Ombelico del mondo, dove agli expatriates piace vivere e lavorare

Ombelico del mondo, dove agli expatriates piace vivere e lavorare – iscritti AIRE

L’ Ombelico del mondo, questo il titolo ed il ritornello di un pezzo del 2000 di un cantautore italiano di gran successo, ma anche la visione che molti hanno rispetto al paese ed alla città dove sono nati e dove vivono da sempre.

Anche i poteri secolari hanno sostenuto per millenni che la terra fosse il centro del sistema solare, e accade ancora oggi dove troppi usano il marketing, la manipolazione, la narrazione per non vedere la realtà, anzi per modificare la percezione della realtà, sino a cambiare il pensiero delle persone.

La verità scientifica o la vera esperienza delle persone e degli individui conta sempre meno, avvolta da una nebbia offuscante e manipolatrice.

Pensate che l’ EMA (agenzia europea del farmaco), in procinto di trasferirsi da Londra Canary Wharf (a parte il clima, oggettivamente un gran bel posticino se non ci fosse la Brexit) in una nuova località europea, ha lanciato un’indagine tra i suoi 900 funzionari e le 5 città europee preferite sono risultate essere:

Amsterdam, Barcellona, Vienna, Milano, Copenhagen (il direttore dell’agenzia è Italiano)

Provate ora a confrontare queste percezioni e scelte con i risultati della nuova indagine di Internation/expat insider fatta su un campione di migliaia di Expatriates che nel mondo e in tutte queste città ci vivono e lavorano da tempo

Dovete purificare questa survey dalle città NON EU, da alcune variabili come quella di Malta che, essendo una sorta di città stato, non è presente nella classifica delle città ma al 7 posto di quella dei paesi.

Milano, l’ ombelico del mondo di molti Italiani è al 43 posto e Roma fuori classifica, mentre Dublino e Parigi sono tra i peggiori 50….. Amsterdam al 5 posto.

Ma allora, quanto conta l’esperienza vera e non mediata? Dare valore e condividere quella degli altri senza basarsi solo sulle proprie convinzioni, è il primo passo che mostra che siamo pronti a cambiare le nostre percezioni, influenzate dal guardare troppo il nostro ombelico, che non è sempre quello del mondo.

Ormai i giochi per l’ EMA sono fatti, voi intanto divertitevi a fare le vostre scelte, noi qualche esperienza, practice e consigli l’ abbiamo, che sia per individui, famiglie o corporations -AIRE

MALTAWAY: UN SUPPORTO PROFESSIONALE PER INVESTIRE, FARE BUSINESS E VIVERE A MALTA

Trasferire a Malta la residenza, la tua vita, i tuoi familiari, il tuo business, il tuo patrimonio, significa migliorare la gestione del tuo rischio
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Siamo a vostra disposizione per assistervi in un percorso professionale, dalla fase di analisi e pianificazione fino all’effettivo realizzo del trasferimento a Malta di persone, assets, ridomiciliazione o costituzione di societa’, con individuazione delle soluzioni piu’ idonee al proprio profilo reddituale e patrimoniale, attraverso pacchetti di advisory specifici.
Potremo valutare insieme le vostre specifiche necessità e fornirvi le risposte adeguate per identificare i servizi offerti da MALTAway e le opportunità di Malta rispetto all’Italia e ad altri paesi in Europa o extra Europei
Il trasferimento verso migliori sistemi Paese di capitali, cervelli, energie e competenze non si ferma, qui a Malta e da Malta solo geograficamente vicina all’Italia, trovi un ecosistema di professionisti per i servizi necessari per la tua vera internazionalizzazione.
Noi ti possiamo offrire i nostri servizi di advisory completi:

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The Best (and Worst) Cities for Expats in 2017

With an unexpected winner in first place and the famous “City of Lights” in the bottom 3, the Expat City Ranking 2017 offers some interesting insights into urban life abroad.
#1 Manama makes it easy for expats to get settled: an impressive 92% of respondents agree that living there without speaking Arabic is not hard.
#2 Prague shines in regard to work, making it into the top 10 for every subcategory of the Urban Work Life Index.
#3 Madrid may not be the place to go for your career but delights with excellent leisure options and great weather.
Expats in Lagos and Jeddah are unhappy with their work life and the local quality of living, while expats in Paris have a hard time getting settled.
Expat Destinations: The Top Cities in 2017

Expat Destinations: The Top Countries in 2017

 

Malta, in banca o al bancomat prelevi tutto quello che ti appartiene

Qui a Malta la proprietà privata è sacra, compresa quella per il tuo denaro, cash o elettronico.

MALTA:

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La società è inclusiva verso chi ne ha davvero bisogno, ma qui inclusiva non significa affatto includere chi ha comportamenti criminali di qualsiasi natura, che si tratti di cittadini del paese o stranieri

Vi aspettiamo a Malta con

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ITALIA:

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In Italia invece ricambiano le regole riguardo ai prelievi dai propri conti correnti, in particolare per quel che riguarda i bancomat. Novità che fanno parte di quel pacchetto di decisioni da parte del Governo Renzi, con la normativa che in questo momento stabilisce che l’uso del contante è di fatto vietato a partire da una cifra che superi i 3000 euro.

