Inps: è sempre più fuga dei pensionati (+65% nel 2014), stop pagamento pensioni all’estero, MALTA e UE esclusi

Inps: è sempre più fuga dei pensionati (+65% nel 2014), stop pagamento pensioni all’estero, MALTA e UE esclusi

MALTA è dentro la Comunità Europea e non è quindi esposta a questo rischio essendo la trasferibilità delle pensione all’interno dell’Europa completa, a differenza di molte giurisdizioni extra UE considerate un (ora ex) paradiso dei pensionati…..i paesi IDEALI ove trasferire la residenza e la pensione si riducono radicalmente e MALTA emerge con forza per la qualità della vita, clima, sicurezza, sistema sanitario, costo della vita, vicinanza all’Italia…..oltre che per essere membro della comunità Europea e quindi per regolamento comunitario senza possibilità dell’Italia di stoppare il pagamento di una pensione a Malta

MALTAway è il tuo accesso alla residenza a MALTA, guarda il link

Boeri e l’INPS si pongono questa domanda:  Perchè non investire in servizi per gli anziani al fine di ridurre la fuga dei pensionati ed attrarre pensionati dall’estero?  ….vogliono copiare MALTA!!!

MALTA ha investito e continua ad investire in un sistema socio sanitario ideale per attrarre pensionati sia con un favoloso clima e un sistema fiscale a bassissima tassazione, sia con centri di cura e ospitalità moderni e all’avanguardia 

Eccovi alcuni articoli  in argomento, per il resto contattate MALTAway:

Gli immigrati fanno “un regalo consistente” all’Italia poiché molti versano contributi previdenziali. E’ quanto emerge dal rapporto Worldwide sulle pensioni all’estero presentato dal presidente dell’Inps, Tito Boeri. Lo studio fotografa una realtà in cui le persone con cittadinanza non italiana nate prima del 1949, con contribuzione Inps, che non hanno sin qui ricevuto prestazioni previdenziali né rimborso della decontribuzione, sono 198.430 (su 927.448 pari al 21%).

I contributi versati valgono oggi oltre 3 miliardi di euro e si tratta di “un fenomeno in crescita”. A questi si potrebbero aggiungere altri probabili 12 miliardi, calcolando il 21% delle 4,2 milioni di posizioni contributive delle generazioni di immigrati non ancora arrivati a maturare i requisiti di vecchiaia, che hanno erogato contributi che capitalizzati valgono oltre 56 miliardi.

Negli ultimi anni gli stranieri versano mediamente contributi annui tra i 7 e gli 8 miliardi e danno risorse importanti. “Noi dreniamo risorse perché non eroghiamo prestazioni. E’ un drenaggio documentato e le risorse potrebbero essere utilizzate per investire su politiche dell’integrazione degli immigrati”, ha affermato Boeri.

Rilevante anche la fuga dei pensionati. Ogni anno aumenta il numero di anziani italiani che emigrano e si fanno pagare la pensione all’estero. Solo nel 2014 i pensionati espatriati sono stati 5.345, il 65% in più dell’anno precedente. Dal 2010 il numero è più che raddoppiato (+109%) arrivando a 16.420.

Secondo l’Inps, a incidere sulla scelta di trasferirsi all’estero è il costo della vita più basso rispetto all’Italia e il peso del fisco. Ma il fenomeno ha riflessi economici perché il pagamento di una pensione all’estero rappresenta una perdita per l’Italia, in quanto l’importo erogato non rientra sotto forma di consumi o di investimenti e genera un minor volume di imposte.

Il 71% dei pensionati emigrati negli ultimi 5 anni si è trasferito in altri Paesi europei (11.735), il 10% in America settentrionale e il 6% in America meridionale. In Oceania sono appena 434, ma l’incremento è stato del 257%. L’importo dei trattamenti pensionistici corrisposti ai pensionati emigrati dal 2010 ammonta a circa 300 milioni.

“Ogni anno”, ha sottolineato in merito Boeri, “aumenta il numero di pensionati italiani che emigrano e si fanno pagare la pensione all’estero. Dal 2003 al 2014 sono un totale di 36.578 persone. Questo fenomeno erode la base imponibile. Molti pensionati ottengono l’esenzione dalla tassazione diretta e non consumano in Italia con effetti quindi anche sulla tassazione indiretta. Il fenomeno non è compensato da flussi di ingresso di pensionati Inps che rientrano: 24.857 dal 2003 al 2014”.

