MALTA, fuga dei pensionati dall’Italia

Penso sia arrivato il momento per molti di smettere di ascoltare gli incantatori  e di lamentarsi, e di prendere coscienza che l’Italia non sia più il centro del proprio mondo e di agire e prendere le decisioni necessarie per proteggere se stessi, il proprio reddito da pensione, la propria famiglia, il proprio business, il proprio patrimonio

Il 15 marzo 2016, puntata di Ballarò sul tema pensioni e fuga dei pensionati dall’Italia…non pensate ai PIGS…guardate a Malta come fa il resto del nord Europa

Sempre più evidente che il problema di attrattività dell’Italia per capitali e cervelli sia non solo conclamato, ma che ormai sia in corso una fuga di capitali, di cervelli e giovani, ora anche di pensionati

Per ora MALTA è ancora fuori dal radar delle masse, ma possiamo testimoniare che il fenomeno è in forte crescita e diverrà esplosivo, Malta davvero cosí vicina all’Italia ma tutto un altro mondo, senza i problemi di altre giurisdizioni come Grecia, Spagna e Canarie, Portogallo…un paese fallito lo sarà anche per le persone che ci vivono, perchè può solo tagliare i servizi e aumentare le tasse sul patrimonio e sul reddito….a MALTA PIL 2015 +6,3%

La vera maturità sta nel tacere…..girare le spalle e cambiare strada…
Perché dove l’ignoranza parla…l’intelligenza tace….pensionati dÍtalia vi aspettiamo a Malta

maltaway malta pensionati

10 buoni motivi per la tua pensione a MALTA

La scorsa settimana abbiamo ricevuto 3 telefonate da giornalisti di diverse testate televisive di noti programmi trasmessi sulle reti TV Italiane, che chiedevano a NOI, in quanto esperti del settore, opinioni, informazioni, esperienze e interviste…argomento?

PENSIONATI ITALIANI A MALTA

Prima il programma Quinta Colonna ha mandato in onda interviste e opinioni, in particolare di interesse quella con Giuseppe Conte della Direzione INPS pensioni estero, che ha mostrato un dato evidente di fuga di pensionati Italiani verso l ‘estero, fenomeno che lo scorso anno ha raggiunto quasi le 6000 unità

ora anche Ballarò….

Segno dei tempi, della profonda crisi Italica che risparmia ormai solo poche categorie, e segno della luce sempre piú forte che MALTA sta ricevendo in termini di interesse dal mondo, dall’Europa e da buon ultimo dall’Italia, considerando che le classifiche internazionali pongono Malta al 3 posto tra i paesi al mondo dove trasferirsi.

Quando si sceglie un paese, le sue condizioni di sicurezza, sistema sanitario, collegamenti, sistema bancario, comunità internazionale, condizione economica, sono altrettanto importanti quanto la fiscalità ridotta e il basso costo della vita.

Questo, soprattutto, per evitare di trovarsi dopo poco tempo in una situazione peggiore di quella che si è deciso di lasciare, per la propria qualità di vita e per la protezione del proprio patrimonio e reddito, che in paesi in difficoltà ormai conclamata come l ‘Italia e altri (vedi i PIGS) non sono più in grado di garantire.

Noi, che abbiamo scelto di lasciare l’Italia dopo aver vissuto in diversi altri paesei, ci occupiamo con una struttura di professionisti, di assistere e consigliare questo target di persone, con una pensione e magari anche con degli asset interessanti, che intendono trasferirsi a Malta, tra l’altro anche con alcuni casi di pensionati Italiani che arrivano a MALTA provenienti da altre giurisdizioni non più considerate interessanti, come ad esempio Canarie, Spagna, Portogallo, Cipro, Grecia, Panama e altre ancora

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Perché un pensionato Italiano dovrebbe venire a Malta con la sua Pensione? 10 buoni motivi:

