PENSIONI DETASSAZIONE e CONVENZIONE ITALIA MALTA doppie imposizioni

PENSIONI DETASSAZIONE e CONVENZIONE ITALIA MALTA doppie imposizioni
La normativa prevede che i redditi da  PENSIONI  possano essere trasferite all’estero e, in base alle Convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali, possano essere detassati in Italia con pagamento della tassazione nel nuovo paese di residenza, salvo le eccezioni previste nei singoli Trattati.
Le Convenzioni contro la doppia imposizione fiscale prevedono generalmente che le pensioni corrisposte a cittadini non residenti siano tassate in modo diverso a seconda che si tratti di pensioni delle gestioni previdenziali dei lavoratori pubblici o dei lavoratori privati.
Per verificare qual è il regime fiscale applicabile alla gestione previdenziale d’interesse è disponibile il testo relativo a ciascuna Convenzione in vigore contro le doppie imposizioni.
Pertanto, il pensionato che risiede all’estero può chiedere all’INPS l’applicazione delle Convenzioni per evitare le doppie imposizioni fiscali in vigore, al fine di ottenere, nei casi espressamente previsti, la detassazione della pensione italiana (con tassazione esclusiva nel Paese di residenza), oppure l’applicazione del trattamento fiscale più favorevole ivi indicato (es. imposizione fiscale in Italia solo in caso di superamento di determinate soglie di esenzione).
La Convenzione in vigore tra Italia e Malta (come quasi tutte le Convenzioni, eccezione solo TUNISIA alla fine, prevede un regime diverso per le pensioni degli ex dipendenti PRIVATI di cui all’art.18 e le Pensioni dei dipendenti PUBBLICI di cui all’art 19 paragrafo 2.
CONVENZIONE ITALIA /MALTA
Articolo 18 – Pensioni e annualita’. In vigore dal 8 maggio 1985 1. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 2 dell’art. 19, le pensioni e le altre remunerazioni analoghe, nonche’ le annualita’, pagate ad un residente di uno Stato contraente, sono imponibili soltanto in questo Stato.
Articolo 19 – Funzioni pubbliche. In vigore dal 8 maggio 1985 1. a) Le remunerazioni, diverse dalle pensioni, pagate da uno Stato contraente o da una sua suddivisione politica o amministrativa o da un suo ente locale a una persona fisica, in corrispettivo di servizi resi a detto Stato o a detta suddivisione od ente locale, sono imponibili soltanto in questo Stato. b) Tuttavia, tali remunerazioni sono imponibili soltanto nell’altro Stato contraente qualora i servizi siano resi in detto Stato e il beneficiario della remunerazione sia un residente di detto altro Stato contraente che: (I) abbia la nazionalita’ di detto Stato; o Convenzione del 16 luglio 1981 Pagina 12 (II) non sia divenuto residente di detto Stato al solo scopo di rendervi i servizi. 2. a) Le pensioni corrisposte da uno Stato contraente o da una sua suddivisione politica od amministrativa o da un suo ente locale, sia direttamente sia mediante prelevamento da fondi da essi costituiti, a una persona fisica in corrispettivo di servizi resi a detto Stato o a detta suddivisione od ente locale, sono imponibili soltanto in questo Stato. b) Tuttavia, tali pensioni sono imponibili soltanto nell’altro Stato contraente qualora il beneficiario sia un residente di questo Stato e ne abbia la nazionalita’.
Gli altri redditi seguono le altre normative specifiche previste dalla convenzione.
Ecco il link di riferimento per le condizioni e schemi di residenza a Malta http://www.maltaway.com/ residenza-pensionati-malta/ e gli Advisors di Maltaway , uno studio di consulenza legale, fiscale e di relocation internazionale, con avvocato italiano e maltese,  potranno fornire tutta la consulenza ed assistenza necessaria per richiedere la residenza, l’assicurazione sanitaria  e trasferire la pensione a Malta valutando la convenienza secondo schemi ordinari o speciali nonche’ supportare i clienti per tutti gli adempimenti necessari in Italia e non solo a Malta.

Malta, Italia, Europa: estero e mancata iscrizione AIRE per cittadino Italiano

Malta, Italia, Europa: Residenza estero e mancata iscrizione AIRE per cittadino Italiano

Ogni paese ha le sue regole ben distinte anche all’interno dell’Europa e dello spazio economico Europeo SEE e EFTA, sia per la domanda o permesso di residenza, sia per gli accordi bilaterali sulle doppie imposizioni … ma una cosa rimane costante se sei CITTADINO ITALIANO, ovunque tu sia residente, sono i vincoli formali e sostanziali per NON essere più considerato FISCALMENTE RESIDENTE in Italia

Questa considerazione è davvero rilevante sul lato patrimoniale (la vostra ricchezza, i vostri assets) e sul lato reddituale per qualunque categoria di reddito da quello da pensione o professionale

maltaway donna mare

TRIBUTARIO

Senza l’iscrizione all’Aire non c’è residenza in Svizzera

di Marco Nessi

Non può invocare la residenza fiscale svizzera il soggetto che, pur trascorrendo gran parte dell’anno all’estero, non sia iscritto all’Aire e svolga un’attività professionale, ancorché …

ma anche il contrario

La residenza non dipende dall’iscrizione all’Aire...  L’iscrizione all’Aire non è un elemento determinante per escludere la residenza fiscale in Italia, allorchè il soggetto abbia nel territorio la residenza (intesa quale abituale e volontaria dimora) ovvero il domicilio (inteso come sede principale degli interessi ed interessi economici.

 

Contattaci perchè cambiare paese e giurisdizione richiede conoscenza, esperienza, pratica INTERNAZIONALE, noi ti sappiamo consigliare e proteggere

MALTAway offre servizi integrati di Corporate Services, Tax & Legal, Management Consulting, Governance, Investment, Business Advisory, Relocation, rivolti al mondo Corporations, Business, Finance, HNWIs 

Riteniamo ci siano 4 elementi fondamentali per garantire un supporto unico e di valore alle persone e alle aziende:

  • 1) un team professionale che conosca e abbia esperienze di vita e professionali in Italia e a Malta, ma anche in diverse locations del mondo, per capire se e perchè Malta sia la soluzione ideale
  • 2) offrire un servizio chiavi in mano, capace di supportarvi sia sugli aspetti regolatori e fiscali di Malta, sia su quelli Italiani, per chiudere il cerchio e non lasciare aperti varchi potenzialmente pericolosi
  • 3) operare in loco una minuziosa selezione di partners locali,costruendo partnerships in grado di offrire le specifiche soluzioni necessarie a consentirvi di partire in poco tempo  con la massima efficacia
  • 4) e da ultimo, ma davvero importante, l’assenza di conflitti di interesse e l’ indipendenza sia nei Board sia nell’Advisory

MALTA, il paradiso dove trasferire la pensione INPS

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Leggi anche qui sulla fuga dei pensionati dall’Italia

Già superata la soglia dei cinquant’anni, con alle spalle oltre trent’anni di esperienza professionale nelle global corporations, una moglie avvocato e  un figlio che  fin dall’età di 15 anni si è trasferito  a studiare in Inghilterra, alcuni anni fa ho deciso di trasferirmi a  vivere a Malta. Questa decisione è scaturita dopo un’analisi di dettaglio di vari paesi dagli USA a Panama e Costa Rica, da Sydney a Singapore, dalla Svizzera alla Gran Bretagna, per capire e valutare tanti elementi come la qualità della vita, il costo, la sicurezza, il sistema sanitario e scolastico, l’efficienza e tanti altri fattori. Negli anni ho avuto contatti lavorativi con quest’isola ed ho sempre apprezzato la mentalità aperta, diretta dei maltesi, la loro internazionalità e concezione meritocratica tipica della cultura anglosassone.