E proprio in relazione all’utilizzo eccessivo dei contanti rientra anche l’emendamento approvato nel decreto fiscale che, di fatto, potrebbe cambiare e non poco i movimenti sui conti correnti. Con il nuovo decreto fiscale adesso le nuove regole fissano un limite ai prelievi giornalieri o nell’arco di 30 giorni: mille euro al giorno e 5mila mensili di fatto sono i nuovi limiti fissati. Ma cosa succede se si superano queste soglie?

Chi preleverà una somma che supera i mille euro in un giorno o i cinquemila in un mese rischia seriamente di entrare nel mirino del Fisco e dell’Agenzia delle Entrate. Le norme fiscali in merito, infatti, prevedono che scattino delle sanzioni nel momento in cui chi ha il conto corrente non riesce a giustificare le somme che vi sono depositate.

Le nuove regole riguardano la lotta al nero e all’evasione fiscale e prevedono che commercianti, imprenditori, ma anche risparmiatori effettuino i pagamenti utilizzando metodi rintracciabili, quindi assegni, carte di credito, bancomat o bonifici, limitando al massimo l’utilizzo di contanti. Nel caso di prelievi troppo frequenti e sostanziali, infatti, se i titolari del conto corrente non riusciranno a giustificare le somme depositate potranno essere pesantemente sanzionati, anche con la tassazione del reddito. Nel caso, dunque, di spese e prelievi è consigliabile conservare la relativa documentazione, cioè possibili fatture, scontrini o ricevute da usare per l’eventuale contestazione del Fisco.

https://it.finance.yahoo.com/notizie/bancomat-novita-in-arrivo-per-chi-preleva-122834256.html


Oltre 1000 o 5000 euro scatta la presunzione di compensi per i prelievi non giustificati.

Dal 16 Nov 2016, chi preleva dal conto corrente una somma superiore a mille euro in un giorno o a cinquemila euro in un mese potrebbe essere oggetto di indagini da parte dell’Agenzia delle entrate. Viene infatti fissato un limite numerico alle operazioni sul proprio conto oltre il quale scatterà automaticamente una presunzione di “nero” qualora il contribuente non riesca a dimostrare il contrario. È questo l’emendamento più allarmante appena approvato al decreto fiscale e che rischia di costituire un vero e proprio spauracchio per contribuenti e risparmiatori. Difatti, benché la normativa sulla tracciabilità dei pagamenti stabilisce che l’uso dei contanti è vietato solo a partire da 3.000 euro, e nonostante i chiarimenti ministeriali secondo cui tale limite non si applica a prelievi e versamenti sul conto corrente (per i quali non vi è alcun tetto), la nuova norma vorrebbe imporre ai correntisti un vincolo particolarmente forte, almeno per quanto riguarda gli imprenditori. Ma procediamo con ordine.

Soldi sul conto corrente: cosa ne puoi fare?

Se è vero che nel conto corrente ci sono soldi tuoi e, in linea teorica, dovresti essere libero di farne quello che vuoi, ivi compreso prelevarli nella misura e nei tempi che preferisci, di fatto non è così: salvo per i professionisti (per i quali sussiste una sentenza della Corte Costituzionale che li salva da questo regime [1]), tutte le volte in cui le cause del prelievo o del versamento in banca non possono essere dimostrate al fisco, quest’ultimo (o meglio, l’Agenzia delle Entrate) può presumere che, dietro l’operazione, si nasconda un’attività in nero. Scatta quindi il recupero a tassazione di quel reddito. Insomma una vera e propria sanzione per chi non sa dire da dove provengono o dove finiscono i suoi soldi sul conto corrente. Un principio che la legge stabilisce, in modo netto e chiaro per gli imprenditori, ma che spesso è stato applicato anche ai lavoratori dipendenti. La possibilità di effettuare un accertamento fiscale per prelievi o versamenti consistenti di denaro sul conto non ha salvato, infatti, in passato, neanche il lavoratore con reddito fisso, come il normale lavoratore dipendente (di norma ritenuto sempre al riparo dai sospetti dell’Agenzia delle Entrate). La giurisprudenza, infatti, ammette – sebbene non in via sistematica, ma solo laddove le evidenze di una possibile evasione fiscale siano conclamate – gli accertamenti bancari anche sui risparmiatori. Sicché è sempre bene, anche in tali ipotesi, conservare traccia dell’impiego del denaro contante a seguito di prelievo o versamento.

Si tratta, ovviamente, solo di una «presunzione» contraria al contribuente, che opera per di più in automatico, ma che consente sempre la prova contraria. Una prova, tuttavia, non sempre facile da raggiungere atteso che, spesso, dopo molto tempo, si perde traccia e memoria delle ragioni dei propri spostamenti monetari. Ecco allora che, oltre a una corretta causale, è sempre meglio conservare un archivio con le pezze giustificative dell’impiego di consistenti somme di denaro.

