Il futuro dei giovani : pensare e agire in maniera differente. Scelte per Master e corsi inglese

Il futuro dei giovani : pensare e agire in maniera differente. Scelte per Master e corsi inglese

giovani innovazione

La lettura di un articolo e dell’esperienza di Talent Garden mi porta ad alcune riflessioni molto personali riguardo la scuola e le scelte dei nostri giovani.

Riguardo la scuola italiana si parla di’’ formazione generalista’’ perche’ offre una serie di nozioni di base , assolutamente necessaria nella prima fase degli studi e di cui pecca, a mio giudizio, la formazione di matrice piu’ inglese, ma che in Italia si prolunga troppo negli anni fino ai Master Universitari .

‘’Dove sta il fallimento del 3+2?

L’idea era di dare nei primi tre anni una formazione orizzontale, che permettesse di prepararsi al mondo, e poi due anni di specializzazione. Questo però non ha funzionato: si è cercato di inserire anche nei tre anni elementi verticali, perché non tutti aggiungono il biennio. Mentre i bienni stessi sono diventati percorsi molto orizzontali che non portano valore vero, perché c’è molta distanza tra lavoro e formazione. Per questo la riforma oggi sta creando ancora più problemi: ha allontanato ancora di più i due mondi’’.

Si parla di fallimento del sistema universitario italiano che finisce per non costruire specializzazione e continua a mantenere la distanza dal mondo del lavoro, offrendo percorsi troppo lunghi che portano i giovani italiani ad affacciarsi al mondo del lavoro con estremo ritardo rispetto ai ragazzi provenienti dai vari paesi dell’Europa o del mondo.

 Il problema è che si deve fare una scuola più intensa nei primi anni, ma poi nel momento in cui si diventa maggiorenni bisogna riuscire a essere molto più efficaci e mettere le persone il prima possibile nelle condizioni di costruirsi il proprio futuro. Abbiamo bisogno di persone che a 22-23 anni siano in grado di operare e di fare ciò che vogliono fare della propria vita. Non lasciamoli fino a trent’anni.

La necessita’ di  collegare Io studio all’esperienza pratica e diretta si fa sempre piu’ impellente e ne e’ una prova anche il recente inserimento nelle scuole dell’alternanza scuola-lavoro , bisogna saper valorizzare i talenti , lasciare spazio alla meritocrazia , consentire ai giovani fin da subito di aprirsi una strada per il futuro.

‘’Quando non hai competenze specifiche il tuo valore aggiunto e’ l’entusiasmo’’

Questo e’ quello che manca a molti giovani d’oggi. Inutile e poco costruttivo cercare le colpe in noi genitori, nella scuola, nei sistemi politici. Tutti hanno fatto la loro parte.

E’ tempo di muoversi per dare ai nostri figli un futuro migliore ed e’ tempo per i giovani di aver voglia di costruirsi un futuro e trovare l’entusiasmo perso per farlo.

E’ tempo per i giovani di scoprire le proprie passioni e coltivarle ed e’ tempo per i genitori di abbandonare i preconcetti o pregiudizi (devi laurearti!! Devi trovare un posto fisso e un lavoro sicuro!!). Il mondo e’ cambiato e cambia ogni giorno .

E’ inutile crogiolarsi nelle scuse, additare le colpe alla crisi e agli altri, e’ tempo di AGIRE, di PRENDERE IN MANO il proprio FUTURO.

L’innovazione e la creativita’ sono l’arma vincente.

‘’Perché quello di oggi è un mondo che va troppo veloce. Uno dei motivi per cui l’università non sta riuscendo a stare al passo è perché è basata su cicli di professioni che cambiavano ogni 100-150 anni. Oggi le professioni nascono e muoiono nel giro di 5-6-7 anni. E quindi devi essere tu in grado di formarti molto velocemente, andare sul posto di lavoro e da lì continuare a riaggiornarti.’’

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Maltaway guarda al settore EDUCATION con estremo interesse, competenza, conoscenza e professionalita’, aperta alle innovazioni e a costruire insieme ai giovani il loro futuro.

Maltaway e‘ in grado di guardare al futuro ed offrire ai giovani soluzioni concrete di Education innovative a MALTA con:

  • corsi di inglese e corsi accademici di inglese a cui abbinare esperienze di lavoro
  • progetti per le scuole di alternanza scuola-lavoro
  • MBA – Master Business Administration 

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IL FUTURO a  COLORO che hanno il coraggio di pensare e agire in maniera differente….