Il fenomeno dell’emigrazione dei pensionati italiani è dunque in crescita, mentre l’immigrazione di pensionati stranieri “è ferma al palo”, eppure, secondo Boeri, l’Italia “ha moltissime località che hanno le carte in regola per attrarre pensionati, magari località abbandonate che potrebbero ripopolarsi; la condizione è però che vengano rese appetibili con strutture sanitarie adeguate”.

Il rapporto Inps mostra anche che i trattamenti pensionistici erogati all’estero sono quasi 400 mila (383.630) per un importo complessivo di oltre un miliardo di euro (1,067), in più di 150 Paesi. Il 61% delle pensioni sono di vecchiaia o anzianità, il 4% di invalidità e il 35% sono erogate ai superstiti. I pensionati sono in numero maggiore in Europa (180.250), in America del Nord (102.370) e in Oceania (50.260); ma mentre in Canada, Usa e Australia il numero è in diminuzione, in Europa c’è un’inversione di tendenza, con un incremento nel 2014 che ha riguardato in particolare la Germania (+2%).

Boeri ha quindi proposto di smettere di pagare le prestazioni non contributive all’estero. Dallo studio emerge che l’importo annuo delle integrazioni al minimo più le maggiorazioni sociali supera i 200 milioni (206,8) nei cinque Paesi extra Ue dove risiedono in maggioranza pensionati italiani (Argentina, Australia, Usa, Canada e Brasile).

L’Italia è uno dei pochi Paesi a riconoscere la portabilità extra Ue della parte non contributiva delle pensioni, mentre nell’ambito Ue quest’opzione non è più data in virtù dei regolamenti comunitari. “Paghiamo così integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali a persone che vivono e pagano le tasse altrove, riducendo il costo dell’assistenza sociale in questi Paesi”, ha osservato Boeri, “mentre noi non abbiamo una rete di assistenza sociale di base per chi vive e paga le tasse in Italia”.

Si parla spesso di contrasto alla povertà e di reddito minimo e si dice che le risorse non ci sono, ha incalzato il presidente dell’Inps, secondo il quale vale la pena riflettere su questi dati. “E’ paradossale che non si abbiano in Italia strumenti di contrasto alla povertà e che poi si paghi l’assistenza sociale ad altri Paesi”, dove peraltro non è possibile esercitare controlli utilizzando strumenti quali l’Isee.

http://www.milanofinanza.it/news/boeri-inps-dagli-immigrati-un-regalo-di-3-miliardi-di-euro-201509291320285876

http://www.milanofinanza.it/news/boeri-inps-dagli-immigrati-un-regalo-di-3-miliardi-di-euro-201509291320285876

Smettere di pagare le prestazioni non contributive ai pensionati che risiedono all’estero, creare un fondo per investire su politiche di integrazione degli immigrati e cercare di mettere un freno alla fuga dei pensionati italiani verso Paesi nei quali la tassazione è più favorevole: sono le proposte lanciate dal presidente dell’Inps, Tito Boeri nel corso della presentazione del Rapporto dell’Istituto sulle pensioni all’estero.

Boeri ha sottolineato come ci sia un fenomeno significativo di ”free riding” sui contributi degli stranieri con una percentuale elevata di coloro che adesso avrebbero l’età per la pensione di vecchiaia e che hanno versato contributi che non hanno alcuna prestazione. In pratica circa 200.000 stranieri sui 927.448 che hanno superato i 66 anni e tre mesi (il 21%), non ha alcuna prestazione dall’Inps per un totale di contributi capitalizzati in base alle regole del contributivo di circa tre miliardi di euro.

”Perchè non fare – ha detto Boeri – un fondo per investire su politiche dell’integrazione degli immigrati?”. Boeri si è soffermato anche sulla necessità di riflettere sul sostanziale regalo che il nostro Paese fa pagando all’estero prestazioni non basate solo sul sistema contributivo.