Malta è un’isola di circa 420.000 abitanti geograficamente a sud della Sicilia ma a molti sconosciuta. Qui la lingua ufficiale oltre al maltese è l’inglese, anche se gran parte della popolazione parla italiano, e da qualche anno fa parte dell’Unione Europea ed ha adottato l’Euro. E’ un paese con un clima mediterraneo e inverni brevi con temperature che non scendono mai al di sotto dei 12 gradi,  un’alta qualità della vita e livello di sicurezza, un ottimo sistema sanitario, costi della vita contenuti, collegamenti frequenti e low cost con l’Italia. Milano dista solo un’ora e quarantacinque minuti di volo.

Che dire, tutti ci siamo spesso persi a sognare mete paradisiache ma spesso irraggiungibili senza pensare a mete più vicine dove poter realizzare facilmente i propri desideri, senza dover recidere con i legami familiari, amicizie e abitudini….insomma con le nostre radici.

Malta l’ho conosciuta anche qualche anno fa durante una vacanza, ed ho apprezzato subito quel mix di cultura e bellezze naturali che è in grado di offrire. Qui puoi fare mare in baie suggestive e fondali stupendi ma puoi anche perderti alla scoperta dei suoi siti millenari, delle sue cittadine medievali, dei suoi palazzi barocchi. I miei amici mi dicevano che era un’isola troppo piccola per me ma in realtà non finisci mai di scoprirla e di stupirti.

I costi della vita sono contenuti e la qualita’ davvero alta.

Mi ritrovo ad avere più vita sociale e a vivere fuori più qui che a Milano, anche perché il clima lo consente. Manifestazioni, concerti, feste tradizionali si susseguono per tutta la lunga estate che va da marzo a novembre. Dopo il lavoro o nella pausa potersi permettere una fuga al mare per una nuotata o una passeggiata al tramonto, andare a pescare, cenare in spiaggia o andare a tutte le feste sono esperienze ineguagliabili anche per un nordico e lacustre come me per di più appassionato della montagna e dello sci.

Non ho voluto per scelta avere un’auto (la sharing economy avanza…) e giro sia con i bus, perché c’è una rete capillare che collega tutta l’isola , sia in bicicletta o scooter.

Malta vanta un efficiente sistema sanitario considerato tra i primi in Europa e il recente ospedale Mater Dei è una struttura di eccellenza.

Anche il mercato immobiliare maltese è molto interessante perché ancora lontano dall’immaginazione delle folle, con prezzi medi convenienti e con alte rendite grazie anche all’assenza di tassazioni. Qui non si paga neppure la tassa rifiuti.

I prezzi degli affitti partono da 450 euro al mese , con punte in salita nelle aree centrali tra Sliema e St.Julian’s o minori nella vicina e splendida isola di Gozo.

In Italia  vi è un dato evidente di fuga di pensionati Italiani verso l ‘estero, fenomeno che lo scorso anno ha raggiunto quasi le 6000 unità.

Quando si sceglie un paese ritengo che le sue condizioni di sicurezza, il sistema sanitario, i collegamenti, il sistema bancario, la comunità internazionale, la condizione economica, siano altrettanto importanti quanto la fiscalità ridotta e il basso costo della vita.

Questo, soprattutto, per evitare di trovarsi dopo poco tempo in una situazione peggiore di quella che si è deciso di lasciare, per la propria qualità di vita e per la protezione del proprio patrimonio e reddito, che i paesi in difficoltà ormai conclamata (PIGS) non sono più in grado di garantire.

Io che ho scelto di lasciare l’Italia dopo aver vissuto in diversi altri paesi, grazie alla mia precedente esperienza professionale e al mio modo personale di approcciare ogni progetto con profondo studio e conoscenza ma anche pratico e operativo, cerco innanzitutto di aiutare le persone a verificare punto per punto vantaggi e conseguenze economiche e personali di questo percorso di scelta che vorranno condividere con me. Io cerco prima di capire se Malta sia la soluzione giusta per il cliente, poi gli offro un servizio completo dal viaggio al cambio di residenza, alla casa, alla fiscalità, agli investimenti, per far si che l’esperienza di un trasferimento non si riveli un percorso tortuoso ad ostacoli ma una via dritta e semplice.

La cosa che mi interessa di più è soprattutto dare sempre una consulenza professionale, precisa, affidabile e soluzioni personalizzate. La conoscenza del sistema paese sia italiano che maltese mi consente di assisterli in entrambi i fronti per non incorrere in errori ed in costi aggiuntivi.

SE mi chiedono perchè un pensionato dovrebbe trasferirsi a Malta con la sua pensione io lo sintetizzo in ben 10 buoni motivi:

  1. Risparmio sulle tasse che può essere rilevante sino a diventare elevatissimo per le pensioni più alte
  2. Clima fantastico e ricchezza storica, artistica e culturale e costo della vita più basso
  3. Vicinanza con l’Italia e i propri interessi e legami famigliari con al massimo 90 minuti di volo al prezzo di una cena in pizzeria
  4. Sanità e assistenza con ospedali e centri per anziani all’avanguardia in Europa
  5. Sicurezza elevatissima e delinquenza praticamente inesistente, con un sistema bancario solido e sicuro
  6. Quasi tutti capiscono e parlano Italiano e un’ offerta di corsi di inglese per la terza età che consente di raccogliere nuovi stimoli e conoscere gente nuova
  7. Mezzi di trasporto nuovi ed efficienti che ti consentono di vivere, se vuoi, senza automobile
  8. Se compri casa, proteggi il tuo patrimonio, non avrai tasse di successione e lascerai un bellissimo regalo ai tuoi figli e nipoti
  9. Qualità della vita elevata per il sole , il mare, la comunità internazionale e una vita più semplice senza complicazioni burocratiche
  10. Malta è in Europa e adotta l’Euro, le norme e i regolamenti comunitari non consentono all’Italia di legiferare per un eventuale blocco la portabilità delle pensioni che invece può valere per i paesi extra-UE

Un pensionato che prende la residenza fiscale a Malta ha diritto , salvo alcune eccezioni da verificare, di trasferire la sua pensione LORDA (senza tasse di alcun tipo) a Malta e pagare qui la relativa tassazione in regime fiscale speciale o ordinario.

A Malta sono state introdotte regole che consentono ai pensionati che sono cittadini Europei o Svizzeri, nel rispetto di alcune condizioni , una condizione  fiscale agevolata, di sicuro interesse per chi percepisce pensioni  medio-alte con una aliquota fissa al 15% su qualsiasi fonte di reddito estera che sia ricevuta a Malta, da loro o dai loro famigliari a carico, soggetta a un’imposta minima annuale di €7.500 e di ulteriori €500 per ciascun famigliare a carico e assistente domiciliare.

Per pensioni piu’ basse e’ piu’ conveniente una tassazione ordinaria ben piu’ bassa che in Italia.

Suggerisco a chi e’ interessato di fare una vacanza esplorativa sull’isola ed e’ difficile non innamorarsene.

Noi vi aspettiamo qui e siamo a tua disposizione per tutte le altre necessità che dovessero emergere sia in relazione a valutazioni di convenienza sia per tutto quello che è necessario fare per una corretta e proficua relocation su Malta

Abbiamo una lunga esperienza sulla regolamentazione e fiscalità internazionale, i percorsi necessari sono a noi ben noti e supportati da practice ed esperienze di molti, pensionati italiani compresi, che stiamo assistendo in questo percorso sia per le necessità a Malta sia in Italia.

 

 

 

 

 

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10 buoni motivi per la tua pensione a MALTA

10 buoni motivi per la tua pensione a MALTA

La scorsa settimana abbiamo ricevuto 3 telefonate da giornalisti di diverse testate televisive di noti programmi trasmessi sulle reti TV Italiane, che chiedevano a NOI, in quanto esperti del settore, opinioni, informazioni, esperienze e interviste…argomento?