La nuova norma

La nuova norma vuole imporre un limite numerico per le presunzioni sui prelievi degli imprenditori e imprese: la possibilità che il prelievo divenga ricavo sussisterà al superamento di limiti giornalieri e mensili fissati, rispettivamente, a mille e 5 mila euro. Viene così integralmente riscritta la norma [2] in base alla quale i prelievi possono costituire “compensi”. Il legislatore interviene affermando come la norma in questione potrà operare al ricorrere di un requisito «numerico»: la presunzione contraria al contribuente, per i prelievi non giustificati, scatterà solo se viene superato il limite giornaliero di mille euro e, comunque, quello di 5 mila euro mensili. Entro invece tale limite siamo dinanzi a una sorta di «franchigia» entro la quale il problema non dovrebbe sussistere. Al contrario, superate le predette soglie la norma potrebbe essere azionata ma, si ritiene, soltanto per l’eccedenza rispetto alle stesse.

La presunzione legale continuerà, quindi, ad operare soltanto per le somme che superano tali importi, in relazione alle quali si ritiene resti possibile fornire la prova contraria dimostrando «la loro coerenza con il tenore di vita rapportato al volume d’affari dichiarato».

 

[1] C. Cost. sent. n. 228/2014.

[2] Art. 32, comma 1, n. 2) del dpr 600/73.

La Bussola del Successo: le regole per essere vincenti, restando liberi

La Bussola del Successo: le regole per essere vincenti, restando liberi – Paolo Gallo

Rizzoli-Etas, disponibile dal 1 Settembre 2016

« Il Viaggio più importante della nostra vita non è quello in terre lontane ma quello dentro di noi »

Nel mio passato professionale ho ricoperto ruoli similari a quelli dell’autore ed ho sperimentato modelli di Leadership, Organizzativi e di Governance differenti, non rimasti sulla carta e nei codici etici o nelle interviste alla stampa, ma applicati realmente in alcune organizzazioni perchè gli stakeholders, che a partire dagli azionisti sono persone reali, le condividevano, rispettavano e promuovevano

Raramente in Europa mi sono trovato così allineato con il pensiero e l’azione che questa bussola rappresenta, questo è il motivo per cui lo condivido … libertà e responsabilità, la mia esperienza evidenzia che i piccoli e quasi innocui compromessi portano alla rovina delle organizzazioni (a parte quelle protette dagli oligopoli) e alla disfatta della libertà degli individui

Vi invito a guardare ad esempio il caso recente di Wells Fargo (Wells Fargo and the Slippery Slope of Sales Incentives, even a strong compliance function can’t counteract a compromised culture), la piú grande banca retail americana, dove il modello di compensation e la cultura aziendale stanno impattando pesantemente sul suo vertice (dimissioni di ieri) e sul suo business (interi stati americani che ritirano i mandati per centinaia di milioni di dollari).

…. “Ma così i peggiori selezionano i peggiori. Non esiste speranza di miglioramento, per le organizzazioni che non funzionano. Sta dicendo, in pratica, che Diego Piacentini di Amazon avrebbe fatto bene a restarsene lì, invece che accettare la missione di digitalizzare la pubblica amministrazione italiana…
Dal punto di vista dell’organizzazione è un bene che ci sia gente che prova a cambiare i contesti che non funzionano. Ma io guardo agli individui. A un giovane consiglierei tutta la vita di evitare di fare Don Chisciotte con i mulini a vento” ….

A questo proposito e per confronto, vi invito a leggere, osservare e capire, il caso dell’Estonia, un piccolo paese parte dell’Europa dove per necessità e volontà condivisa dalla maggioranza del paese, anche contro gli interessi di albi professionali, dipendenti pubblici ecc., è stato messo al vertice dei processi della pubblica amministrazione un CIO (Taavi Kotka) con pieni poteri e deleghe che ha saputo dare una svolta alla digitalizzazione del paese… i risultati sono visibili a tutti e reali (a ‘country as a service’), oppure a vedere i successi di Malta dove ora vivo nelle practice di e-Government. Insomma, ci sono gli individui e le tribù … la loro relazione con l’ambiente è il cambiamento, ci si attrae per valori comuni e ci si allontana per comportamenti non condivisi

MALTAWAY, per il tuo CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, BOARD GOVERNANCE & NON EXECUTIVE DIRECTOR (NED) 

maltaway-gallo-bussola-del-successo

Siamo agli inizi della quarta rivoluzione industriale, in un’epoca veloce, alle volte brutale e di radicale trasformazione, non solo tecnologica. Abbiamo bisogno di ancorare la nostra vita di lavoro con i nostri valori. Il libro “La bussola del successo” ridefinisce il concetto di “avere una carriera di successo”. Non una corsa forsennata, tutti contro tutti, in cui pochi eletti vincono – alcuni imbrogliando – ma qualcosa di più profondo, significativo e rilevante, possibile per tutti noi. Sono pagine ed insegnamenti che ci aiuteranno a ragionare, basati su studi, ricerche e storie vere, collezionate in 25 anni di esperienza dell’autore. Questo libro aiuta a fermarsi a riflettere su chi siamo, cosa rappresentiamo e come possiamo avere una carriera di successo autentico con la nostra integrità, passione e talento. Tutti noi possiamo avere una carriera di successo e sviluppare il nostro talento. Tutti noi possiamo diventare eroi positivi, imparare le regole per essere vincenti, rimanendo liberi.