”L’Italia – dice – è uno dei pochi paesi a riconoscere la portabilità extra Ue della parte non contributiva delle pensioni. Paghiamo – spiega – integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali a persone che vivono e pagano le tasse altrove, riducendo il costo dell’assistenza sociale in questi paesi. Mentre in Italia non abbiamo una rete di assistenza sociale di base. Perchè non smettere di pagare prestazioni non contributive all’estero?”.

Infine Boeri segnala la crescita del fenomeno emigrazione per i pensionati italiani con il raddoppio tra il 2010 e il 2014 dei pensionati che decidono di vivere all’estero (da 2.553 a 5.345) e un +65% solo nell’ultimo anno, spesso anche a causa della tassazione più favorevole o delle migliori condizioni di vita.

”L’emigrazione dei pensionati è in crescita – dice – l’immigrazione di pensionati al palo. Perchè non investire in servizi per gli anziani al fine di ridurre la fuga dei pensionati ed attrarre pensionati dall’estero?”.

http://voce.com.ve/2015/09/29/134780/il-presidente-dellinps-tito-boeri-stop-pagamento-pensioni-allestero/

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Inps: è sempre più fuga dei pensionati (+65% nel 2014)

L’Inps eroga all’estero circa 400mila trattamenti l’anno, per un importo complessivo di oltre 1 mld di euro, in più di centocinquanta Paesi – Boeri propone di creare un fondo per le politiche di integrazione degli immigrati alimentato dai 3 mld di euro dei contributi degli stranieri che sono andati via senza raggiungere i requisiti per la pensione.

Non solo i giovani cervelli: dall’Italia fuggono anche i pensionati. Negli ultimi anni un numero sempre più crescente di ex lavoratori ha deciso di trasferirsi in Paesi in cui il costo della vita è più basso e il peso del fisco incide in misura inferiore sulle pensioni. Secondo i dati Inps, i pensionati espatriati negli ultimi cinque anni sono 16.420, di cui 5.345 nel solo 2014. Il numero annuo di pensionati che lasciano l’Italia è più che raddoppiato dal 2010 al 2014, con una brusca accelerazione nell’ultimo anno (+65%).

L’Inps eroga all’estero circa 400mila trattamenti pensionistici l’anno, per un importo complessivo di oltre un miliardo di euro, in più di centocinquanta Paesi. Il fenomeno “ha dei riflessi economici e sociali: il pagamento di una pensione all’estero rappresenta una perdita economica per l`Italia in quanto l`importo erogato non rientra sotto forma di consumi o di investimenti e genera un minor volume di imposte”, ha spiegato l’Istituto di previdenza. Fra l’altro, nei Paesi che hanno stipulato una convenzione in materia fiscale con l`Italia le pensioni vengono erogate al lordo e, per evitare una “doppia tassazione”, le ritenute fiscali vengono applicate solo nei Paesi di residenza. Questo comporta, per il nostro Paese, un minore incasso in termini di imposte indirette.

Il fenomeno, comunque, non riguarda esclusivamente i pensionati di italiani, ma anche i lavoratori stranieri che, dopo avere conseguito in Italia il diritto alla pensione, decidono di rientrare nel Paese natio, o di trasferirsi altrove. In particolare, il 71% dei pensionati emigrati negli ultimi cinque anni si è trasferito in altri Paesi europei, il 10% in America settentrionale e il 6% in America meridionale. Raffrontando il 2014 al 2010, le percentuali di incremento maggiore si registrano in Oceania (+257%), Africa (+164%) ed America centrale (+114%). Considerando i pensionati delle gestioni private e pubbliche emigrati dall`Italia dal 2010 al 2014, l`importo dei trattamenti pensionistici loro corrisposti ammonta a 300.650.009 euro.

BOERI: IN CASSA 3 MLD DA CONTRIBUTI IMMIGRATI TORNATI ALL’ESTERO

Su queste basi il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha proposto di creare un fondo per le politiche di integrazione degli immigrati alimentato dai 3 miliardi di euro dei contributi Inps (capitalizzati con le regole del contributivo) degli stranieri nati prima del 1949 che non hanno ricevuto la pensione o il rimborso della decontribuzione perché rientrati nei loro Paesi d’origine senza aver raggiunto i requisiti minimi.