  1. Risparmio sulle tasse che può essere rilevante sino a diventare elevatissimo per le pensioni più alte
  2. Clima fantastico e ricchezza storica, artistica e culturale e costo della vita più basso
  3. Vicinanza con l’Italia e i propri interessi e legami famigliari con al massimo 90 minuti di volo al prezzo di una cena in pizzeria
  4. Sanità e assistenza con ospedali e centri per anziani all’avanguardia in Europa
  5. Sicurezza elevatissima e delinquenza praticamente inesistente, con un sistema bancario solido e sicuro
  6. Quasi tutti capiscono e parlano Italiano e un offerta di corsi di inglese per la terza età che consente di raccogliere nuovi stimoli e conoscere gente nuova
  7. Mezzi di trasporto nuovi ed efficienti che ti consentono di vivere, se vuoi, senza automobile
  8. Se compri casa, proteggi il tuo patrimonio, non avrai tasse di successione e lascerai un bellissimo regalo ai tuoi figli e nipoti
  9. Qualità della vita elevata per il sole , il mare, la comunità internazionale e una vita più semplice senza le 1000 complicazioni burocratiche del belpaese
  10. Malta è in Europa e adotta l’Euro, le norme e i regolamenti comunitari non consentono all’Italia di legiferare per un eventuale blocco la portabilità delle pensioni che invece può valere per i paesi extra-UE

E fa 10… la lode la lascerei a MALTAway che ha le competenze, le risorse e l’esperienza per la corretta consulenza e assistenza per la vostra relocation, coprendo a 360° ogni vostra necessità, con riferimento a tutto ciò che vi serve sapere e fare sia in Italia sia a Malta per realizzare un progetto per chi vuole girare le pagine sino alla fine del libro

e se ti serve dell’altro puoi contattarci oppure digitare nella parte alta a destra del sito la parola pensione e troverai quello che abbiamo condiviso con  tutti  su questo argomento

MALTA, Il sonno di Manoel

Il sonno di Manoel

A Malta, prospettive di sviluppo per un’area dimenticata

Malta, Il lazzaretto
Malta, Il lazzaretto
Se pensate a Malta, fatelo con la vostra testa; se volete accedere alle opportunità di Malta fatelo con www.maltaway.com

Trenta ettari pressoché pianeggianti, in buona parte coperti di vegetazione.
Ovunque rovine di varie epoche, ai lati due baie costellate di imbarcazioni, davanti il mare aperto.
Un solo accesso da terra, strettamente riservato agli addetti ai lavori.
Di giorno il silenzio, di notte l’oscurità.

Questa scarna descrizione non omaggia chissà quale luogo lontano da tutto e da tutti, ma ritrae la calma dell’occhio del ciclone. L’occhio è Manoel Island, il ciclone è Malta, un mosaico dalle tessere così diverse, eppure così coese: a sud-est, la sagoma arabeggiante e cattolicissima di Valletta, rocciosa corazzata pronta a salpare; a sud, l’atmosfera sospesa fra classico e moderno di Ta’ Xbiex e della sua quieta distesa di villini; più arretrati, il ripido saliscendi dei vicoli di Pietà e i marziali, severi insediamenti vittoriani di Floriana; a ovest, la piacevole vitalità di Gzira e delle sue attività commerciali e turistiche; a nord, infine, Sliema e la sua caotica, già vista, già vecchia, ripetizione del miraggio del boom edilizio, a stento contenuta dai bastioni di Fort Tigné.
Ovunque fanno capolino dalle facciate le gallarijas, lignee verande pensili dai vivacissimi colori, una costante dell’edilizia tradizionale maltese.

Ovunque c’è un po’ di Italia: tanto nelle chiacchiere maltesi, punteggiate di “grazzi”, “forza!”, “appuntu”, “ciau” malgrado la de-italianizzazione perpetrata dagli Inglesi fra le due Guerre, quanto sulle insegne delle attività commerciali, specialmente di bar e ristoranti, grazie ai numerosi collegamenti navali e aerei, nonché a un regime fiscale imparagonabilmente più sensato di quello patrio.

Questa è la movimentata cornice in cui si colloca Manoel, calmo e indifferente: tutte le anime di Malta guardano a lui, cogliendone ognuna uno scorcio, un carattere diverso. Mentre da Valletta si può ammirare Fort Manoel in tutta la sua razionale, geometrica eleganza, di fronte a Ta’ Xbiex lo spettacolo si fa più veneziano, grazie al portico a pelo d’acqua del Lazzaretto; camminando lungo il porticciolo di Gzira si può apprezzare l’incessante attività di un rinomato rimessaggio imbarcazioni, dominato da un curioso edificio a due ordini di arcate: una presenza forte, magnetica, verso cui un passante sensibile non potrà non volgere lo sguardo più volte, quasi che da quelle logge, a breve, dovesse affacciarsi qualcuno; per chi, infine, dà le spalle al traffico di Sliema, c’è il sollievo di una lunga, rilassante cortina verde.