Paolo Gallo è Chief Human Resources Officer al World Economic Forum dal 2014. E’ stato Chief Learning Officer presso la Banca Mondiale a Washington DC e per sei anni come Direttore delle Risorse Umane presso la BERS a Londra. Paolo Gallo ha lavorato alla International Finance Corporation a Washington DC e all’inizio della sua carriera presso Citigroup Investment Banking a Milano, Londra e New York. Paolo Gallo è un coach certificato presso la Georgetown University, laureato presso l’Università Bocconi di Milano e Chartered Fellow FCIPD, Regno Unito, collabora con l’Università Bocconi e Hult-Ashridge Business School UK

Intervista all’autore pubblicata su LINKIESTA «Le regole per lavorare felici? Seguite il talento, non la passione. E non sacrificate la libertà per il successo»

Amazon (carta)

Kobo (ebook)

Anteprima del Libro:

Introduzione

IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA

Mio padre aveva fatto una promessa impegnativa a me e a mia sorella gemella: sarebbe stato presente per il nostro primo giorno di scuola. Lavorava in Brasile e ritornava in Italia solo due volte all’anno, in agosto e a Natale. Giunto finalmente il fatidico giorno, quando ci svegliammo nostro padre non era a casa. Provammo una grande delusione, stemperata però dall’eccitazione di cominciare la scuola. Il primo giorno passò velocemente; quando squillò la campanella d’uscita, mio padre ci stava aspettando ai cancelli. Vederlo fu per me una gioia incontenibile e, insieme a mia sorella, gli saltai in braccio. Durante il tragitto per tornare a casa, lo inondammo con le nostre storie: cosa avevamo fatto, i nomi dei nuovi compagni di scuola, la maestra, la lavagna con tutti i gessetti colorati, la mappa dell’Italia sulla parete. A casa, durante il pranzo continuammo a raccontare. Alla fine del pasto mio padre volle parlare prima con mia sorella e poi con me; quindi lo seguii in salotto, dove mi invitò a sedermi di fronte a lui. Restò in silenzio alcuni secondi, poi mi guardò negli occhi e mi disse: “Paolo”, era la prima volta che mi chiamava con il mio nome, in famiglia per tutti ero sempre Paolino. “Paolo, da domani non dire che cosa hai fatto, ma chiediti se ami quello che fai, che cosa hai imparato e se sei riuscito ad aiutare gli altri: il resto non conta.” Mi mise una mano sulla spalla, mi guardò ancora negli occhi, come se fossi un adulto, e si alzò. Poche ore dopo, riprese l’aereo per tornare in Brasile: aveva mantenuto la sua promessa. Tra i milioni di parole che ho ascoltato e letto nel tempo, quella frase di mio padre, pronunciata il 1° ottobre 1969, è quella che ha maggiormente influenzato la mia vita. Cosa ho appreso da quella frase? Ho imparato a non pensare alle risposte corrette se non ho formulato le giuste domande: amo quello che faccio? Sto imparando qualcosa? Sto aiutando qualcuno? Il resto non conta. Lavoro da molti anni come responsabile della funzione del personale, chiamata anche Human Resources: nello svolgere il mio lavoro, ho potuto verificare quanto sia più importante partire dalle domande giuste, piuttosto che cercare di indovinare le risposte. Albert Einstein disse: “Se avessi solo un’ora per risolvere un problema e la mia vita dipendesse dalla soluzione, passerei i primi 55 minuti a capire quale sia la domanda giusta da porsi”. Ho potuto osservare centinaia di carriere e mi sono chiesto: “Come mai solo alcuni di noi hanno successo, molti si limitano a sopravvivere e tanti, troppi, falliscono?”