Rossella by Maltaway Travel – Education

 

 

 

 

 

Paesi, Persone e Aziende con un più alto livello di Inglese sono più Innovativi

Paesi, Persone e Aziende con un più alto livello di Inglese sono più Innovativi

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Il processo di innovazione non è semplicemente collegato a persone con profili particolarmente brillanti, dotati  di grandi skills tecnologiche e digitali, ma soprattutto alla capacità degli individui di creare connessioni con altri, e quindi di avere accesso al network di informazioni globale dove si trovano le competenze più rilevanti, diverse ed innovative.

Un’elevata conoscenza dell’Inglese consente di avere questo accesso aperto alle informazioni e di potersi relazionare con le persone che le posseggono e le sviluppano,  l’Inglese diviene così un catalizzatore primario di un processo che si può definire di CROSS-FERTILIZATION

Come MALTAway abbiamo identificato, selezionato e costruito una risposta alle necessità di formazione linguistica per Persone, Famiglie, Studenti, Executives, managers e dipendenti delle aziende davvero attrattiva e competitiva sia rispetto ai corsi offerti in UK sia a quelli presso le scuole di moltissime città italiane.

Maltaway offre la possibilità di organizzare corsi di Inglese a Malta in un contesto che coniuga la professionalità delle scuole e la competenza dei docenti, un ambiente internazionale, prezzi competitivi con momenti di svago in un luogo di cultura, natura e mare……INGLESE con MALTAWAY 

Jack Ma, the founder of Alibaba, is one of the world’s most successful Internet entrepreneurs. But Ma has never written a line of code. He did not train as an engineer. Instead, Ma studied English in college, and worked as an English teacher and translator before diving into entrepreneurship.
That doesn’t surprise me. Ma’s bilingualism helped him work effectively across cultures and borders, and to pick up on global trends that gave him a critical edge in the 1990s as the Internet arrived in China.
When we think of innovation, we tend to think of smart, technically trained people sitting in a room coming up with game-changing ideas.

But innovation is just as much a function of connections—of a person’s or team’s ability to access global information networks and work alongside others with relevant skills.
In a global economy, English facilitates those connections.

When a country has strong English abilities, its innovation sector can better pull from the global pool of talent and ideas. And we now have data that illustrates the close relationship between innovation and English proficiency worldwide.
For the past five years we have producedthe EF English Proficiency Index, an analysis of the state of global English proficiency. Working from this data, we’ve detailed the link between a country’s English proficiency and its economic strength, and examined how companies with a common working language are better equipped to cooperate and innovate.
In our most recent report, we’ve applied that analytical lens to national metrics of innovation. We took the English proficiency scores for 70 countries, representing a sample set of nearly 1 million English language learners, and ran them against more than 800 World Development Indicators, finding high correlations between English ability and key indicators of innovation. In particular:
Countries with high English proficiency spend a significantly larger share of their GDP on research and development than those with lower English skills. Countries like Sweden, Denmark, and Slovenia have some of the world’s strongest English skills—and some of the highest investment in R&D.
These high proficiency countries also tend to have more researchers and technicians per capita.
Additionally, there’s a close correlation between a country’s English proficiency and its high-technology exports, such as computers and scientific instruments.
We see a similar pattern when we run the English proficiency scores against the 2015Global Innovation Index. The GII pulls together a number of innovation metrics and condenses them into a single score.
Of course, correlation does not equal causation. It’s important to remember that English proficiency and metrics of innovation are both correlated with other measurements of economic and social strength, such as the Human Development Index.
Still, there are some clear reasons why countries with strong English proficiency tend to thrive in the innovation sector. English skills allow innovators to read primary scientific research, form international collaborations, bring in talent from overseas, and participate in conferences. English proficiency expands the number of possible connections innovators can make with the ideas and people they need to generate original work.
It’s worth looking at some outliers in this dataset, including countries with low English proficiency but strong innovation metrics, such as China, and countries with high English proficiency but poor innovation indicators, such as Poland.
Even with strong support for R&D, low English proficiency can hamper the development of a country’s innovation sector. In China, for example, R&D expenditures are high, and the volume of published research is large. But those publications are cited much less frequentlythan original research from other countries, indicating that China is poorly integrated into the global research community.
Japan and South Korea are in a similar position. Both countries have strong metrics of innovation, with higher relative R&D expenditures, and more technicians and researchers per capita, than China. But both fall in the moderate English proficiency band of the EPI, below other countries with comparable innovation scores.
Poland, another outlier, has the opposite problem. In the past twenty years, Poland has overhauled its public education system. Today, it has one of the highest English proficiency scores in the world. But Poland has done little to promote innovation in its economy, and it has fallen behind OECD averages on nearly all metrics of innovation, including R&D expenditure, venture capital spending, and international co-authorship on research.
Recently, the Polish government allocated €10 billion of EU funding to stimulate private sector research and innovation. Combined with the country’s strong English skills, this kind of investment is well positioned to boost the country’s innovation economy.
As these outliers illustrate, English proficiency alone is not enough to drive innovation. But high expenditures on research-and-development aren’t enough, either, without the necessary tools for collaboration and cross-cultural pollination.
When they want to boost innovation, leaders and policymakers typically focus on STEM education. Investment in STEM makes a lot of sense. But there needs to be more. Our data suggests that, along with funding for research and STEM classes, leaders need to keep an eye on English skills too.
That same lesson applies for the leaders of global businesses. Boosting innovation isn’t just a matter of increasing the R&D budget. It’s also about facilitating cooperation across the company. For business leaders, that means:
Identifying and eliminating language and cultural barriers that could hinder innovation. Companies have to ensure that researchers and innovators have access to international publications, conferences, and other global networks of ideas.
Providing language training to top researchers and innovators whose English is not yet proficient so that they can consume and disseminate great ideas.
Emphasizing the importance of language and communication skills when hiring and promoting researchers and innovators.
After all, good innovators are also good communicators. Just ask Jack Ma, the English-teacher-turned-tech-magnate: for innovation in the 21st century, English is key.