Tutto questo è Manoel Island: un gigante addormentato il cui sonno sembra destinato a concludersi.
L’oblio era iniziato dopo le devastazioni dell’ultima guerra, essendo l’isola sede di batterie costiere e di una base per sommergibili: le mutate condizioni geopolitiche prima e il rimpatrio della guarnigione inglese poi avevano condannato Manoel non solo al mancato ripristino delle preesistenze, ma addirittura all’abbandono e al vandalismo.

Un primo risveglio è stato il restauro di Fort Manoel, operazione estremamente accurata che, fra il 2001 e il 2009, ha ridato lustro a un complesso ancora segnato dall’oltraggio dei bombardamenti italo-tedeschi. L’intervento successivo, attualmente ancora fermo sulla carta, dovrebbe riguardare l’insieme del lazzaretto, insediamento più vasto e più disastrato del forte, secondo criteri di basso impatto visuale e ambientale nonché di massima tutela delle preesistenze: una scelta obbligata per un’area che le autorità governative, unitamente alle altre fortificazioni dei Cavalieri di Malta, vogliono vedere riconosciuta come patrimonio UNESCO. Esorcizzata quindi, malgrado l’indubbia appetibilità fondiaria dell’isola, la prospettiva di una nuova Monte Carlo, per Manoel si delinea un futuro multifunzionale: polmone verde di un agglomerato in via di saturazione, officina culturale dalle vaste aree operative, terreno fertile per nuove architetture, aspetto quest’ultimo possibile con la sostituzione di volumi di scarso valore come gli ampliamenti della struttura originaria del lazzaretto.

Innestare il contemporaneo nel tessuto maltese: Manoel potrebbe andare ad aggiungersi a una lunga serie di validi esempi riscontrabili nei dintorni. Tralasciando il più recente, l’interessante ma contestato nuovo parlamento, voluto dal Governo all’ingresso di Valletta e commissionato a Renzo Piano, si potrebbe citare, sul crinale di Pietà, la Rediffusion House, complesso di gusto déco hollywoodiano progettato da Carmelo Falzon nel 1934 per ospitare la prima emittente radio pubblica maltese, voluta dagli Inglesi appositamente per contrastare l’eccessiva esposizione dell’isola alle stazioni italiane e alla propaganda fascista: salvata dalla demolizione per intervento ministeriale nel 2008 e restaurata egregiamente quattro anni dopo, ospita oggi un polo della creatività nonché la PBC, erede di Rediffusion.

Passando poi lungo la marina di Ta’ Xbiex non si può non notare, fra villini eclettici dalle mille modanature, il volume semplice ma studiato della casa denominata “The Lodge”, opera di Joseph Spiteri, fondamentale rappresentante del Modernismo maltese, datata 1961.Una volta usciti da Ta Xbiex verso Gzira, l’angolo fra due importanti arterie diventa un intermezzo di puro razionalismo italiano grazie al “Villino” progettato come propria residenza da Salvatore Ellul negli anni Trenta e adeguatamente restaurato nel 2013.

Tutti interventi di indubbio interesse, tutte opere vincolate dalla costante attività della MEPA (Malta Environment and Planning Authority), ma forse il caso più curioso di “buon vicinato” fra architetture è a Msida, laddove uno slargo secondario permette all’osservatore di cogliere contemporaneamente, accostati senza alcuna conflittualità: la tradizione vernacolare delle basse palazzine ornate di* gallarijas*; il classicismo siculo-spagnolesco, tanto caro ai Cavalieri, di un portale in pietra; infine il candore sinuoso del migliore esempio locale di “Streamline Moderne”, l’autosalone Muscat. A parole un’accozzaglia totale, alla vista un rispettoso incontro fra caratteri fortissimi.

Ecco allora una modalità di approccio al contesto di Malta già riuscita in passato e ancora proponibile per i prossimi interventi: una composizione chiara e definita perché chiare e definite sono le identità dei componenti.
Buon risveglio, Manoel.