. Abbiamo scelto un lavoro in base alla nostra passione e al nostro talento? Abbiamo capito le regole del gioco, la cultura organizzativa, per evitare di essere lost in translation, perduti nella traduzione? Siamo riusciti a costruire la fiducia, di chi ci possiamo fidare? Che prezzo siamo disposti a pagare per far carriera? Quando è il momento giusto di andarsene? Come valutiamo il successo professionale? Come rimanere liberi? Cosa conta veramente? Questo libro cerca, sempre partendo da domande, di fornire spunti di riflessione, strumenti e suggerimenti pratici per avere, o per meglio dire, essere una carriera di successo definita però secondo parametri decisi da noi stessi, non da altri e certamente non impostati solo sul profitto e su come fare carriera a tutti i costi, senza riflettere sulle conseguenze. Lo so, alcuni mi prenderanno per matto o anche peggio, mi considereranno una persona viziata e choosy e mi ricorderanno che è già un miracolo avere un lavoro. Sono argomenti comprensibili: anche solo ipotizzare di scegliere un lavoro, considerati i tassi di disoccupazione altissimi, può sembrare un’utopistica via di mezzo tra un lusso di altri tempi e un sogno poco realistico, se non addirittura irrealizzabile. Invece io sono convinto dell’esatto contrario. Solamente scegliendo e costruendo una carriera allineata ai nostri valori, ai nostri scopi e alle nostre motivazioni profonde, saremo in grado di fare un ottimo lavoro e di conseguenza avremo successo e gratificazioni. In questo piccolo gioco di parole, si cela uno dei segreti: se scegliamo consapevolmente la professione e la cultura giusta per noi stessi, non faremo un lavoro ma saremo il lavoro che facciamo. Parlo di autenticità, di essere ciò che facciamo, di non recitare per otto ore al giorno. Ho partecipato alla festa di pensionamento di una persona che aveva passato 28 anni nella stessa organizzazione. La sua ultima frase è stata: “Sono venuta in ufficio per quasi trent’anni, ma ho sempre lasciato il cuore a casa mia”. Una tristezza infinita, una vita professionale buttata al vento, un talento sprecato, tanti anni di recite mediocri, per giunta pagata maluccio. Ne valeva la pena? Se scegliamo una carriera sulla base di criteri erronei o stabiliti da altri, saremo eventualmente costretti a recitare in una squallida commedia scritta da altri in cui abbiamo solo una particina insignificante. Quando andiamo al ristorante chi sceglie cosa mangiamo? Noi vero? Bene, se siamo perfettamente capaci di scegliere in autonomia su questioni marginali come un piatto al ristorante, a maggior ragione abbiamo il dovere di farlo riguardo alla nostra carriera, perché siamo noi gli autori delle nostre scelte professionali. A questo proposito, Viktor E. Frankl, autore del libro Uno psicologo nei lager, ci ha lasciato un insegnamento fondamentale: ci possono portare via tutto ma non la possibilità di compiere scelte autonome, anche nelle situazioni più disperate. Il volume è composto da storytelling, storie tratte da varie fonti, come la mitologia greca, lo sport, la politica statunitense, la storia, brevi casi aziendali e personali, fatti di cronaca e alcuni concetti e teorie di management e coaching, insieme a molte citazioni di libri, film, canzoni, articoli, video, discorsi, pagine web che hanno contribuito alla narrativa. Mi rendo conto di aver sempre giocato in trasferta, trascorrendo 23 anni all’estero: 12 a Washington, nove a Londra e due a Ginevra, dove vivo adesso. Ho avuto la fortuna di lavorare con persone straordinarie, in più di 60 nazioni diverse. Questa esperienza ha certamente contribuito a offrirmi una prospettiva particolare, incluse le lenti attraverso le quali osservo l’Italia, che, come disse Leonardo Sciascia, “da lontano duole di meno”. La mia vicenda professionale e soprattutto quella umana mi hanno convinto che tutte le persone hanno almeno un talento particolare che aspetta solo di essere scoperto, incoraggiato e utilizzato. Sono convinto di poter essere d’aiuto, di poter dare una mano e di convincervi non solo a non arrendervi ma a utilizzare strategie e sentieri che non pensavate esistessero. Le storie che leggerete sono tutte vere: svelerò segreti, mostrerò trucchi, offrirò strumenti, sperando possano essere utili, pragmatici e anche divertenti. Allo stesso tempo vorrei chiarire che non sarò certo io a fornirvi la Risposta che state cercando né tantomeno a dirvi cosa dovete o non dovete fare. Che titolo avrei per farlo? Il