PENSIONATI ITALIANI A MALTA

Ieri il programma Quinta Colonna ha mandato in onda interviste e opinioni, in particolare di interesse quella con Giuseppe Conte della Direzione INPS pensioni estero, che ha mostrato un dato evidente di fuga di pensionati Italiani verso l ‘estero, fenomeno che lo scorso anno ha raggiunto quasi le 6000 unità

Segno dei tempi, della profonda crisi Italica che risparmia ormai solo poche categorie, e segno della luce sempre piú forte che MALTA sta ricevendo in termini di interesse dal mondo, dall’Europa e da buon ultimo dall’Italia, considerando che le classifiche internazionali pongono Malta al 3 posto tra i paesi al mondo dove trasferirsi.

Quando si sceglie un paese, le sue condizioni di sicurezza, sistema sanitario, collegamenti, sistema bancario, comunità internazionale, condizione economica, sono altrettanto importanti quanto la fiscalità ridotta e il basso costo della vita.

Questo, soprattutto, per evitare di trovarsi dopo poco tempo in una situazione peggiore di quella che si è deciso di lasciare, per la propria qualità di vita e per la protezione del proprio patrimonio e reddito, che in paesi in difficoltà ormai conclamata come l ‘Italia e altri (vedi i PIGS) non sono più in grado di garantire.

Noi, che abbiamo scelto di lasciare l’Italia dopo aver vissuto in diversi altri paesei, ci occupiamo con una struttura di professionisti, di assistere e consigliare questo target di persone, con una pensione e magari anche con degli asset interessanti, che intendono trasferirsi a Malta, tra l’altro anche con alcuni casi di pensionati Italiani che arrivano a MALTA provenienti da altre giurisdizioni non più considerate interessanti, come ad esempio Canarie, Spagna, Portogallo, Cipro, Grecia, Panama e altre ancora

maltaway_10 reasons love malta

Perché un pensionato Italiano dovrebbe venire a Malta con la sua Pensione? 10 buoni motivi:

  1. Risparmio sulle tasse che può essere rilevante sino a diventare elevatissimo per le pensioni più alte
  2. Clima fantastico e ricchezza storica, artistica e culturale e costo della vita più basso
  3. Vicinanza con l’Italia e i propri interessi e legami famigliari con al massimo 90 minuti di volo al prezzo di una cena in pizzeria
  4. Sanità e assistenza con ospedali e centri per anziani all’avanguardia in Europa
  5. Sicurezza elevatissima e delinquenza praticamente inesistente, con un sistema bancario solido e sicuro
  6. Quasi tutti capiscono e parlano Italiano e un offerta di corsi di inglese per la terza età che consente di raccogliere nuovi stimoli e conoscere gente nuova
  7. Mezzi di trasporto nuovi ed efficienti che ti consentono di vivere, se vuoi, senza automobile
  8. Se compri casa, proteggi il tuo patrimonio, non avrai tasse di successione e lascerai un bellissimo regalo ai tuoi figli e nipoti
  9. Qualità della vita elevata per il sole , il mare, la comunità internazionale e una vita più semplice senza le 1000 complicazioni burocratiche del belpaese
  10. Malta è in Europa e adotta l’Euro, le norme e i regolamenti comunitari non consentono all’Italia di legiferare per un eventuale blocco la portabilità delle pensioni che invece può valere per i paesi extra-UE

E fa 10… la lode la lascerei a MALTAway che ha le competenze, le risorse e l’esperienza per la corretta consulenza e assistenza per la vostra relocation, coprendo a 360° ogni vostra necessità, con riferimento a tutto ciò che vi serve sapere e fare sia in Italia sia a Malta per realizzare un progetto per chi vuole girare le pagine sino alla fine del libro

e se ti serve dell’altro puoi contattarci oppure digitare nella parte alta a destra del sito la parola pensione e troverai quello che abbiamo condiviso con  tutti  su questo argomento

Malta è attraente, ma serve motivazione per cambiare vita e paese

Malta è attraente, ma serve motivazione per cambiare vita e paese

o la trovi dentro di te…. o sarà lei che ti viene a cercare … pensa a malta  prima che sia troppo tardi… noi siamo la tua bicicletta ma sei tu che devi salirci e pedalare … se tu fossi a piedi non avresti scampo, con una bicicletta potresti venirne fuori vivo … grande differenza

Da una vita cosí …

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a una realtà migliore, stabile, sicura

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Noi crediamo che molti cerchino quello che noi abbiamo trovato, e che vogliamo condividere, serve solo iniziare a pensare e ad agire differentemente…e il nostro contributo

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MALTAway è un portale che nasce con una visione olistica di servizi integrati di Corporate Services, Tax & Legal, Management Consulting, Governance, Investment, Business Advisory, Relocation, rivolti al mondo Corporations, Business, Finance, HNWIs 

MALTA è la nuova Svizzera e il meglio del Nord Europa in mezzo al Mediterraneo, il posto migliore per il successo, lo sviluppo e la protezione di una Corporation, del suo Business, dei suoi Assets

Su Malta il sole non tramonta mai, come sul populismo economico in Italia

La lettura della splendida sintesi pubblicata su lavoce.info che trovate qui sotto, stimola 4 riflessioni/azioni comparative tra lo stato dell’Italia e di Malta, a voi le azioni conseguenti

  1. Il debito lo pagheranno in vario modo, dal default alle tasse i cittadini italiani residenti con il loro reddito e patrimonio…
  2. vi aspetto a malta con i vostri asset e la vostra impresa o pensione, in un paese stabile, sicuro in grande crescita e un sistema bancario forte e sicuro,
  3. Malta ha un deficit verso 1% e debito sotto il 60%, dove ogni anno tagliano le tasse e la spesa pubblica diminuisce ogni anno….
  4. é un paradiso per il clima, il mare,la storia….per l’economia é il migliore esempio di come debba essere l’Europa

maltaway malta tasse investire

Sul populismo economico non tramonta mai il sole

Nei momenti di crisi è facile che la politica sbandi verso proposte populiste. Anche in economia. Ma non è prospettando irrealistiche soluzioni win-win (botte piena e moglie ubriaca) che si rilancia la crescita. Perché poi il conto da pagare arriva. Anche più salato.

È nei momenti di crisi che le idee populiste attecchiscono meglio. Vale anche in economia. Già nel 1990 Dornbusch e Edwards, avendo in mente l’esperienza del Cile dei primi anni ’70 e del Perù della metà degli anni ’80, avevano scritto un saggio “Macroeconomic Populism” che sarebbe  diventato il punto di partenza di un libro uscito nell’anno seguente. Non esiste una definizione univoca di populismo e, a maggior ragione, di politiche macroeconomiche populiste. Tra le caratteristiche identificate da Dornbusch e Edwards ci sono il tentativo di evitare ogni tipo di conflitto sociale e il rifiuto delle teorie economiche tradizionali (o ortodosse). Riassumendo forse in modo troppo sintetico, un elemento essenziale delle politiche populiste è quello di negare l’esistenza, o quantomeno di attenuare la rilevanza, dei trade-off, cioè del fatto che le azioni di politica economica hanno sia costi che benefici e di prospettare ricette economiche che sembrano win-win, cioè con soli benefici e senza costi o, alla peggio, che svantaggiano solo qualche “cattivo”. Di solito queste politiche si limitano a rinviare il momento in cui la realtà presenta il conto, spesso più salato.