Si chiama ‘social free riding’ ed è il fenomeno degli immigrati che, dopo aver lavorato e versato i contributi in Italia, tornano nel Paese d’origine senza farsi (o senza poter farsi) liquidare le pensioni dall’Inps. Il ‘social free riding’ in Italia, per i nati prima del 1949, riguarda 198.430 stranieri su 927.448, con una percentuale quindi del 21%, ma il fenomeno è in crescita, anche se per i nuovi iscritti dal 1996 non è più richiesta anzianità contributiva minima per accedere alla pensione di vecchiaia a 66 anni (più i mesi di adeguamento alla speranza di vita).

Ma ai 3 miliardi già acquisiti potrebbero aggiungersi in futuro altri 12 miliardi, perché le generazioni di immigrati dal 1949 al 1981 (che non hanno ancora maturato requisiti di vecchiaia) hanno 4,2 milioni di posizioni contributive aperte prima del ’96 (quindi soggette ai requisiti contributivi minimi), che hanno erogato contributi per oltre 56 miliardi. Applicando una percentuale del 21% che non prenderà la pensione “abbiamo già oggi circa 12 miliardi di montante contributivo che non darà luogo a pensioni”.

Il rapporto evidenzia poi un altro fenomeno in continua crescita, quello della fuga dei pensionati italiani che emigrano e si fanno pagare le pensioni (lorde) all’estero. Dal 2013 al 2014 sono un totale di 36.578 persone e nel 2014 si è registrato un boom con una crescita del 65% dell’emigrante pensionato. “La fuga dei pensionati – ha sottolineato Boeri – è un fenomeno che ci preoccupa perché erode la base imponibile, perché molti pensionati ottengono l’esenzione dalla tassazione diretta e non consumano in Italia (con effetti anche sulla tassazione indiretta)”.

La fuga dei pensionati all’estero poi non è compensata da flussi in ingresso di pensionati Inps che rientrano (24.857 dal 2003 al 2014). Da qui la seconda proposta di Boeri: “Perché non investire in servizi per gli anziani, al fine di ridurre la fuga dei pensionati ed attrarre pensionati dall’estero?”.

Infine, il rapporto Inps fa notare che “l’Italia è uno dei pochi paesi a riconoscere la portabilità extra-Ue della parte non contributiva delle pensioni”. Paghiamo così integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali a persone che vivono e pagano le tasse altrove, riducendo il costo dell’assistenza sociale in questi paesi, mentre in Italia non abbiamo una rete di assistenza sociale di base per chi vive e paga le tasse in Italia. La terza ed ultima proposta di Boeri è quindi di “smettere di pagare prestazioni non contributive all’estero”. Boeri, chiarendo di non averne ancora parlato con il Governo, sottolinea che si tratta di tre proposte che “meritano una riflessione”.

http://www.firstonline.info/a/2015/09/29/inps-e-sempre-piu-fuga-dei-pensionati-65-nel-2014/3ada2da7-3d83-44a0-a607-963025ea27fa

 

MALTA il meglio in Europa: 2Q 2015 PIL +7,3% nominale e +5.2% in termini reali

MALTA il meglio in Europa: 2Q 2015 PIL +7,3% nominale e +5.2% in termini reali …. ben sopra le previsioni

Nominal GDP up 7.3% and real up 5.2% in second quarter

Con MALTA way puoi avere accesso alle opportunità di Malta, la nuova Svizzera e il miglior Nord Europa in mezzo al Mediterraneo, da una vacanza al corso di Inglese, alla ridomiciliazione della tua impresa o alla tua nuova residenza fiscale e a tutti gli strumenti di protezione del tuo patrimonio, della tua impresa, della tua famiglia 

Provisional estimates indicate that the Gross Domestic Product (GDP) for the second quarter of 2015 amounted to €2,116.1 million, an increase of 7.3 per cent over the corresponding period last year. In real terms, GDP went up by 5.2 per cent.

During the second quarter of 2015, growth in Gross Value Added (GVA) was mainly generated by professional, scientific and technical activities, administrative and support service activities which increased by 18.1 per cent; public administration and defence, education, human health and social work activities which increased by 6.9 per cent; wholesale and retail trade, repair of motor vehicles and motorcycles, transportation and storage, accommodation and food service activities which increased by 5.8 per cent; and mining and quarrying, manufacturing, electricity and water supply, sewerage, waste management and remediation activities which increased by 9.0 per cent.