Riferimenti bibliografici

Zillah Bugeja, Quarantine hospital for over 250 years to be restored in www.timesofmalta.com, September 4, 2008
James Debono, Rediffusion House to get facelift in www.maltatoday.com.mt, February 23, 2012
Juan Ameen, At last, modern architecture is protected in www.timesofmalta.com, May 25, 2012
A true example of Streamline Moderne in www.timesofmalta.com, September 6, 2012
The Lodge in Ta’ Xbiex in www.timesofmalta.com, September 18, 2012
Villa Ellul in Ta’ Xbiex in www.timesofmalta.com, September 20, 2012

Un ringraziamento all’autore Jacopo Baccani

http://wsimag.com/it/architettura-e-design/17529-il-sonno-di-manoel

Inps: è sempre più fuga dei pensionati (+65% nel 2014), stop pagamento pensioni all’estero, MALTA e UE esclusi

Inps: è sempre più fuga dei pensionati (+65% nel 2014), stop pagamento pensioni all’estero, MALTA e UE esclusi

MALTA è dentro la Comunità Europea e non è quindi esposta a questo rischio essendo la trasferibilità delle pensione all’interno dell’Europa completa, a differenza di molte giurisdizioni extra UE considerate un (ora ex) paradiso dei pensionati…..i paesi IDEALI ove trasferire la residenza e la pensione si riducono radicalmente e MALTA emerge con forza per la qualità della vita, clima, sicurezza, sistema sanitario, costo della vita, vicinanza all’Italia…..oltre che per essere membro della comunità Europea e quindi per regolamento comunitario senza possibilità dell’Italia di stoppare il pagamento di una pensione a Malta

MALTAway è il tuo accesso alla residenza a MALTA, guarda il link

Boeri e l’INPS si pongono questa domanda:  Perchè non investire in servizi per gli anziani al fine di ridurre la fuga dei pensionati ed attrarre pensionati dall’estero?  ….vogliono copiare MALTA!!!

MALTA ha investito e continua ad investire in un sistema socio sanitario ideale per attrarre pensionati sia con un favoloso clima e un sistema fiscale a bassissima tassazione, sia con centri di cura e ospitalità moderni e all’avanguardia 

Eccovi alcuni articoli  in argomento, per il resto contattate MALTAway:

Gli immigrati fanno “un regalo consistente” all’Italia poiché molti versano contributi previdenziali. E’ quanto emerge dal rapporto Worldwide sulle pensioni all’estero presentato dal presidente dell’Inps, Tito Boeri. Lo studio fotografa una realtà in cui le persone con cittadinanza non italiana nate prima del 1949, con contribuzione Inps, che non hanno sin qui ricevuto prestazioni previdenziali né rimborso della decontribuzione, sono 198.430 (su 927.448 pari al 21%).

I contributi versati valgono oggi oltre 3 miliardi di euro e si tratta di “un fenomeno in crescita”. A questi si potrebbero aggiungere altri probabili 12 miliardi, calcolando il 21% delle 4,2 milioni di posizioni contributive delle generazioni di immigrati non ancora arrivati a maturare i requisiti di vecchiaia, che hanno erogato contributi che capitalizzati valgono oltre 56 miliardi.

Negli ultimi anni gli stranieri versano mediamente contributi annui tra i 7 e gli 8 miliardi e danno risorse importanti. “Noi dreniamo risorse perché non eroghiamo prestazioni. E’ un drenaggio documentato e le risorse potrebbero essere utilizzate per investire su politiche dell’integrazione degli immigrati”, ha affermato Boeri.

Rilevante anche la fuga dei pensionati. Ogni anno aumenta il numero di anziani italiani che emigrano e si fanno pagare la pensione all’estero. Solo nel 2014 i pensionati espatriati sono stati 5.345, il 65% in più dell’anno precedente. Dal 2010 il numero è più che raddoppiato (+109%) arrivando a 16.420.

Secondo l’Inps, a incidere sulla scelta di trasferirsi all’estero è il costo della vita più basso rispetto all’Italia e il peso del fisco. Ma il fenomeno ha riflessi economici perché il pagamento di una pensione all’estero rappresenta una perdita per l’Italia, in quanto l’importo erogato non rientra sotto forma di consumi o di investimenti e genera un minor volume di imposte.

Il 71% dei pensionati emigrati negli ultimi 5 anni si è trasferito in altri Paesi europei (11.735), il 10% in America settentrionale e il 6% in America meridionale. In Oceania sono appena 434, ma l’incremento è stato del 257%. L’importo dei trattamenti pensionistici corrisposti ai pensionati emigrati dal 2010 ammonta a circa 300 milioni.