mio ruolo sarà quello di aiutarvi a formulare la domanda giusta e di accompagnarvi nel viaggio. Infatti, nessuno può fornirci le risposte corrette, dobbiamo trovarle dentro di noi. Il successo professionale non è un miracolo o un colpo di fortuna; se non riusciamo a ottenere questo successo, non possiamo incolpare qualcun altro: siamo noi a guidare la nostra vita, abbiamo sempre scelte da compiere, da persone libere, sapendo che la felicità consiste nel viaggio, non nell’arrivare. Nel viaggio non saremo mai soli, starà a noi scegliere i compagni di ventura. Il libro è diviso in tre parti: Passione, La bussola, Libertà. La domanda che caratterizza il Capitolo 1 è: “Come scoprire qual è la nostra Passione?”. Io lo imparai da un artista di strada, Gerardo, che dipingeva acquerelli nella via principale di Antigua, uno stupendo villaggio coloniale negli altipiani del Guatemala. Su questa strada c’erano moltissimi artisti che disegnavano paesaggi, ma le opere di Gerardo mi colpirono molto: avevano una luce particolare. Durante una giornata di pioggia torrenziale, notai che sulla via non c’erano artisti eccetto Gerardo che, sotto un ombrellone, continuava imperterrito a disegnare. Lo raggiunsi per acquistare un suo acquerello, ma aveva a disposizione solo quello che stava ultimando. Gli chiesi il prezzo per quella sua opera, mi rispose: “50 dollari”. Cercai di ottenere uno sconto perché non era terminata. Gerardo mi rispose che abitualmente vendeva i suoi acquerelli a 25 dollari, ma per quello che volevo comperare dovevo pagarne 50. Non capivo. Gerardo mi disse: “Ti faccio pagare il doppio perché tu mi neghi la gioia che provo nel terminare un lavoro che amo”. Gli diedi 50 dollari, felice di aver imparato una lezione indimenticabile, senza prezzo. La seconda parte del libro, La bussola, ci aiuterà a orientarci e si sviluppa in vari capitoli basati su una serie di domande. Nel Capitolo 2 ci chiederemo: “Come capire quale sia il Villaggio, la cultura giusta per noi?”. Dopo un’introduzione teorica su cosa sia la cultura, avrete a disposizione strumenti pratici per capire la cultura di un’organizzazione. Nel Capitolo 3 risponderemo alla domanda: “Come facciamo ad arrivare dove vogliamo, farci assumere dall’organizzazione che fa per noi?”. In questo capitolo otterrete molti suggerimenti pratici e utili come, per esempio, scrivere un curriculum, affrontare un colloquio, sapere se le organizzazioni vi dicono la verità. Il Capitolo 4 risponde a un interrogativo chiave: “Come ottenere fiducia, sapendo che questa è l’ingrediente più importante in ogni relazione?”. Qui troverete una formula con tutti gli elementi che contribuiscono a creare, o distruggere, la fiducia. Il Capitolo 5 sarà dedicato alle domande: “Di chi ci possiamo fidare? Come capire le regole del gioco?”. Entreremo in uno zoo – o forse dovrei scrivere in una giungla – dove troveremo vari tipi di animali che dobbiamo assolutamente imparare a distinguere. Vi sorprenderò dimostrandovi che siamo circondati da eroi invisibili o abbiamo, ora e qui, la possibilità di diventarlo anche noi. Il Capitolo 6 ci porrà di fronte a un quesito fondamentale, che ci costringerà a scavare profondamente nella nostra anima: “Quale prezzo siamo disposti a pagare per far carriera?”. Condividerò con voi storie di persone che hanno fatto un “patto con il diavolo”. Anche la terza parte del libro, Libertà, sarà caratterizzata da domande. I temi del Capitolo 7 saranno: “Come fare carriera? Cosa ci può aiutare? Quali errori dobbiamo evitare?”. “Should I stay or should I go?” scandisce il Capitolo 8: quando è il momento giusto di andarsene da un’organizzazione? Come veniamo veramente valutati? L’ultima parte del libro viene sviluppata nel Capitolo 9: “Cosa conta davvero? Cosa vuol dire avere successo secondo i nostri valori come persone, non in base a criteri stabiliti da altri? Qual è il vero capitale di cui noi siamo responsabili?”. Buona lettura, buon divertimento e buon viaggio.