Total final consumption expenditure in nominal terms increased by 4.5 per cent. In real terms, total final consumption expenditure increased by 3.4 per cent. Gross fixed capital formation increased by €116.8 million in nominal prices and by 24.3 per cent in real terms. Real exports and real imports decreased.

Compared to the corresponding quarter last year, GDP at current prices went up by €144.0 million, and is estimated to have been distributed into a €30.4 million increase in compensation of employees, a €107.3 million increase in gross operating surplus of enterprises, and a €6.2 million increase in net taxation on production and imports.

Considering the effects of income and taxation paid and received by residents to and from the rest of the world, Gross National Income (GNI) at market prices for the second quarter is estimated at €2,196.5 million

http://www.maltatoday.com.mt/business/business_news/56795/gdp_up_52_in_second_quarter#.VevktRHtmko

 

Economia greca vicino al collasso totale

In grecia nessun problema….tutto liscio….si come no …. proprio come l’ elettrocardiogramma di un cadavere….PIGS e Italici fate tesoro delle esperienze altrui….nel domino siamo in seconda posizione

Pensa a proteggere te, la tua famiglia, il tuo lavoro , i tuoi asset, contatta maltaway, il tuo nord europa in mezzo al mediterraneo

Greek Economy Faces Total Collapse As Doctors Flee, Retail Sales Plunge 70%

Back in May we outlined the cost to the Greek economy of each day without a deal between Athens and creditors.

At the time, a report from the Hellenic Confederation of Commerce and Enterprises showed that 60 businesses closed and 613 jobs were lost for each business day that the crisis persisted without a resolution.

Since then, things have deteriorated further and indeed, with the imposition of capital controls, businesses found that supplier credit was difficult to come by, leading to the very real possibility that Greece would soon face a shortage of imported goods, something many Greeks clearly anticipated in the wake of the referendum call as evidenced by the lines at gas stations and empty shelves at grocery stores.

As a reminder, here’s what WSJ said earlier this month:

Wholesalers can’t pay for supplies. Importers’ foreign counterparts won’t trade. 

 

Greece’s cash crunch hit small merchants first. They are less able to get credit from their suppliers, especially those dealing in perishable products that are continually imported. Christos Georgiopoulos owns a gourmet supermarket in Plaka, a picturesque Athens neighborhood frequented by tourists. He sells Champagne and Russian crab legs. 

 

Nobody is buying. “I haven’t had a single customer in two days,” he said Wednesday. He is shutting down his shop and says he doesn’t know when he will reopen. He gave some crab legs to his workers and is taking some home. “I haven’t paid my staff and don’t know if and when I will,” he added.

And then there was this rather disconcerting commentary from AFP:

Greece’s dive into financial uncertainty is forcing struggling businesses to take unusual steps to survive, including hoarding euros in cash.

 

Businesses which import their raw materials have been the hardest hit, says Vassilis Korkidis, head of the National Confederation of Hellenic Commerce (ESEE).

 

As unease spreads, getting ones hands on cash has become a sort of national sport, with businesses from restaurants to car mechanics telling customers paying by card is no longer an option.

The inevitable result of the above is that banks’ already stratospheric NPLs are set to rise further meaning that with each passing day, the banking sector’s recapitalization needs grow as the economy sinks further into depression.

Perhaps now that the “Quadriga” (the new moniker for Athens’ creditors which was ostensibly adopted to reflect the fact that there are now four institutions involved rather than three but which incidentally conjures images of the triumphant statue atop the Brandenburg Gate in Berlin) has touched down in Athens, creditors’ “technical teams” will get a good hard look at what happens when you force deep fiscal retrenchment on a country whose economy is collapsing and then rub salt in the wound by cutting off liquidity and enforcing capital controls.

Here’s some color on just how dire the economic situation has become, via Kathimerini:

Turnover in retail commerce is posting an annual drop that in some cases amounts to 70 percent even though the market is in a sales period. Capital controls have prevented Greek consumers from shopping, while even foreign tourists appear reserved due to the increased uncertainty on developments in Greece.