Ridurre le tasse ma non la spesa

Le pagine di Dornbusch e Edward non sono d’aiuto per interpretare la nostra attualità economica. Solo per fare un esempio, Cile e Perù lottavano contro un’elevata inflazione mentre noi abbiamo il problema opposto, quello della deflazione. Questo è un altro tempo, un’altra vita. Oggi i governi sentono la pressione di rilanciare la crescita, ma si trovano ad agire sotto il fardello di uno squilibrio nei conti pubblici e con debiti accresciuti dalla risposta a una crisi enorme per ampiezza e durata. Non è sorprendente allora che germoglino soluzioni win-win, come la riduzione delle tasse di qualche decina di miliardi senza alcuna revisione della spesa pubblica o di clausole di salvaguardia superate con “maggiore flessibilità”. Se la riduzione delle aliquote fiscali – o una maggiore spesa pubblica – generasse una crescita così forte da non far peggiorare i conti pubblici, chi potrebbe mai obiettare? Populismo non è certo perseguire oggi politiche economiche che stimolino l’economia. Quello, come ci ricorda costantemente il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, è un dovere dei governi europei. Populismo è cercare di farlo avendo in mente solamente il consenso elettorale.

Pensioni, Pensionati, Italia, Malta, Estero

Pensione, Pensionati, Italia, Malta, Estero

La lettura di un articolo in materia che vi propongo poi qui di seguito, e che cerca di semplificare il tipico quadro normativo incerto, instabile e complicatissimo tipico dell’Italia, stimola una sintesi sul tema pensioni vista da un Italiano a Malta

Pensioni, per il pacchetto pronti 1,5 mld. L’Ape sarà il fulcro

Pensione anticipata con un taglio del trattamento…vieni a Malta e recupera la differenza in tasse da pagare, che tu sia con una pensione alta o modesta qui trovi la soluzione maltaway pensioni pensionati italia malta estero

10 buoni motivi per la tua pensione a MALTA

La scorsa settimana abbiamo ricevuto 3 telefonate da giornalisti di diverse testate televisive di noti programmi trasmessi sulle reti TV Italiane, che chiedevano a NOI, in quanto esperti del settore, opinioni, informazioni, esperienze e interviste…argomento?

PENSIONATI ITALIANI A MALTA

Ieri il programma Quinta Colonna ha mandato in onda interviste e opinioni, in particolare di interesse quella con Giuseppe Conte della Direzione INPS pensioni estero, che ha mostrato un dato evidente di fuga di pensionati Italiani verso l ‘estero, fenomeno che lo scorso anno ha raggiunto quasi le 6000 unità

Segno dei tempi, della profonda crisi Italica che risparmia ormai solo poche categorie, e segno della luce sempre piú forte che MALTA sta ricevendo in termini di interesse dal mondo, dall’Europa e da buon ultimo dall’Italia, considerando che le classifiche internazionali pongono Malta al 3 posto tra i paesi al mondo dove trasferirsi.

Quando si sceglie un paese, le sue condizioni di sicurezza, sistema sanitario, collegamenti, sistema bancario, comunità internazionale, condizione economica, sono altrettanto importanti quanto la fiscalità ridotta e il basso costo della vita.

Questo, soprattutto, per evitare di trovarsi dopo poco tempo in una situazione peggiore di quella che si è deciso di lasciare, per la propria qualità di vita e per la protezione del proprio patrimonio e reddito, che in paesi in difficoltà ormai conclamata come l ‘Italia e altri (vedi i PIGS) non sono più in grado di garantire.

Noi, che abbiamo scelto di lasciare l’Italia dopo aver vissuto in diversi altri paesei, ci occupiamo con una struttura di professionisti, di assistere e consigliare questo target di persone, con una pensione e magari anche con degli asset interessanti, che intendono trasferirsi a Malta, tra l’altro anche con alcuni casi di pensionati Italiani che arrivano a MALTA provenienti da altre giurisdizioni non più considerate interessanti, come ad esempio Canarie, Spagna, Portogallo, Cipro, Grecia, Panama e altre ancora

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Perché un pensionato Italiano dovrebbe venire a Malta con la sua Pensione? 10 buoni motivi:

  1. Risparmio sulle tasse che può essere rilevante sino a diventare elevatissimo per le pensioni più alte
  2. Clima fantastico e ricchezza storica, artistica e culturale e costo della vita più basso
  3. Vicinanza con l’Italia e i propri interessi e legami famigliari con al massimo 90 minuti di volo al prezzo di una cena in pizzeria
  4. Sanità e assistenza con ospedali e centri per anziani all’avanguardia in Europa
  5. Sicurezza elevatissima e delinquenza praticamente inesistente, con un sistema bancario solido e sicuro
  6. Quasi tutti capiscono e parlano Italiano e un offerta di corsi di inglese per la terza età che consente di raccogliere nuovi stimoli e conoscere gente nuova
  7. Mezzi di trasporto nuovi ed efficienti che ti consentono di vivere, se vuoi, senza automobile
  8. Se compri casa, proteggi il tuo patrimonio, non avrai tasse di successione e lascerai un bellissimo regalo ai tuoi figli e nipoti
  9. Qualità della vita elevata per il sole , il mare, la comunità internazionale e una vita più semplice senza le 1000 complicazioni burocratiche del belpaese
  10. Malta è in Europa e adotta l’Euro, le norme e i regolamenti comunitari non consentono all’Italia di legiferare per un eventuale blocco la portabilità delle pensioni che invece può valere per i paesi extra-UE

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  • Se lavori a Malta come dipendente o autonomo e versi i contributi per almeno 3 anni, potrai usare questi importi e questo periodo per il calcolo complessivo del diritto alla pensione e al suo ammontare
  • Se sei un pensionato e prendi la residenza fiscale a Malta, hai diritto di trasferire la tua pensione LORDA (senza tasse di alcun tipo) a Malta e pagare qui la relativa tassazione

Perché un pensionato Italiano dovrebbe venire a Malta con la sua Pensione? 10 buoni motivi:

  1. Risparmio sulle tasse che può essere rilevante sino a diventare elevatissimo per le pensioni più alte
  2. Clima fantastico e ricchezza storica, artistica e culturale e costo della vita più basso
  3. Vicinanza con l’Italia e i propri interessi e legami famigliari con al massimo 90 minuti di volo al prezzo di una cena in pizzeria
  4. Sanità e assistenza con ospedali e centri per anziani all’avanguardia in Europa
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  7. Mezzi di trasporto nuovi ed efficienti che ti consentono di vivere, se vuoi, senza automobile
  8. Se compri casa, proteggi il tuo patrimonio, non avrai tasse di successione e lascerai un bellissimo regalo ai tuoi figli e nipoti
  9. Qualità della vita elevata per il sole , il mare, la comunità internazionale e una vita più semplice senza le 1000 complicazioni burocratiche del belpaese
  10. Malta è in Europa e adotta l’Euro, le norme e i regolamenti comunitari non consentono all’Italia di legiferare per un eventuale blocco la portabilità delle pensioni che invece può valere per i paesi extra-UE

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http://www.maltaway.com/inps-e-sempre-piu-fuga-dei-pensionati-65-nel-2014-stop-pagamento-pensioni-allestero-malta-e-ue-esclusi/

maltaway_beach_busy

Buona lettura da http://previdenzacomplementare.finanza.com/2016/01/29/totalizzazione-ricongiunzione-cumulo-la-via-per-la-pensione/?_ga=1.182485605.2127996157.1453963939

