescita di vari altri settori. Il buffer di capitale presente presso le banche locali è tra i più alti in Europa, e le banche maltesi hanno sempre mostrato coefficienti di solvibilità che sono quasi il doppio della media europea. Malta ha visto una significativa trasformazione nel suo settore bancario negli ultimi dieci anni, da un settore di proprietà pubblica strettamente controllato ad uno maggiormente competitivo e con operatori internazionali. Il paese ha attratto alcuni dei nomi più rispettati nel campo della finanza istituzionale, che stabilendo la propria struttura a Malta, utilizzano il paese anche come un trampolino di lancio strategico per la futura espansione in Europa, Africa e Medio Oriente del proprio business e di quello dei propri clienti. Il Tier 1 patrimonio di vigilanza del settore bancario è pari al 11,8% (giugno 2014), quasi il doppio del tasso minimo richiesto negli accordi di Basilea III.

La Malta Financial Services Authority (MFSA) è unico regolatore del paese competente per il rilascio delle licenze e la supervisione di enti creditizi e finanziari. I suoi elevati standard di regolamentazione sono modellati sulla legislazione dell’UE e delle migliori prassi, mentre allo stesso tempo permettono la necessaria flessibilità alla base di un ambiente bancario moderno e dinamico, senza imporre oneri burocratici eccessivi per gli operatori. Tuttavia, a partire dal novembre 2014 la Banca centrale europea (BCE) ha assunto la responsabilità della vigilanza bancaria di alto livello, e il settore bancario di Malta è pronto ad affrontare e rispettare i più severe requisiti normativi e di capitale scaturenti dall’ attuazione della nuova normativa bancaria dell’Unione europea (nota come CRDIV / CRR), entrata in vigore all’inizio del 2014.

Le banche maltesi rimangono ben capitalizzate, e hanno alti rapporti di liquidità e portafogli diversificati. Il loro finanziamento proviene principalmente da depositi della clientela, e il loro modello di business prudente ha permesso loro di uscire in gran parte indenne dalle turbolenze della crisi del 2008 bancaria – Il Global Competitiveness Report del World Economic Forum 2014-2015, ha classificato Malta tra i primi 10 paesi per quanto riguarda la solidità del sistema bancario tra diverse 144 paesi ed economie e  13 ° per la robustezza dei principi di revisione e di rendicontazione contabile.