“Ogni anno”, ha sottolineato in merito Boeri, “aumenta il numero di pensionati italiani che emigrano e si fanno pagare la pensione all’estero. Dal 2003 al 2014 sono un totale di 36.578 persone. Questo fenomeno erode la base imponibile. Molti pensionati ottengono l’esenzione dalla tassazione diretta e non consumano in Italia con effetti quindi anche sulla tassazione indiretta. Il fenomeno non è compensato da flussi di ingresso di pensionati Inps che rientrano: 24.857 dal 2003 al 2014”.

Il fenomeno dell’emigrazione dei pensionati italiani è dunque in crescita, mentre l’immigrazione di pensionati stranieri “è ferma al palo”, eppure, secondo Boeri, l’Italia “ha moltissime località che hanno le carte in regola per attrarre pensionati, magari località abbandonate che potrebbero ripopolarsi; la condizione è però che vengano rese appetibili con strutture sanitarie adeguate”.

Il rapporto Inps mostra anche che i trattamenti pensionistici erogati all’estero sono quasi 400 mila (383.630) per un importo complessivo di oltre un miliardo di euro (1,067), in più di 150 Paesi. Il 61% delle pensioni sono di vecchiaia o anzianità, il 4% di invalidità e il 35% sono erogate ai superstiti. I pensionati sono in numero maggiore in Europa (180.250), in America del Nord (102.370) e in Oceania (50.260); ma mentre in Canada, Usa e Australia il numero è in diminuzione, in Europa c’è un’inversione di tendenza, con un incremento nel 2014 che ha riguardato in particolare la Germania (+2%).

Boeri ha quindi proposto di smettere di pagare le prestazioni non contributive all’estero. Dallo studio emerge che l’importo annuo delle integrazioni al minimo più le maggiorazioni sociali supera i 200 milioni (206,8) nei cinque Paesi extra Ue dove risiedono in maggioranza pensionati italiani (Argentina, Australia, Usa, Canada e Brasile).

L’Italia è uno dei pochi Paesi a riconoscere la portabilità extra Ue della parte non contributiva delle pensioni, mentre nell’ambito Ue quest’opzione non è più data in virtù dei regolamenti comunitari. “Paghiamo così integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali a persone che vivono e pagano le tasse altrove, riducendo il costo dell’assistenza sociale in questi Paesi”, ha osservato Boeri, “mentre noi non abbiamo una rete di assistenza sociale di base per chi vive e paga le tasse in Italia”.

Si parla spesso di contrasto alla povertà e di reddito minimo e si dice che le risorse non ci sono, ha incalzato il presidente dell’Inps, secondo il quale vale la pena riflettere su questi dati. “E’ paradossale che non si abbiano in Italia strumenti di contrasto alla povertà e che poi si paghi l’assistenza sociale ad altri Paesi”, dove peraltro non è possibile esercitare controlli utilizzando strumenti quali l’Isee.

http://www.milanofinanza.it/news/boeri-inps-dagli-immigrati-un-regalo-di-3-miliardi-di-euro-201509291320285876

http://www.milanofinanza.it/news/boeri-inps-dagli-immigrati-un-regalo-di-3-miliardi-di-euro-201509291320285876

Smettere di pagare le prestazioni non contributive ai pensionati che risiedono all’estero, creare un fondo per investire su politiche di integrazione degli immigrati e cercare di mettere un freno alla fuga dei pensionati italiani verso Paesi nei quali la tassazione è più favorevole: sono le proposte lanciate dal presidente dell’Inps, Tito Boeri nel corso della presentazione del Rapporto dell’Istituto sulle pensioni all’estero.

Boeri ha sottolineato come ci sia un fenomeno significativo di ”free riding” sui contributi degli stranieri con una percentuale elevata di coloro che adesso avrebbero l’età per la pensione di vecchiaia e che hanno versato contributi che non hanno alcuna prestazione. In pratica circa 200.000 stranieri sui 927.448 che hanno superato i 66 anni e tre mesi (il 21%), non ha alcuna prestazione dall’Inps per un totale di contributi capitalizzati in base alle regole del contributivo di circa tre miliardi di euro.

”Perchè non fare – ha detto Boeri – un fondo per investire su politiche dell’integrazione degli immigrati?”. Boeri si è soffermato anche sulla necessità di riflettere sul sostanziale regalo che il nostro Paese fa pagando all’estero prestazioni non basate solo sul sistema contributivo.

”L’Italia – dice – è uno dei pochi paesi a riconoscere la portabilità extra Ue della parte non contributiva delle pensioni. Paghiamo – spiega – integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali a persone che vivono e pagano le tasse altrove, riducendo il costo dell’assistenza sociale in questi paesi. Mentre in Italia non abbiamo una rete di assistenza sociale di base. Perchè non smettere di pagare prestazioni non contributive all’estero?”.