Totalizzazione, ricongiunzione, cumulo: La via per la pensione

L’Italia è stata da sempre un paese dei lavori frammentari e saltuari, nonostante il mito del posto fisso che ha avuto una ulteriore recente celebrazione cinematografica. In realtà, tranne il periodo aureo di inizio degli anni 60 fino a tutti gli anni 80 e nel Pubblico Impiego, il posto fisso era più sognato che realizzato. Ora addirittura i lavori da frammentati si sono polverizzati e mettere assieme i venti anni di contributi richiesti dalla Fornero unitamente all’età pensionabile  (66 e 7 per i maschi, 65 e 7 per le lavoratrici del settore privato), diventa sempre più arduo. Tralasciando per un attimo gli aspetti schizoidi provocati dalla normativa in essere che con 70 anni di età richiede solo 5 anni di contributi, oppure consente di prendere una pensione di 650 euro mensili dopo 20 anni di lavoro, mentre chi non ha mai lavorato ha diritto ad un assegno sociale di 450 euro, tralasciando questi aspetti dicevamo, come pure trascuriamo la proposta di Boeri di dare la pensione a chi perde il lavoro a 50 anni, che sarebbe un incentivo al licenziamento, la legge tuttavia tutela il diritto alla pensione e ne facilita il conseguimento. Per cui dà facoltà al dipendente che ha lavorato in diversi posti con iscrizione a diverse forme di previdenza, di sommare questi pezzi “sparpagliati” per raggiungere i fatidici 20 anni. Tuttavia per tenere in attività le meningi degli anziani che con l’età tendono ad affievolirsi, invece di prevedere l’unificazione automatica dei vari periodi cronologici, la legge ha istituito tre diversi istituti che consentono la sommatoria, lasciati alla scelta dell’interessato in base alla sua convenienza:

la totalizzazione

la ricongiunzione

il cumulo.

 

Vediamoli brevemente

La totalizzazione

La totalizzazione consente di avere il diritto ad un’unica pensione di vecchiaia, di anzianità, di inabilità o ai superstiti a quei lavoratori che hanno versato contributi in diverse casse, gestioni o fondi previdenziali e che in nessuna di esse matura il diritto alla pensione. Poco gettonata perchè a causa della finestra mobile di 18mesi e degli adeguamenti legati alla speranza di vita che allontana l’accesso al pensionamento non è conveniente se non come soluzione estrema.Dal 1° gennaio 2012, è possibile cumulare anche i periodi assicurativi non coincidenti, inferiori a tre anni.

Può essere utilizzata da tutti i lavoratori dipendenti, autonomi e liberi professionisti e può essere richiesta ai superstiti, anche se il dante causa sia deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione.

 

Per il raggiungimento dell’anzianità contributiva necessaria sono utili anche i periodi contributivi versati all’estero in Paesi comunitari e in Paesi legati all’Italia da convenzioni bilaterali di Sicurezza Sociale.

La totalizzazione non può essere richiesta se il lavoratore:

  • è già titolare di una pensione diretta liquidata in uno dei fondi di previdenza dove ha versato i contributi;
  • ha richiesto e accettato la ricongiunzione dei periodi assicurativi (leggi 29/1979 e 45/1990) in data successiva al 3 marzo 2006.

 

Il diritto alla pensione di vecchiaia in regime di totalizzazione si matura al perfezionamento dei seguenti requisiti:

  • raggiungimento dei 65 anni e 7 mesi di età, sia per gli uomini sia per le donne;
  • anzianità contributiva complessiva di almeno 20 anni;

I requisiti anagrafico (65 anni) e contributivo (20 anni) previsti per il riconoscimento del trattamento pensionistico di vecchiaia in regime di totalizzazione prescindono da eventuali diversi requisiti di età e di anzianità contributiva prescritti dagli ordinamenti di tutte le gestioni interessate per il diritto alla pensione di vecchiaia.

Il requisito anagrafico a decorrere dal 1° gennaio 2013 deve essere adeguato agli incrementi alla speranza di vita.

 

Il diritto alla pensione di anzianità in regime di totalizzazione si perfeziona con almeno 40 anni di contributi sommando i periodi non coincidenti versati nelle diverse gestioni.

Questo requisito (40 anni) deve essere raggiunto escludendo i contributi accreditati per disoccupazione e per malattia.

Anche qui il requisito contributivo a decorrere dal 1° gennaio 2013 deve essere adeguato agli incrementi alla speranza di vita. Nel 2016 sono necessari 40 anni e 7 mesi. Resta inteso che la pensione totalizzata non decorrerà subito una volta perfezionati i suddetti requisiti in quanto soggetta al meccanismo dello slittamento previsto dalle cd. finestre mobili: il lavoratore dovrà attendere un ulteriore lasso di tempo pari a 21 mesi nel primo caso e 18 mesi nella totalizzazione di vecchiaia.

La pensione sarà determinata – di norma – con le regole del sistema contributivo puro se, all’atto del pensionamento, il lavoratore non avrà maturato un diritto autonomo nelle gestioni interessate.

 

La pensione di inabilità nella totalizzazione

 

La totalizzazione può essere richiesta dal lavoratore anche per ottenere un trattamento di inabilità assoluta e permanente se matura in totalizzazione i requisiti di assicurazione e di contribuzione richiesti nel fondo pensionistico in cui è iscritto al momento in cui si verifica lo stato di inabilità. Lo stesso fondo pensionistico accerterà anche la sussistenza del requisito sanitario.

Nel caso in cui il titolare di assegno ordinario di invalidità venga riconosciuto inabile, può richiedere la pensione di inabilità in totalizzazione.

La totalizzazione resta invece preclusa, in caso di trasformazione dell’assegno ordinario di invalidità in pensione di vecchiaia.

Il familiare superstite, avente diritto, può chiedere la pensione in regime di totalizzazione per i contributi versati dall’assicurato anche se deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione, se matura i requisiti di assicurazione e di contribuzione richiesti nella forma pensionistica in cui era iscritto il lavoratore al momento del decesso.

 

La ricongiunzione

 

La ricongiunzione è l’unificazione dei periodi di assicurazione maturati dal lavoratore in diversi settori di attività. Lo scopo è quello di ottenere un’unica pensione (generalmente di importo più elevato di quella che risulterebbe dalla somma delle pensioni nelle singole gestioni) calcolata su tutti i contributi versati. La ricongiunzione può essere chiesta dai lavoratori dipendenti pubblici e privati e dai lavoratori autonomi, che hanno contributi in diversi settori di attività, o dai loro superstiti.

 

La ricongiunzione non è gratuita.

 

L’articolo 12 del D.L. 78/2010, ha modificato sostanzialmente la disciplina della ricongiunzione dei contributi pensionistici della legge 29/79 al fine di armonizzare le norme previste nei diversi regimi pensionistici. In particolare, in base a tale disposizioni la ricongiunzione è diventata onerosa, pari al 50% della somma della riserva matematica. Il pagamento dell’onere può essere effettuato, su domanda, in un numero di rate mensili non superiore alla metà delle mensilità corrispondenti ai periodi ricongiunti, con la maggiorazione di interesse annuo composto pari al 4,50%. Infine, il debito residuo al momento della decorrenza della pensione può essere recuperato ratealmente sulla pensione stessa, fino all’estinzione del debito. È comunque fatto salvo il trattamento previsto per la pensione minima erogata dall’INPS

 

La nuova disciplina del cumulo

 

I problemi emersi a seguito dell’adozione delle nuove norme in materia di ricongiunzione onerosa (che vedevano numerosi lavoratori chiamati al versamento di somme ingenti), hanno costretto il legislatore a intervenire nuovamente sulla materia attraverso l’articolo 1, commi da 238 a 249, della L. 228/2012 (Legge di stabilità per il 2013). Tali norme sono intervenute in materia di totalizzazione e ricongiunzione di contributi previdenziali, introducendo, in particolare, una nuova modalità (gratuita) di cumulo (alternativa alle discipline esistenti) volta a conseguire un’unica pensione sulla base dei periodi assicurativi non coincidenti posseduti presso più forme di assicurazione obbligatorie, esclusivamente per la liquidazione del trattamento pensionistico di vecchiaia, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento.