 

An extraordinary meeting of the board of the Hellenic Confederation of Commerce and Entrepreneurship (ESEE) on Monday heard data from representatives of local associations that pointed to an annual drop of between 40 and 70 percent since the capital controls were imposed.

 

In Athens, the decline came to 40 percent, while in markets outside the city center it was even greater. Thessaloniki and Piraeus reported a 60 percent fall and Trikala, in central Greece, a 60-70 percent shrinking. Even tourism hotspots such as Rhodes had a 50 percent decline in turnover.

 


And a bit more from Greek Reporter:

The Athens Medical Association (ISA) warned about major shortages in medical staff over the next years, since an increasing number of Greek doctors, especially those working in highly specialized fields, and nurses are looking for jobs abroad and leaving the country.

 

According to the association’s figures, more than 7,500 doctors have migrated to other countries since 2010. It was reported that in the first six months of 2015, ISA issued 790 certificates of competence, an official document required for medical sector employees who wish to work abroad. However, the report also noted that up until 2009, on average, 550 doctor were taking jobs abroad each year.

 

“One of the biggest losses in the crisis has been that of great minds,” ISA chief Giorgos Patoulis stated to Greek newspaper Kathimerini. “In a short time, the national healthcare system will have an aged personnel and will be unable to staff services.”

 

Furthermore, the data showed that a total of 8,000 unemployed Greeks have been forced to look for job opportunities abroad. The Greek Nurses Union announced that it issued 349 certificates just last year, 357 in 2012 and 74 certificates in 2010.

And don’t expect this situation to improve any time soon because despite the passage of two sets of prior bailout measures, still more austerity will need to be pushed through the Greek parliament if Athens hopes to activate bailout funds by August 20, in time to make a €3.2 billion payment to the ECB. Here’s Reuters:

“More reforms are expected from the Greek authorities to allow for a swift disbursement under the ESM. This is also what is being discussed right now,” [and EU Commission spokesperson] said.

 

The banks have reopened after the ECB increased emergency funding but capital controls remain in place. Doubts persist about whether a severely weakened Greek economy can support another programme after a six-year slump that has cut output by a quarter and sent unemployment over 25 percent.

 

Among politically sensitive measures held back from the initial package were curbs on early retirement and changes in the taxation of farmers to close loopholes that are highly costly for the Greek state. A source close to the talks said these reforms were expected to be enacted by mid-August.

 

However, touching pensions is sensitive with Tsipras’s left-wing Syriza party, which has already suffered a substantial revolt over the Brussels agreement, and the main opposition New Democracy party opposes ending tax breaks for farmers.

In other words, Tsipras is about to go back to parliament and attempt to pass a third set of prior actions that will further imperil Greeks’ ability to spend, and he must do so quickly because if creditors aren’t satisfied with the progress by August 18, then paying the ECB won’t be possible and then it’s either tap the remainder of the funds in the EFSM (which would require still more discussions with the UK and other decidedly unwilling non-euro states) or risk losing ELA which would trigger the complete collapse of not only the economy but the banking sector and then, in short order, the government.

And through it all, Tsipras is attempting to beat back a Syriza rebellion (which will only be exacerbated by the upcoming vote on the third set of measures) while convincing the opposition that he’s not secretly backing the very same Syriza rebels in their attempts to forcibly take the country back to the drachma.

The only real question at this point is whether Greece can possibly navigate the next several months without descending into outright chaos, politically, economically, and socially.

http://www.zerohedge.com/news/2015-07-28/greek-economy-faces-total-collapse-doctors-flee-retail-sales-plunge-70

 

Il sistema bancario spiegato in 6 minuti

Banking “Explained” In 6 Minutes, con sottotitoli in Italiano

Un video educativo per spiegare il passato, il presente ed il futuro del sistema bancario, utile per supportare le nostre decisioni e lasciare da parte le stupidità e la disinformazione che ci circonda

A beneficial educational video to support our decisions leaving stupidities and misinformation away

Banks are a riddle wrapped up in an enigma. Everyone kind of knows that they do stuff with money we don’t understand, while the last crisis left a feeling of deep mistrust and confusion. We try to shed a bit of light onto the banking system. Why were banks invented, why did they cause the last crisis and are there alternatives?

http://www.zerohedge.com/news/2015-07-15/banking-explained-6-minutes

 

Accordo per la Grecia

Pare che l’accordo ci sia, i dettagli e l’implementazione saranno molto importanti da capire e monitorare.