https://hbr.org/2015/11/countries-with-high-english-proficiency-are-more-innovative

Senza INCERTEZZA, non c’è INNOVAZIONE

Senza INCERTEZZA, non c’è INNOVAZIONE

La dimensione culturale AVVERSA all’INCERTEZZA (avoiding uncertainty), spiega con grande profondità il perchè dello stato di cose di un paese e dei suoi cittadini.

La Grecia e l’Italia, in buona compagnia insieme a paesi ben più blasonati, esprimono per questo un basso livello di innovazione ed un alto livello di burocrazia, un abbinamento distruttivo rispetto alle capacità Innovative e di produttività del Nord Europa e di Malta che è la spiaggia fisica e culturale della cultura anglo-sassone

Vieni a MALTA con Maltaway e liberati non solo dal pesante sacco delle tasse e della burocrazia che ti fa essere più lento degli altri, ma anche da quel pesante strato di CONSERVATORISMO chè è dentro di te e che qui con noi evaporerà ai raggi del sole 

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If Greece Embraces Uncertainty, Innovation Will Follow https://hbr.org/2015/03/if-greece-embraces-uncertainty-innovation-will-follow

“Culture” can sound like a catchall, a convenient way to place the blame outside the realm of policy, but I am talking about one specific dimension of culture: avoiding uncertainty.

The data in the graph above demonstrate the link between innovation, bureaucracy, and uncertainty. Countries that score high on uncertainty avoidance score low on innovation (as measured in the innovation union scoreboard of the European Commission) and high on bureaucracy (as measured on the easiness to do business ranking of the World Bank). Sweden, Denmark, Netherlands, the UK, and Finland all have low uncertainty avoidance, high innovation, and low bureaucracy. These countries have excellent research systems with a high number of influential scientific publications, relatively high levels of government and business R&D expenditure and venture capital financing, strong public-private collaborations, and a wealth of intellectual assets in patent applications and community trademarks. At the same time the citizens in these countries spend less time dealing with procedures to start a business, get electricity, register a property, pay taxes, enforce contracts in courts, and trade across borders. Their cultures’ comfort with uncertainty helps to make all of this possible.

MALTA nel mondo per promuovere la cittadinanza maltese; oggi in USA domani altrove a caccia di TALENTI e non (solo) di investimenti e avere successo nella diversità per creare innovazione

MALTA nel mondo per promuovere la cittadinanza maltese; oggi in USA domani altrove a caccia di TALENTI e non (solo) di investimenti e avere successo nella diversità per creare innovazione

L’Individual Investor Programme,che richiede comunque un investimento di €1,15M, ha già attratto un pool di 130 talenti, una risorsa necessaria per lo sviluppo e l’innovazione di Malta

Il primo ministro ha espresso a NYC concetti inusuali per la politica, Malta vuole le tue competenze e non i tuoi soldi, il tuo network e non il tuo conto, i tuoi progetti futuri e non il tuo passato….forse qui l’Innovazione parte proprio dalla politica e dalla Leadership

La competitività cresce per i progetti che le persone a Malta sono in grado di creare, qui non sei un numero e il sistema governativo e politico è pronto ed interessato ad ascoltare….ed ad agire per fare ciò che serve nell’interesse della comunità

MALTAway…. tutto un altro mondo, migliore se vieni anche tu

Fai i primi passi con noi, capire e accedere alle tante opportunità di Malta

http://www.maltatoday.com.mt/news/national/43540/give_us_your_talent_muscat_says_in_new_citizenship_pitch#.VBKQ1_l_uSo

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