In primo luogo si prevede che per gli iscritti alla cassa pensione per i dipendenti degli enti locali (CPDEL), alla cassa per le pensioni ai sanitari (COPS), alla Cassa per le pensioni agli insegnanti d’asilo e di scuole elementari parificate (CPI) e alla cassa per le pensioni agli ufficiali giudiziari e agli aiutanti ufficiali giudiziari (CPUG), cessati dall’iscrizione senza il diritto a pensione entro il 30 luglio 2010, la domanda finalizzata all’iscrizione all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) è ammessa anche successivamente a tale data. L’importo dei contributi versati è portato in detrazione, fino a concorrenza del suo ammontare, dell’eventuale trattamento in luogo di pensione spettante all’avente diritto. L’esercizio di tale facoltà non dà comunque diritto alla corresponsione di ratei arretrati di pensione.

Il pagamento dei trattamenti liquidati avviene secondo le norme sulla totalizzazione. Le gestioni interessate, ciascuna per la parte di propria competenza, determinano il trattamento pro quota in rapporto i rispettivi periodi di iscrizione maturati, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento (il che implica un trattamento previdenziale inferiore a quello che sarebbe risultato dalla ricongiunzione).

Al fine di tutelare i soggetti che hanno presentato domanda di ricongiunzione (onerosa) a decorrere dal 1° luglio 2010, garantendogli la possibilità di accedere al nuovo regime di cumulo, si prevede che essi (sempre che la domanda non abbia già dato titolo alla liquidazione del trattamento pensionistico) possono recedere entro un anno e chiedere la restituzione di quanto già versato. Analoga possibilità è riconosciuta ai soggetti che abbiano presentato domanda di totalizzazione anteriormente alla data di entrata in vigore della legge, previa rinuncia alla domanda e a condizione che il procedimento amministrativo non si sia già concluso.

Per quanto attiene ai requisiti, la pensione si ottiene in presenza dei requisiti anagrafici e contributivi, previsti dalla Legge 214/2011 (la Riforma Fornero), più elevati tra quelli previsti dai rispettivi ordinamenti che disciplinano le diverse gestioni presso cui sono stati versati i contributi. Questa è la differenza più sostanziale fra totalizzazione e cumulo.

Inps: è sempre più fuga dei pensionati (+65% nel 2014), stop pagamento pensioni all’estero, MALTA e UE esclusi

Inps: è sempre più fuga dei pensionati (+65% nel 2014), stop pagamento pensioni all’estero, MALTA e UE esclusi

MALTA è dentro la Comunità Europea e non è quindi esposta a questo rischio essendo la trasferibilità delle pensione all’interno dell’Europa completa, a differenza di molte giurisdizioni extra UE considerate un (ora ex) paradiso dei pensionati…..i paesi IDEALI ove trasferire la residenza e la pensione si riducono radicalmente e MALTA emerge con forza per la qualità della vita, clima, sicurezza, sistema sanitario, costo della vita, vicinanza all’Italia…..oltre che per essere membro della comunità Europea e quindi per regolamento comunitario senza possibilità dell’Italia di stoppare il pagamento di una pensione a Malta

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Boeri e l’INPS si pongono questa domanda:  Perchè non investire in servizi per gli anziani al fine di ridurre la fuga dei pensionati ed attrarre pensionati dall’estero?  ….vogliono copiare MALTA!!!

MALTA ha investito e continua ad investire in un sistema socio sanitario ideale per attrarre pensionati sia con un favoloso clima e un sistema fiscale a bassissima tassazione, sia con centri di cura e ospitalità moderni e all’avanguardia 

Eccovi alcuni articoli  in argomento, per il resto contattate MALTAway:

Gli immigrati fanno “un regalo consistente” all’Italia poiché molti versano contributi previdenziali. E’ quanto emerge dal rapporto Worldwide sulle pensioni all’estero presentato dal presidente dell’Inps, Tito Boeri. Lo studio fotografa una realtà in cui le persone con cittadinanza non italiana nate prima del 1949, con contribuzione Inps, che non hanno sin qui ricevuto prestazioni previdenziali né rimborso della decontribuzione, sono 198.430 (su 927.448 pari al 21%).

I contributi versati valgono oggi oltre 3 miliardi di euro e si tratta di “un fenomeno in crescita”. A questi si potrebbero aggiungere altri probabili 12 miliardi, calcolando il 21% delle 4,2 milioni di posizioni contributive delle generazioni di immigrati non ancora arrivati a maturare i requisiti di vecchiaia, che hanno erogato contributi che capitalizzati valgono oltre 56 miliardi.

Negli ultimi anni gli stranieri versano mediamente contributi annui tra i 7 e gli 8 miliardi e danno risorse importanti. “Noi dreniamo risorse perché non eroghiamo prestazioni. E’ un drenaggio documentato e le risorse potrebbero essere utilizzate per investire su politiche dell’integrazione degli immigrati”, ha affermato Boeri.

Rilevante anche la fuga dei pensionati. Ogni anno aumenta il numero di anziani italiani che emigrano e si fanno pagare la pensione all’estero. Solo nel 2014 i pensionati espatriati sono stati 5.345, il 65% in più dell’anno precedente. Dal 2010 il numero è più che raddoppiato (+109%) arrivando a 16.420.

Secondo l’Inps, a incidere sulla scelta di trasferirsi all’estero è il costo della vita più basso rispetto all’Italia e il peso del fisco. Ma il fenomeno ha riflessi economici perché il pagamento di una pensione all’estero rappresenta una perdita per l’Italia, in quanto l’importo erogato non rientra sotto forma di consumi o di investimenti e genera un minor volume di imposte.

Il 71% dei pensionati emigrati negli ultimi 5 anni si è trasferito in altri Paesi europei (11.735), il 10% in America settentrionale e il 6% in America meridionale. In Oceania sono appena 434, ma l’incremento è stato del 257%. L’importo dei trattamenti pensionistici corrisposti ai pensionati emigrati dal 2010 ammonta a circa 300 milioni.

“Ogni anno”, ha sottolineato in merito Boeri, “aumenta il numero di pensionati italiani che emigrano e si fanno pagare la pensione all’estero. Dal 2003 al 2014 sono un totale di 36.578 persone. Questo fenomeno erode la base imponibile. Molti pensionati ottengono l’esenzione dalla tassazione diretta e non consumano in Italia con effetti quindi anche sulla tassazione indiretta. Il fenomeno non è compensato da flussi di ingresso di pensionati Inps che rientrano: 24.857 dal 2003 al 2014”.

Il fenomeno dell’emigrazione dei pensionati italiani è dunque in crescita, mentre l’immigrazione di pensionati stranieri “è ferma al palo”, eppure, secondo Boeri, l’Italia “ha moltissime località che hanno le carte in regola per attrarre pensionati, magari località abbandonate che potrebbero ripopolarsi; la condizione è però che vengano rese appetibili con strutture sanitarie adeguate”.

Il rapporto Inps mostra anche che i trattamenti pensionistici erogati all’estero sono quasi 400 mila (383.630) per un importo complessivo di oltre un miliardo di euro (1,067), in più di 150 Paesi. Il 61% delle pensioni sono di vecchiaia o anzianità, il 4% di invalidità e il 35% sono erogate ai superstiti. I pensionati sono in numero maggiore in Europa (180.250), in America del Nord (102.370) e in Oceania (50.260); ma mentre in Canada, Usa e Australia il numero è in diminuzione, in Europa c’è un’inversione di tendenza, con un incremento nel 2014 che ha riguardato in particolare la Germania (+2%).