MALTA il paese leader in Europa nei servizi di eGovernment per cittadini e imprese

MALTA il paese leader in Europa nei servizi di #eGovernment per cittadini e imprese … come il Sud del Mediterraneo batte il Centro e Nord Europa

Fatti non parole, noi lo abbiamo capito e provato prima di te e siamo pronti a guidarti per una tua scelta di vita, di investimento, di impresa. Il mondo corre , se tu cammini resti indietro, ci sono giurisdizioni e sistemi paese più competitivi del tuo e capaci di attrarre capitali, investimenti e persone …MALTA per voi con www.maltaway.com

MALTAWAY: INVESTIRE A MALTA NELLE ACQUE TRANQUILLE DI UN PAESE STABILE E SICURO

Trasferire a Malta la residenza, la tua vita, i tuoi familiari, il tuo business, il tuo patrimonio, significa migliorare la gestione del tuo rischio

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Malta has been reconfirmed as leader in the delivery and performance of eGovernment services amongst 34 countries, namely the 28 European Union member states together with Iceland, Norway, Serbia, Switzerland, Turkey and Montenegro.

Malta has just been reconfirmed as leader in the delivery and performance of eGovernment services amongst 34 countries (28 European Union member states together with Iceland, Norway, Serbia, Switzerland, Turkey and Montenegro).  The results were published in the eGovernment Benchmark Report 2016 issued earlier today by the European Commission. (http://bit.ly/EUeGovBenchmark16)
The benchmarking study carried out by Capgemini, Sogeti, IDC, and the Politecnico di Milano measures four top-level indicators as well as compares the performance of eGovernment services between the participating countries.  As in last year, Malta has again attained an exceptional result by leading in all the top-level indicators and ranking first in the overall results.
The first indicator is User Centricity, where the report measures the online ‘availability’ and ‘usability’ of eGovernment services.  Malta has ranked first in both measurements and also in the overall indicator, with a score of 95%, 18 percentage points more than the EU average.
The second indicator, Transparency, examines the extent to which governments are transparent about their own responsibilities and performance, the service delivery process, and the personal data involved.  The EU average score in this indicator is 55%; Malta is clearly ahead of all other participating countries with a score of 97%.
Figure 1 – Transparency
(Source: European Commission (2016), A turning point for eGovernment 
development in Europe? – Background Report, p.31)
The third indicator, Cross Border Mobility, assesses governments’ ability to provide businesses and citizens seamless access to online public services when they are away from their home country.  Once again, Malta leads the rankings with an overall score of 89%, 34 percentage points more than the EU average.
Malta is also leading in the fourth indicator Key Enablers which measures the availability of a number of technical elements which are deemed important for the delivery of eGovernment services.  Malta achieved an overall score of 98%, 44 percentage points more than the EU average.
Figure 2 – Key Enablers
(Source: European Commission (2016), A turning point for eGovernment 
development in Europe? – Background Report, p.39)
Hon Emmanuel Mallia, Minister for Competitiveness and Digital, Maritime and Services Economy welcomed these excellent results.  Hon Mallia reaffirmed the Government’s support towards the implementation of the Digital Single Market Strategy, which was launched by the European Commission in 2015.  “The Government is committed to deliver innovative and secure eGovernment services aimed at opening up digital opportunities for both citizens and businesses alike and enhance Malta’s position as a leader in the digital economy.” added Hon Mallia.
Mr Tony Sultana, Executive Chairman of the Malta Information Technology Agency (MITA), said that such positive results reflect the incessant drive of the Agency to produce secure, transparent and user centric online services.  “This year, the Office of the Principal Permanent Secretary has increased impetus to make online services accessible through mobile devices.  In collaboration with the Office of the Prime Minister, MITA and various Ministries, are developing a number of mServices thus paving the way towards achieving Government’s commitment to reach out to a wider spectrum of audiences through different channels.” concluded Mr Sultana.
The eGovernment Benchmark 2016 Insight Report is available at: http://bit.ly/EUeGovBenchmark16-Insight
The eGovernment Benchmark 2016 Background Report is available at: http://bit.ly/EUeGovBenchmark16-Background

Malta’s citizenship scheme takes top spot

Malta’s citizenship scheme takes top spot

This was the second year running that Malta ranked first.

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RELOCATE? MALTAway is your way to Corporate & Assets Governance, World Class, MALTA, Worldwide

The study put under the spotlight seven other countries that also offer a citizenship by investment programme.

“For improved visa-free travel, permanent relocation and financial security, Malta is the way to go” the report says.

Malta’s Individual Investor Programme earned a score of 73 out of 100, ahead of Cyprus and Antigua and Barbuda. The Caribbean states St Kitts and Nevis and St Lucia and Dominica were ranked penultimate and last, respectively.

Malta’s excellent reputation, splendid climate, very friendly people and low crime rate offering a great quality of life were some of the reasons for its excellent ranking, as cited by Henley & Partners. Other positive factors were the right to settlement in all 28 EU member states and visa-free travel to 168 countries including the EU, US and Canada.

The report also ranks global residence programmes, where Malta ranked in fourth place behind Portugal, Belgium and Austria in decreasing order. In this case, beneficiaries do not become citizens but acquire residence status.

Rolled out in 2013, the IIP allows wealthy individuals to a buy a Maltese passport against a payment of €650,000, a property investment of €350,000 and an additional contribution of €150,000 in government bonds.

The programme drew huge criticism amid concerns that its beneficiaries, whose names are published alongside all naturalised Maltese persons, would be shady individuals with no genuine link to the island.

Subsequently, the government was forced by the EU to introduce a residence clause whereby each applicant would need to live in Malta for a minimum of 12 months.

This is MALTA with MALTAway, to live, work, invest…to enjoy it

 

This is MALTA with MALTAway, to live, work, invest…to enjoy it

Thanks a lot to the people living here

This is just the first of many more videos to come which will showcase various parts of Malta and Gozo. The purpose of this video is to promote our beautiful country with the people who underestimate an island of this size.

Walking or riding …World Class, MALTA, Worldwide

Automatic Exchange of Information
Committed Countries

On 1 January 2016 the automatic exchange of financial account information in tax matters came into effect. Ignorance is of course no excuse and ignoring the matter can result in trouble.

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What is Automatic Exchange of Information (AEoI)?

It is a Global Common Reporting and Due Diligence Standard (CRS) which is developed by the Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD) in cooperation with G20 and the European Union. As per latest available update 89 countries have committed to implement AEoI either by September 2017 or September 2018. In terms of AEoI’s implementation, the CRS will need to be translated into domestic law, whereas the Competent Authority Agreements can be executed within existing legal frameworks such as Article 6 of the Multilateral Convention on Mutual Administrative Assistance in Tax Matters or the equivalent of Article 26 in bilateral Double Tax Treaties.