Infine Boeri segnala la crescita del fenomeno emigrazione per i pensionati italiani con il raddoppio tra il 2010 e il 2014 dei pensionati che decidono di vivere all’estero (da 2.553 a 5.345) e un +65% solo nell’ultimo anno, spesso anche a causa della tassazione più favorevole o delle migliori condizioni di vita.

”L’emigrazione dei pensionati è in crescita – dice – l’immigrazione di pensionati al palo. Perchè non investire in servizi per gli anziani al fine di ridurre la fuga dei pensionati ed attrarre pensionati dall’estero?”.

http://voce.com.ve/2015/09/29/134780/il-presidente-dellinps-tito-boeri-stop-pagamento-pensioni-allestero/

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Inps: è sempre più fuga dei pensionati (+65% nel 2014)

L’Inps eroga all’estero circa 400mila trattamenti l’anno, per un importo complessivo di oltre 1 mld di euro, in più di centocinquanta Paesi – Boeri propone di creare un fondo per le politiche di integrazione degli immigrati alimentato dai 3 mld di euro dei contributi degli stranieri che sono andati via senza raggiungere i requisiti per la pensione.

Non solo i giovani cervelli: dall’Italia fuggono anche i pensionati. Negli ultimi anni un numero sempre più crescente di ex lavoratori ha deciso di trasferirsi in Paesi in cui il costo della vita è più basso e il peso del fisco incide in misura inferiore sulle pensioni. Secondo i dati Inps, i pensionati espatriati negli ultimi cinque anni sono 16.420, di cui 5.345 nel solo 2014. Il numero annuo di pensionati che lasciano l’Italia è più che raddoppiato dal 2010 al 2014, con una brusca accelerazione nell’ultimo anno (+65%).

L’Inps eroga all’estero circa 400mila trattamenti pensionistici l’anno, per un importo complessivo di oltre un miliardo di euro, in più di centocinquanta Paesi. Il fenomeno “ha dei riflessi economici e sociali: il pagamento di una pensione all’estero rappresenta una perdita economica per l`Italia in quanto l`importo erogato non rientra sotto forma di consumi o di investimenti e genera un minor volume di imposte”, ha spiegato l’Istituto di previdenza. Fra l’altro, nei Paesi che hanno stipulato una convenzione in materia fiscale con l`Italia le pensioni vengono erogate al lordo e, per evitare una “doppia tassazione”, le ritenute fiscali vengono applicate solo nei Paesi di residenza. Questo comporta, per il nostro Paese, un minore incasso in termini di imposte indirette.

Il fenomeno, comunque, non riguarda esclusivamente i pensionati di italiani, ma anche i lavoratori stranieri che, dopo avere conseguito in Italia il diritto alla pensione, decidono di rientrare nel Paese natio, o di trasferirsi altrove. In particolare, il 71% dei pensionati emigrati negli ultimi cinque anni si è trasferito in altri Paesi europei, il 10% in America settentrionale e il 6% in America meridionale. Raffrontando il 2014 al 2010, le percentuali di incremento maggiore si registrano in Oceania (+257%), Africa (+164%) ed America centrale (+114%). Considerando i pensionati delle gestioni private e pubbliche emigrati dall`Italia dal 2010 al 2014, l`importo dei trattamenti pensionistici loro corrisposti ammonta a 300.650.009 euro.

BOERI: IN CASSA 3 MLD DA CONTRIBUTI IMMIGRATI TORNATI ALL’ESTERO

Su queste basi il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha proposto di creare un fondo per le politiche di integrazione degli immigrati alimentato dai 3 miliardi di euro dei contributi Inps (capitalizzati con le regole del contributivo) degli stranieri nati prima del 1949 che non hanno ricevuto la pensione o il rimborso della decontribuzione perché rientrati nei loro Paesi d’origine senza aver raggiunto i requisiti minimi.

Si chiama ‘social free riding’ ed è il fenomeno degli immigrati che, dopo aver lavorato e versato i contributi in Italia, tornano nel Paese d’origine senza farsi (o senza poter farsi) liquidare le pensioni dall’Inps. Il ‘social free riding’ in Italia, per i nati prima del 1949, riguarda 198.430 stranieri su 927.448, con una percentuale quindi del 21%, ma il fenomeno è in crescita, anche se per i nuovi iscritti dal 1996 non è più richiesta anzianità contributiva minima per accedere alla pensione di vecchiaia a 66 anni (più i mesi di adeguamento alla speranza di vita).

