Tutela del patrimonio : confronto tra fondo patrimoniale, trust e fondazione privata maltese

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Tutela del patrimonio : confronto tra fondo patrimoniale, trust e fondazione privata maltese:

Un’analisi fatta dal team di MALTAway che ha un Avvocato Italiano abilitato anche come Avvocato Maltese 

 

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Tutela del patrimonio : confronto tra fondo patrimoniale, trust e fondazione privata maltese:

Parliamo di tutela del patrimonio sia mobiliare che immobiliare  intendendo tutta quella serie di strumenti giuridici perfettamente a norma di legge  che consentono di porre in essere in via preventiva una salvaguardia del proprio patrimonio come mezzo di pianificazione e gestione dello stesso.

Esistono strumenti giuridici  per porre al riparo il patrimonio da azioni  da parte di terzi, per distinguere il patrimonio aziendale da quello personale, per pianificare successioni o donazioni ecc.

Diciamo in via preventiva perché è inutile porre in essere questi strumenti quando sono già in corso le richieste dei terzi creditori alla ricerca di vie di fuga illecite che non producono risultati, anzi spesso si rivelano controproducenti.

tutela patrimoniale

Lo strumento tipicamente usato nel diritto italiano era il fondo patrimoniale cioe’un vincolo con cui uno dei due coniugi o entrambi(ma anche un terzo)  ponevano dei beni per destinarli al soddisfacimento dei bisogni della famiglia. Questo strumento è  risultato troppo limitato ed inadeguato, attuabile da persone legate da vincolo coniugale , nel solo interesse della famiglia e senza che il bene passasse di proprietà,   attaccabile attraverso azioni revocatorie e, alla luce anche di molte sentenze nonchè delle recenti riforme del processo esecutivo che consentono comunque, benché in un periodo di tempo limitato dalla costituzione , la pignorabilità dei beni senza una preventiva azione revocatoria, si è rivelato ormai inefficace.

Il trust è  uno strumento di segregazione del patrimonio di derivazione dal sistema anglosassone introdotto anche in Italia,  in cui il disponente trasferisce i beni nella disponibilità del Trustee che li amministra nell’interesse dei beneficiari.

Un trust non costituisce una persona giuridica separata,e’ l’amministratore fiduciario che detiene la proprietà a favore dei beneficiari.

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La Fondazione maltese è uno strumento legale ed efficace  di tutela patrimoniale che consente di tutelare e segregare i beni personali in un ente diverso e distinto dalla persona fisica che li utilizza.

La fondazione maltese, a differenza del Trust, e’ la diretta proprietaria dei beni ad essa conferiti o comunque acquisiti, che si sposteranno dal patrimonio del fondatore per entrare in quello di una distinta ed autonoma persona giuridica, dotata della sua ben precisa autonomia patrimoniale.

Una Fondazione Privata Maltese , che deve essere costituita per atto pubblico davanti a un Notaio tramite un versamento  iniziale di un minimo di € 1164,69,  è un contratto tra il Fondatore, (colui che è l’originario proprietario dei beni), e il Director (amministratore fiduciario) dei beni conferiti in Fondazione, cioè colui che amministrerà i beni.  Nel contratto sono inserite  precise clausole e istruzioni a cui il  Director dovrà attenersi scrupolosamente.

Non vi è l’obbligo di identificare i  Beneficiari, cioè coloro che beneficeranno dei beni, che possono essere al di fuori della sfera familiare e degli eredi e rimanere anonimi, tali informazioni saranno in possesso solo dell’amministratore o dell’autorità giudiziaria, su richiesta in caso di gravi  illeciti , oppure potrebbe esserci una riserva di nominarli in futuro.

Una Fondazione può avere delle subcelle, ognuna con completa autonomia patrimoniale ed un proprio regime fiscale e distinti Beneficiari.

I beni, nel rispetto di alcune regole e del contratto, potranno anche essere venduti.

La fondazione fiscalmente sarà trattata come una società o un trust, a secondo dell’opzione esercitata, e pertanto beneficerà dei relativi vantaggi fiscali previsti dalla normativa maltese.

Per approfondire l’argomento potete contattare il Team Legale di Maltaway

MALTA E PIANIFICAZIONE SUCCESSORIA

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MALTA E PIANIFICAZIONE SUCCESSORIA

MALTA giurisdizione ideale per la pianificazione successoria, ecco la nuova legge UE sull’eredità

Prende forma il criterio della residenza abituale NON solo per le conseguenze fiscali

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E’ in vigore dallo scorso 17 agosto il nuovo regolamento sulle successioni. Una novità che segna, si spera una volta per tutte, la fine dei conflitti sulle regole di diritto privato internazionale, relative appunto al tema eredità, specificatamente legate ai casi transfrontalieri. Ma procediamo con ordine.

E’ legge il Regolamento n. 615/2012, normativa relativa alle successioni a causa di morte nei Paesi Ue (escluse Inghilterra, Irlanda e Danimarca, che continueranno a utilizzare le proprie norme di diritto internazionale privato). L’elemento portante del documento risiede nella validità, ai fini successori, della normativa di riferimento del paese ove il soggetto possiede residenza abituale.
Come riportato infatti da un’analisi di Angelo Busani su Il Sole 24 Ore “La legge di diritto internazionale privato designa la legge materiale concretamente applicabile a una certa vicenda giuridica; la legge materiale è quella vigente nel Paese che viene indicato dalle norme di diritto internazionale privato come il Paese la cui legislazione è quella applicabile a un certo rapporto. Ogni Paese ha una propria legge di diritto internazionale privato; in Italia si tratta della legge 218 del 31 maggio 1995, il cui articolo 46 si occupa appunto del problema di quale sia la legge materiale da applicare in Italia (in particolare, in un giudizio innanzi all’autorità giudiziaria italiana) per una successione ereditaria. Il pregio del Regolamento n. 650/2012 è proprio quello di superare le diverse norme di diritto internazionale privato vigenti nei Paesi Ue in materia di successione mortis causa, sostituendole con nuove norme di diritto internazionale privato, finalmente uniformi per tutti i Paesi Ue”.
Dal punto di vista pratico, facendo un esempio, non accadrà più che la legislazione italiana dichiari applicabile il diritto successorio tedesco alla successione dell’immaginario cittadino tedesco Otto Kranz (residente abituale in Italia), e che, al contempo, la legislazione successoria tedesca dichiari applicabile il diritto successorio italiano per i beni che detto signor Kranz abbia nel nostro Paese. Più nel dettaglio, entrando nel caso specifico del nostro Paese, il criterio di “collegamento” utilizzato dalla legge italiana (nella vigenza della legge 218/1995) per individuare la legge applicabile a una successione internazionale era quello della “nazionalità” del defunto; in altri termini, ritornando all’esempio precedente, la legge applicabile alla successione del signor Otto Kranz che muoia prima del 17 agosto 2015 è quella della Germania. Nel caso, invece, di decesso post 17 agosto, se gli eredi di Otto Kranz litigassero in ordine alla devoluzione dell’eredità e la lite giungesse (come in effetti deve giungere, ai sensi del Regolamento n., 650/2012) nelle aule di giustizia italiane, il giudice italiano non applicherà più la legge tedesca per decidere la lite (come sarebbe avvenuto se il decesso si fosse verificato prima del 17 agosto 2015), ma dovrà applicare la legge italiana, in quanto legge vigente nel luogo in cui il defunto aveva la sua “residenza abituale”. Sic et simpliciter.

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