In plain English, governments participating in this will obtain detailed account information from their financial institutions and exchange that information automatically with other jurisdictions on an annual basis. The purpose behind this initiative is the protection of the integrity of the tax systems of each participating country and suppress the tax evasion through offshore jurisdictions.

What will be reported and by whom?

All financial institutions (banks, custodians, treasury, brokers, certain collective investment vehicles and specified insurance companies) will report the following information:

  • Investment income (interest, dividends, income from certain insurance contracts);
  • Account balances;
  • Sales proceeds from financial assets; and
  • Other income generated with respect to assets held in the account or payments made with respect to the account.

Reportable accounts and persons

  • Individual accounts (name, address, residency, TIN, date & place of birth);
  • Corporate accounts (trusts & foundations) (name, address, residency, TIN)
  • Individuals that ultimately control the entities, trusts and foundations (passive NFE) (name, address, residency, TIN, date & place of birth);
  • Estate of decedents.

Which countries are participating and when?

Country Reporting Date
Albania Albania Sept 2018
Andorra Andorra Sept 2018
Anguilla Anguilla Sept 2017
Antigua and Barbuda Antigua and Barbuda Sept 2018
Argentina Argentina Sept 2017
Aruba Aruba Sept 2018
Australia Australia Sept 2018
Austria Austria Sept 2018
Bahamas The Bahamas Sept 2018
Barbados Barbados Sept 2017
Belgium Belgium Sept 2017
Belize Belize Sept 2018
Bermuda Bermuda Sept 2017
Brazil Brazil Sept 2018
British Virgin Islands British Virgin Islands Sept 2017
Brunei Darussalam Brunei Darussalam Sept 2018
Bulgaria Bulgaria Sept 2017
Canada Canada Sept 2018
Cayman Islands Cayman Islands Sept 2017
Chile Chile Sept 2018
China China Sept 2018
Colombia Colombia Sept 2017
Cook Islands Cook Islands Sept 2018
Costa Rica Costa Rica Sept 2018
Croatia Croatia Sept 2017
Curacao Curaçao Sept 2017
Cyprus Cyprus Sept 2017
Czech Republic Czech Republic Sept 2017
Denmark Denmark Sept 2017
Dominica Dominica Sept 2017
Estonia Estonia Sept 2017
Faroe Islands Faroe Islands Sept 2017
Finland Finland Sept 2017
France France Sept 2017
Germany Germany Sept 2017
Ghana Ghana Sept 2018
Gibraltar Gibraltar Sept 2017
Greece Greece Sept 2017
Greenland Greenland Sept 2017
Grenada Grenada Sept 2018
Guernsey Guernsey Sept 2017
Hong Kong Hong Kong (China) Sept 2018
Hungary Hungary Sept 2017
Iceland Iceland Sept 2017
India India Sept 2017
Indonesia Indonesia Sept 2018
Ireland Ireland Sept 2017
Isle of Man Isle of Man Sept 2017
Israel Israel Sept 2018
Italy Italy Sept 2017
Japan Japan Sept 2018
Jersey Jersey Sept 2017
Kuwait Kuwait Sept 2018
Latvia Latvia Sept 2017
Liechtenstein Liechtenstein Sept 2017
Lithuania Lithuania Sept 2017
Luxembourg Luxembourg Sept 2017
Macao Macao (China) Sept 2018
Malaysia Malaysia Sept 2018
Malta Malta Sept 2017
Marshall Islands Marshall Islands Sept 2018
Mauritius Mauritius Sept 2017
Mexico Mexico Sept 2017
Monaco Monaco Sept 2018
Montserrat Montserrat Sept 2017
Nauru Nauru Sept 2018
New Zealand New Zealand Sept 2018
Netherlands Netherlands Sept 2017
Niue Niue Sept 2017
Norway Norway Sept 2017
Poland Poland Sept 2017
Portugal Portugal Sept 2017
Qatar Qatar Sept 2018
Romania Romania Sept 2017
Russia Russia Sept 2018
Saint Kitts and Nevis Saint Kitts and Nevis Sept 2018
Saint Lucia Saint Lucia Sept 2018
Saint Maarten Sint Maarten Sept 2018
Saint Vincent and the Grenadines Saint Vincent and the Grenadines Sept 2018
San Marino San Marino Sept 2017
Samoa Samoa Sept 2018
Saudi Arabia Saudi Arabia Sept 2018
Seychelles Seychelles Sept 2017
Singapore Singapore Sept 2018
Slovak Republic Slovak Republic Sept 2017
Slovenia Slovenia Sept 2017
South Africa South Africa Sept 2017
South Korea Korea Sept 2017
Spain Spain Sept 2017
Sweden Sweden Sept 2017
Switzerland Switzerland Sept 2018
Trinidad and Tobago Trinidad and Tobago Sept 2017
Turkey Turkey Sept 2018
Turks and Caicos Islands Turks and Caicos Islands Sept 2017
United Arab Emirates United Arab Emirates Sept 2018
United Kingdom United Kingdom Sept 2017
Uruguay Uruguay Sept 2018
Vanuatu Vanuatu Sept 2018

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