Ma ai 3 miliardi già acquisiti potrebbero aggiungersi in futuro altri 12 miliardi, perché le generazioni di immigrati dal 1949 al 1981 (che non hanno ancora maturato requisiti di vecchiaia) hanno 4,2 milioni di posizioni contributive aperte prima del ’96 (quindi soggette ai requisiti contributivi minimi), che hanno erogato contributi per oltre 56 miliardi. Applicando una percentuale del 21% che non prenderà la pensione “abbiamo già oggi circa 12 miliardi di montante contributivo che non darà luogo a pensioni”.

Il rapporto evidenzia poi un altro fenomeno in continua crescita, quello della fuga dei pensionati italiani che emigrano e si fanno pagare le pensioni (lorde) all’estero. Dal 2013 al 2014 sono un totale di 36.578 persone e nel 2014 si è registrato un boom con una crescita del 65% dell’emigrante pensionato. “La fuga dei pensionati – ha sottolineato Boeri – è un fenomeno che ci preoccupa perché erode la base imponibile, perché molti pensionati ottengono l’esenzione dalla tassazione diretta e non consumano in Italia (con effetti anche sulla tassazione indiretta)”.

La fuga dei pensionati all’estero poi non è compensata da flussi in ingresso di pensionati Inps che rientrano (24.857 dal 2003 al 2014). Da qui la seconda proposta di Boeri: “Perché non investire in servizi per gli anziani, al fine di ridurre la fuga dei pensionati ed attrarre pensionati dall’estero?”.

Infine, il rapporto Inps fa notare che “l’Italia è uno dei pochi paesi a riconoscere la portabilità extra-Ue della parte non contributiva delle pensioni”. Paghiamo così integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali a persone che vivono e pagano le tasse altrove, riducendo il costo dell’assistenza sociale in questi paesi, mentre in Italia non abbiamo una rete di assistenza sociale di base per chi vive e paga le tasse in Italia. La terza ed ultima proposta di Boeri è quindi di “smettere di pagare prestazioni non contributive all’estero”. Boeri, chiarendo di non averne ancora parlato con il Governo, sottolinea che si tratta di tre proposte che “meritano una riflessione”.

http://www.firstonline.info/a/2015/09/29/inps-e-sempre-piu-fuga-dei-pensionati-65-nel-2014/3ada2da7-3d83-44a0-a607-963025ea27fa

 

2015, giù il bond tedesco e ulteriore discesa per l’Euro, bilancia, proteggi e sviluppa i tuoi asset con un investimento immobiliare a Malta

2015, giù il bond tedesco e ulteriore discesa per l’Euro, bilancia, proteggi e sviluppa i tuoi asset con un investimento immobiliare a Malta

Investors’ eyes remain on the U.S. Federal Reserve and when it will raise interest rates this year, which helps widens the gap between the U.S. and the eurozone and their respective currencies, according to Nossek.

Capital Economics forecasts the euro to decline to around $1.15 by the end of this year and $1.10 in 2016 in a sustained period of weakness, due to indebted economies, poor growth and the implementation of quantitative easing in Europe.

“Even if the euro-zone’s current account surplus remains large, these factors could prompt an increase in net capital outflows from the region, keeping the currency under pressure,” wrote senior European economist Jennifer McKeown and chief markets economist John Higgins in a note published 6 January.

Eurozone bond yields might also become volatile. German short-term bond yields are in negative territory and Nossek said investors might look towards U.S. or UK fixed income securities as alternatives to euro-denominated bonds.

http://europe.etf.com/europe/features-a-news/10482-3-reasons-the-euro-could-fall-further.html?Itemid=126&utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=euweeklynewsletter

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Mercati immobiliari nel mondo in bolla, o ancora in bolla (vedi Sud Europa)…. tutto dipende dalla Location…..perchè MALTA può essere un’eccezione

Mercati immobiliari nel mondo in bolla, o ancora in bolla (vedi Sud Europa)…. tutto dipende dalla Location…..perchè MALTA può essere un’eccezione

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Splendida guida interattiva dell’Economist sui mercati immobiliari globali

Prezzi delle case alle stelle….per 18 delle 23 economie prese in considerazione (Malta non è presente, piccola e per ora lontana dai titoli di giornale ma non dai target degli investitori più smart)

Situazioni di debolezza continua dei prezzi in Europa del Sud, Spagna, Francia e Italia e in contrasto mercati surriscaldati nelle capitali Nord Europee, UK e Svezia.