Ciò che conta invece è che VI HANNO DATO ANCORA UN PO’ DI TEMPO…..ora è il tempo dell’azione, la vostra.

MALTA è piena di soluzioni per il patrimonio, il business, gli investimenti, l’immobiliare…Maltaway è la via di accesso a MALTA

A Malta la qualità della vita e i continui flussi di capitale e di cervelli, pieni di energia, idee e soluzioni, collocano questo paese a competere e vincere con il NORD EUROPA e nel mondo…..la prova che la latitudine non conta

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The eurozone summit on Greece’s debt crisis has delivered a bailout deal, European officials said Monday. “EuroSummit has unanimously reached agreement. All ready to go for ESM programme for #Greece with serious reforms & financial support,” Donald Tusk, the President of the European Council, said in a post to Twitter on Monday. Discussions between eurozone leaders on the reforms needed from Greece to unlock more aid funding began Sunday and continued for more than 15 hours before breaking. No details on the third bailout deal have been released, with Athens earlier resisting a German demand that it move 50 billion euros ($559 billion) in assets outside Greece as collateral, and with Greece pushing to exclude the International Monetary Fund from involvement in any bailout, media reports said. The agreement eases the risk that Greece will be forced to leave the euro in a “Grexit”.

Quanti problemi economici risolve il bitcoin e perché potrebbe cambiarci la vita…Malta c’è e l’Italia?

Quanti problemi economici risolve il bitcoin e perché potrebbe cambiarci la vita…Malta c’è e l’Italia?

Maltaway la via per abbinare finanza e digitale a Malta

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Cosa accade se i computer diventano sempre più piccoli? Sempre più numerosi, poco costosi e sempre più mobili? Si sente il bisogno di collegarli tra loro in un modo diverso dal passato, ossia non più centralizzato. Ecco quindi spiegata la nascita dei sistemi distribuiti, che si affiancano ai sistemi attuali, ma non li sostituiscono. Fino alla pubblicazione del famoso paper di Satoshi Nakamoto i problemi nel verificare chi ha i diritti di accesso e gestione alle informazioni ha condizionato lo sviluppo delle reti distribuite.

Nakamoto ha risolto due problemi economici:

– rendere l’informazione digitale (per esempio, un bitcoin) un “bene rivale”; ciò impedisce al proprietario di spenderlo una seconda volta;

– raggiungere questo risultato con un registro pubblico (per esempio, la blockchain), dove l’accesso all’informazione è “non escludibile”, perché si accede senza intermediari; è quindi pubblica e permanente.

Le conseguenze dell’adozione della blockchain è duplice: da un lato abbassa il costo delle transazioni e dall’altro crea, con un insieme di persone che non si conoscono, una rete fiduciaria (trusted, grazie alla certezza assicurata dalla crittografia asimmetrica).

Oggi con la blockchain abbiamo trovato un mezzo automatico per certificare i nostri trasferimenti di denaro, nel caso delle monete matematiche; in termini di proprietà, con gli smart contract descritti da Nick Szabo; la protezione dei brevetti; e, ancor di più, per abilitare il voto elettronico da remoto.

La decentralizzazione ha effetti importanti sulle transazioni, per esempio, su:

– Anonimato, se nessuno conosce l’identità anagrafica delle parti;

– “Privacy”, nel senso che nessuno sa cosa si è acquistato e a che prezzo;

– Irreversibilità, per la mancanza di un organo di controllo e compensazione.

Ora siamo capaci di scrivere per sempre le informazioni (valori monetari, documentali, debiti e crediti, eccetera) e trasferirle da soli, senza intermediari come notai e avvocati. Il lavoro per certificare le transazioni è a carico dei “minatori”. Questi ultimi si finanziano con la richiesta di una piccola commissione (e con il riconoscimento di nuovi bitcoin) per coprire i costi fissi degli apparati specializzati e i costi variabili dell’energia consumata.