Boeri ha quindi proposto di smettere di pagare le prestazioni non contributive all’estero. Dallo studio emerge che l’importo annuo delle integrazioni al minimo più le maggiorazioni sociali supera i 200 milioni (206,8) nei cinque Paesi extra Ue dove risiedono in maggioranza pensionati italiani (Argentina, Australia, Usa, Canada e Brasile).

L’Italia è uno dei pochi Paesi a riconoscere la portabilità extra Ue della parte non contributiva delle pensioni, mentre nell’ambito Ue quest’opzione non è più data in virtù dei regolamenti comunitari. “Paghiamo così integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali a persone che vivono e pagano le tasse altrove, riducendo il costo dell’assistenza sociale in questi Paesi”, ha osservato Boeri, “mentre noi non abbiamo una rete di assistenza sociale di base per chi vive e paga le tasse in Italia”.

Si parla spesso di contrasto alla povertà e di reddito minimo e si dice che le risorse non ci sono, ha incalzato il presidente dell’Inps, secondo il quale vale la pena riflettere su questi dati. “E’ paradossale che non si abbiano in Italia strumenti di contrasto alla povertà e che poi si paghi l’assistenza sociale ad altri Paesi”, dove peraltro non è possibile esercitare controlli utilizzando strumenti quali l’Isee.

http://www.milanofinanza.it/news/boeri-inps-dagli-immigrati-un-regalo-di-3-miliardi-di-euro-201509291320285876

http://www.milanofinanza.it/news/boeri-inps-dagli-immigrati-un-regalo-di-3-miliardi-di-euro-201509291320285876

Smettere di pagare le prestazioni non contributive ai pensionati che risiedono all’estero, creare un fondo per investire su politiche di integrazione degli immigrati e cercare di mettere un freno alla fuga dei pensionati italiani verso Paesi nei quali la tassazione è più favorevole: sono le proposte lanciate dal presidente dell’Inps, Tito Boeri nel corso della presentazione del Rapporto dell’Istituto sulle pensioni all’estero.

Boeri ha sottolineato come ci sia un fenomeno significativo di ”free riding” sui contributi degli stranieri con una percentuale elevata di coloro che adesso avrebbero l’età per la pensione di vecchiaia e che hanno versato contributi che non hanno alcuna prestazione. In pratica circa 200.000 stranieri sui 927.448 che hanno superato i 66 anni e tre mesi (il 21%), non ha alcuna prestazione dall’Inps per un totale di contributi capitalizzati in base alle regole del contributivo di circa tre miliardi di euro.

”Perchè non fare – ha detto Boeri – un fondo per investire su politiche dell’integrazione degli immigrati?”. Boeri si è soffermato anche sulla necessità di riflettere sul sostanziale regalo che il nostro Paese fa pagando all’estero prestazioni non basate solo sul sistema contributivo.

”L’Italia – dice – è uno dei pochi paesi a riconoscere la portabilità extra Ue della parte non contributiva delle pensioni. Paghiamo – spiega – integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali a persone che vivono e pagano le tasse altrove, riducendo il costo dell’assistenza sociale in questi paesi. Mentre in Italia non abbiamo una rete di assistenza sociale di base. Perchè non smettere di pagare prestazioni non contributive all’estero?”.

Infine Boeri segnala la crescita del fenomeno emigrazione per i pensionati italiani con il raddoppio tra il 2010 e il 2014 dei pensionati che decidono di vivere all’estero (da 2.553 a 5.345) e un +65% solo nell’ultimo anno, spesso anche a causa della tassazione più favorevole o delle migliori condizioni di vita.

”L’emigrazione dei pensionati è in crescita – dice – l’immigrazione di pensionati al palo. Perchè non investire in servizi per gli anziani al fine di ridurre la fuga dei pensionati ed attrarre pensionati dall’estero?”.

http://voce.com.ve/2015/09/29/134780/il-presidente-dellinps-tito-boeri-stop-pagamento-pensioni-allestero/

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Inps: è sempre più fuga dei pensionati (+65% nel 2014)

L’Inps eroga all’estero circa 400mila trattamenti l’anno, per un importo complessivo di oltre 1 mld di euro, in più di centocinquanta Paesi – Boeri propone di creare un fondo per le politiche di integrazione degli immigrati alimentato dai 3 mld di euro dei contributi degli stranieri che sono andati via senza raggiungere i requisiti per la pensione.

Non solo i giovani cervelli: dall’Italia fuggono anche i pensionati. Negli ultimi anni un numero sempre più crescente di ex lavoratori ha deciso di trasferirsi in Paesi in cui il costo della vita è più basso e il peso del fisco incide in misura inferiore sulle pensioni. Secondo i dati Inps, i pensionati espatriati negli ultimi cinque anni sono 16.420, di cui 5.345 nel solo 2014. Il numero annuo di pensionati che lasciano l’Italia è più che raddoppiato dal 2010 al 2014, con una brusca accelerazione nell’ultimo anno (+65%).

L’Inps eroga all’estero circa 400mila trattamenti pensionistici l’anno, per un importo complessivo di oltre un miliardo di euro, in più di centocinquanta Paesi. Il fenomeno “ha dei riflessi economici e sociali: il pagamento di una pensione all’estero rappresenta una perdita economica per l`Italia in quanto l`importo erogato non rientra sotto forma di consumi o di investimenti e genera un minor volume di imposte”, ha spiegato l’Istituto di previdenza. Fra l’altro, nei Paesi che hanno stipulato una convenzione in materia fiscale con l`Italia le pensioni vengono erogate al lordo e, per evitare una “doppia tassazione”, le ritenute fiscali vengono applicate solo nei Paesi di residenza. Questo comporta, per il nostro Paese, un minore incasso in termini di imposte indirette.

Il fenomeno, comunque, non riguarda esclusivamente i pensionati di italiani, ma anche i lavoratori stranieri che, dopo avere conseguito in Italia il diritto alla pensione, decidono di rientrare nel Paese natio, o di trasferirsi altrove. In particolare, il 71% dei pensionati emigrati negli ultimi cinque anni si è trasferito in altri Paesi europei, il 10% in America settentrionale e il 6% in America meridionale. Raffrontando il 2014 al 2010, le percentuali di incremento maggiore si registrano in Oceania (+257%), Africa (+164%) ed America centrale (+114%). Considerando i pensionati delle gestioni private e pubbliche emigrati dall`Italia dal 2010 al 2014, l`importo dei trattamenti pensionistici loro corrisposti ammonta a 300.650.009 euro.

BOERI: IN CASSA 3 MLD DA CONTRIBUTI IMMIGRATI TORNATI ALL’ESTERO

Su queste basi il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha proposto di creare un fondo per le politiche di integrazione degli immigrati alimentato dai 3 miliardi di euro dei contributi Inps (capitalizzati con le regole del contributivo) degli stranieri nati prima del 1949 che non hanno ricevuto la pensione o il rimborso della decontribuzione perché rientrati nei loro Paesi d’origine senza aver raggiunto i requisiti minimi.

Si chiama ‘social free riding’ ed è il fenomeno degli immigrati che, dopo aver lavorato e versato i contributi in Italia, tornano nel Paese d’origine senza farsi (o senza poter farsi) liquidare le pensioni dall’Inps. Il ‘social free riding’ in Italia, per i nati prima del 1949, riguarda 198.430 stranieri su 927.448, con una percentuale quindi del 21%, ma il fenomeno è in crescita, anche se per i nuovi iscritti dal 1996 non è più richiesta anzianità contributiva minima per accedere alla pensione di vecchiaia a 66 anni (più i mesi di adeguamento alla speranza di vita).