Due sono i criteri con cui valutare se un mercato è ancora in bolla (troppo caro) o in bolla ci sta entrando e quindi presenta dei prezzi insostenibili:

  • Primo se è abbordabile, conveniente, la misura è il rapporto tra PREZZO e REDDITO NETTO personale
  • Secondo se l’investimento ha una solida base finanziaria, la misura è il rapporto tra PREZZO e RENDIMENTO.

Quando questi valori sono sopra le medie storiche, l’immobile e sopravalutato, quando sotto è sottovalutato

Malta è una nazione e un mercato piccolo, per il momento ancora lontana dalla mente e immaginazione delle folle, con prezzi medi relativamente ancora convenienti rispetto agli altri mercati

Il fattore dimensionale, limita l’offerta per definizione, in forte contrasto con una domanda esplosiva nel medio termine dovuta a 3 fattori principali:

  • il significativo numero di grandi progetti internazionali di investimento e infrastrutture a MALTA e GOZO
  • la crescente domanda da parte del mercato estero, sia individui sia imprese, nella ricerca di immobili residenziali e commerciali per vivere, lavorare, fare business, investire e passare le vacanze….solo per citarne alcuni
  • una costante crescita della domanda da parte del mercato locale Maltese, dovuta al miglioramento del potere di acquisto e alla chiara scelta di destinare le proprie risorse all’investimento immobiliare, un asset considerato privilegiato per essere sostanzialmente tax-free e con un’alta aspettativa di costanti flussi di cassa derivanti dagli affitti sia di breve sia di lungo termine

http://maltaway.wordpress.com/malta-mercato-immobiliare/

http://www.economist.com/blogs/dailychart/2011/11/global-house-prices?fsrc=nlw|newe|2-09-2014|5356c450899249e1ccb3081a|

http://www.economist.com/news/finance-and-economics/21614165-house-prices-europe-are-losing-touch-reality-again-deflating-bubbles

https://albertobalatti.wordpress.com/2014/09/02/bubbles-in-worlds-housing-markets-it-depends-on-location-location-location-is-malta-an-exception/

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Dove vanno i pensionati? Da MALTA al Canada ecco dove passare gli anni della pensione lontano dall’Italia. Ed ecco perchè MALTA sarà la meta più “ambita”

From Hondoq

Dove vanno i pensionati? Da MALTA al Canada ecco dove passare gli anni della pensione lontano dall’Italia. Ed ecco perchè MALTA sarà la meta più “ambita” dove prendere la residenza e fare un investimento immobiliare

http://maltaway.wordpress.com/2014/09/01/maltaway-per-i-pensionati-italiani-svizzeri-malta-e-la-destinazione-numero-uno/

Quali sono state le mete più “ambite” e quelle più ricorrenti per trascorrere la vecchiaia, registrate dall’Inps nel 2013

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-04-01/ma-dove-vanno-pensionati-malta-204554.shtml?uuid=ABROUa7&nmll=2707#navigation

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MALTA way, la Malta Tourism Authority, braccio operativo di Malta per lo sviluppo del settore, in azione per attrarre 2 nuovi mercati: USA e CINA

MALTA way, la Malta Tourism Authority, braccio operativo di Malta per lo sviluppo del settore, in azione per attrarre 2 nuovi mercati: USA e CINA
Incontro con i tour operators Americani e nuovo sito in lingua cinese, nuovi partners all’infuori dell’Europa per giocare in grande nell’attrarre nuovi turisti, investimenti e business a Malta

La dimensione dei 2 nuovi targets e gli accordi già sottoscritti, fanno comprendere la misura della volontà di Malta di essere la via di accesso all’Europa, per turismo, residenza, investimenti, business.

Europa sta valutando un nuovo visto di accesso per turisti non-EU, valido sino a un anno per muoversi liberamente in tutta l’area Schengen

MALTAway è la tua via di accesso alla migliore Europa, per trasferire la residenza e la società ed investire nel mercato immobiliare, nel business e nella gestione del patrimonio

Vieni a visitare MALTA con noi

http://www.maltatoday.com.mt/business/business_news/41925/visit_malta_website_in_mandarin_to_target_chinese_tourists

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