Non tutto però può essere decentralizzato, ma più il potere è distribuito, parcellizzato, meno rischi si corrono. Il potere così decentralizzato è inversamente proporzionale alla corruzione.

Su questo tema il noto divulgatore Andreas Antonopoulos, in un incredibile articolo, descrive i possibili totalitarismi, una volta che si è preso il controllo delle informazioni che le persone si scambiano e del modo in cui spendono il denaro.

Se c’è controllo, c’è potere.

Del resto, quale innovazione può realizzarsi se bisogna chiedere il permesso per scambiare dei dati? È la decentralizzazione che crea le condizioni affinché possa svilupparsi una concorrenza nell’offerta dei servizi veicolati dalla rete. Non è immaginabile quello che può succedere dopo l’adozione di massa di questa rete per lo scambio delle informazioni. Come non era immaginabile Google e Facebook prima di Internet. Miliardi di persone e macchine interdipendenti fanno nascere nuovi business, e quando si raggruppano in federazioni, grazie agli standard, danno vita a nuovi ecosistemi del tutto imprevisti.

La blockchain è, quindi, un bene pubblico digitale.

In questo campo, ci sono delle nuove ricerche nelle Università, tutte da seguire, una su tutte quelle portate avanti da una studiosa italiana a Harvard come Primavera De Filippi.
Si studia che ora è possibile invertire gli incentivi che portavano alla famigerata “tragedia dei beni comuni”, perché l’impiego di politiche basate sulla blockchain rende possibile progettare nuovi sistemi di incentivazione, certamente più trasparenti. Si può pertanto raggiungere una nuova forma di consenso per l’autogoverno dei beni pubblici.

Potenza dei beni immateriali: ora abbiamo una (info)struttura che non consumiamo con l’uso. Anzi, la costruiamo insieme.

Video: Come funziona il bitcoin

Perché non si può barare con il bitcoin. Fonte: The Future of the Web Looks a Lot Like Bitcoin (http://ow.ly/PqmJF)

MALTA è il paese con il più elevato livello di ottimismo dell’ Euro zona

MALTA è il paese con il più elevato livello di ottimismo dell’Euro zona

Per qualcuno si nasce ottimisti, per molti lo si diventa grazie alle esperienze in un paese sano e stabile e con persone affidabili e globali, questa è Malta che sta nell’Eurozona……. che la differenza sia da qualche altra parte?

Scoprilo con Malta way, sul sito, sul blog, contattandoci…….. il tuo primo progetto deve essere quello di venire a Malta per un viaggio o un corso di Inglese, per un investimento immobiliare, per prendere la residenza, per lavorare, per trasferire il tuo business.

L’indagine della Commissione Europea, mostra come il dato di Malta sia superiore del 12% rispetto alla media e  con un livello dell’ Economic Sentiment Index pari a 112.3

Il sentimento straordinariamente positivo è sostenuto da quanto espresso dai consumatori privati e famiglie e dalle imprese dei servizi e industriali con una crescita della domanda e dei posti di lavoro offerti

Malta è l’unico paese Europeo che vede la situazione finanziaria delle famiglie in miglioramento e con previsioni future di ulteriore consolidamento positivo grazie all’aumento del potere di acquisto e al continuo calo della disoccupazione

Con l’EURO in comune alcuni fanno i fatti e si danno traguardi sfidanti che vengono raggiunti sistematicamente, troppi fanno solo promesse future e scelte quotidiane che distruggono la competitività del sistema e la reputazione dei cittadini….. a ognuno la scelta da che parte stare, vivere, investire e lavorare

Secondo una indagine della Coldiretti il 51% dei giovani Italiani, gli under 35,  ha sempre meno fiducia ed è disposto ad andarsene all’estero. La ragione principale che spinge le giovani generazioni a lasciare l’Italia sono queste 4:

  1. un paese fermo in cui non si prendono mai decisioni per il 19%
  2. per il 18% punta il dito sulle tasse
  3. il 17% chiama in causa la mancanza di lavoro
  4. a pari merito con la mancanza di meritocrazia.

http://www.maltatoday.com.mt/business/business_news/48215/malta_with_highest_level_of_optimism_in_eurozone#.VLIpXyuG-So

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