Ma ai 3 miliardi già acquisiti potrebbero aggiungersi in futuro altri 12 miliardi, perché le generazioni di immigrati dal 1949 al 1981 (che non hanno ancora maturato requisiti di vecchiaia) hanno 4,2 milioni di posizioni contributive aperte prima del ’96 (quindi soggette ai requisiti contributivi minimi), che hanno erogato contributi per oltre 56 miliardi. Applicando una percentuale del 21% che non prenderà la pensione “abbiamo già oggi circa 12 miliardi di montante contributivo che non darà luogo a pensioni”.

Il rapporto evidenzia poi un altro fenomeno in continua crescita, quello della fuga dei pensionati italiani che emigrano e si fanno pagare le pensioni (lorde) all’estero. Dal 2013 al 2014 sono un totale di 36.578 persone e nel 2014 si è registrato un boom con una crescita del 65% dell’emigrante pensionato. “La fuga dei pensionati – ha sottolineato Boeri – è un fenomeno che ci preoccupa perché erode la base imponibile, perché molti pensionati ottengono l’esenzione dalla tassazione diretta e non consumano in Italia (con effetti anche sulla tassazione indiretta)”.

La fuga dei pensionati all’estero poi non è compensata da flussi in ingresso di pensionati Inps che rientrano (24.857 dal 2003 al 2014). Da qui la seconda proposta di Boeri: “Perché non investire in servizi per gli anziani, al fine di ridurre la fuga dei pensionati ed attrarre pensionati dall’estero?”.

Infine, il rapporto Inps fa notare che “l’Italia è uno dei pochi paesi a riconoscere la portabilità extra-Ue della parte non contributiva delle pensioni”. Paghiamo così integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali a persone che vivono e pagano le tasse altrove, riducendo il costo dell’assistenza sociale in questi paesi, mentre in Italia non abbiamo una rete di assistenza sociale di base per chi vive e paga le tasse in Italia. La terza ed ultima proposta di Boeri è quindi di “smettere di pagare prestazioni non contributive all’estero”. Boeri, chiarendo di non averne ancora parlato con il Governo, sottolinea che si tratta di tre proposte che “meritano una riflessione”.

http://www.firstonline.info/a/2015/09/29/inps-e-sempre-piu-fuga-dei-pensionati-65-nel-2014/3ada2da7-3d83-44a0-a607-963025ea27fa

 

16 cose da considerare per scegliere il paese estero da pensionati….e perchè MALTA è la destinazione leader in Europa

16 cose da considerare per scegliere il paese estero da pensionati….e perchè MALTA è la destinazione leader in Europa

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MALTA way è la tua via di accesso alle opportunità di Malta per viverci da pensionato grazie ai 300 giorni di sole all’anno , alla vicinanza dei tuoi affetti familiari, a un eccellente sistema sanitario, stabilità politica economica e sociale, sicurezza totale, basso costo della vita, alta qualità della vita e delle relazioni personali, bassa tassazione, grande comunità internazionale, sistema bancario affidabile, programmi di investimento, facilità dei permessi di residenza….Malta è la nuova Svizzera e il miglior Nord Europa al centro del Mediterraneo…..che altro? 

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We’ve already listed for you the 25 best places to retire, and we know you’re all dying to move to Ecuador when your careers in tax and law come to an end.

However, before selling your home, keeping your family heirlooms in an acclimatized storage facility and packing your bags, you need to carry out in-depth research to make sure Ecuador (or any other country, for that matter) is the right one for you. Retirement planning is essential to having a happy, relaxing and easy life in your handpicked home away from home.

In order to help you with your future retirement plans, we’ve come up with 16 things to consider when retiring abroad.

1. Don’t Flush Money Down The Toilet: The cost of living in the country you’ve chosen might be one of the most important factors when retirement planning. You want your pension, savings or supplemental income to go a long way and allow you to live a comfortable life abroad. Make sure to do your due diligence in terms of the pricing of housing, transportation, healthcare services, food and utilities, among countless others, prior to boarding that plane.

2. Planes, Trains & Automobiles: Mobility is crucial to your wellbeing when retiring abroad. A solid system of highways matched with extensive and safe public transportation, as well as an international airport with a good domestic and international flight schedule, will grant you greater flexibility when it comes to discovering your new country and heading back to your old one to visit friends and family.
Retiring Abroad: Healthcare

3. An Apple a Day Keeps the Doctor Away: At the latter stages of life, staying healthy is primordial to one’s happiness. A modern and highly professional healthcare system should be at the top of your list of things to consider when retiring abroad. Pay close attention to the quality of hospitals, the experience and levels of training of physicians and other medical doctors, and the availability and cost of medicine and medical supplies, among others. Also, make sure there are healthcare facilities nearby, say, at most 25 to 30 minutes away from where you live.

4. Put That Gun Away: Safety and personal security is of utmost importance when planning for retirement. You want to avoid at all costs dangerous, violent, and socially unstable regions of the world where your life will be in peril on a near daily basis. Pick cities (or at least neighborhoods) with low crime rates and an established expatriate community that is willing to show you the ropes.

5. Rain or Shine: Would you like to wake up to rain 75% of the year? Or scorching heat hovering near 50 °C? Yeah, we didn’t think so. Weather.com is your friend, so make sure to study your country of choice’s weather patterns. Personally speaking, it’s hard to beat the climate in San Diego, California: year-round sun and temperatures ranging from 9°C to 25°C. Paradise.

Retiring Abroad: communicating with the locals

6. Je No Parle Español: Not everyone in the world speaks English and not all of us are polyglots. Language spoken should come under consideration when retirement planning. Pick a country where you’ll feel comfortable enough communicating with the locals, be that in English or a second language. In any case, chances are you will quickly become proficient—either by choice or because you have to—in that second language.

7. Don’t Bank on It: Finding a place with a solid banking system is fundamental to retirement planning. You need to locate a reliable, professional and stable bank in which to stash away your money while living abroad. Often, branches of major European and American banks are your safest bet to protect your savings and remain at ease in cases of economic volatility.

8. Expats in the House: Living abroad, it’s always nice to find kindred souls that are experiencing what you are. Look for expatriate communities in the city of your choice and reach out to them prior to making your move. They’ll be able to answer your questions, provide you with recommendations, and make you feel more at home once you make your big move.

9. Big Macs on the House: Don’t laugh but every so often we crave what’s familiar. Living abroad among all the new smells, sounds and flavors can be overwhelming. So it’s always good to know that some of those comforts readily available back home—be it junk food or specific ingredients like, say, maple syrup or chipotle chilies—can be tracked down in your new country.

Retiring Abroad: Place to Live

10. Home Sweet Home: Real estate—its costs, availability, location and quality—might be one of the most crucial factors to consider when planning for retirement. Whether you are renting or buying, you want a comfortable, ample, well-located and affordable place to live. We suggest carefully studying the real estate markets in your shortlist of countries to retire.

11. If You Build It, They Will Come: Access to sturdy, safe and modern infrastructure can enhance one’s life abroad. The availability of good roadways, hospitals, shopping malls, hotels, restaurants, transportation hubs, theatres and museums, efficient utility services, etc., raises standards of living and makes retiring somewhere far away from home a more attractive option.

12. Inflation! Devaluation! Crisis!: Economic volatility is another factor to consider when retirement planning. Inflation, currency devaluations, tax hikes and other types of negative economic fluctuations can make life difficult for you and your bank account. Have a basic understanding of the economic history and performance of the countries on your shortlist and put together a contingency plan so that you’re not caught by surprise when things do go wrong.

13. Residency Requirements: If it’s a hassle to acquire residency to the country of your choice, then it might be better to move somewhere else. Look into residency requirements for your top choices and make sure these are not too burdensome. Many countries—for instance, Panama—offer special visas for retirees that allow them to make use of a wide range of discounts on utility bills, transportation, entertainment and more. These types of residency are highly advantageous and should be explored.

Retiring Abroad: access to the Internet

14. Can You Hear Me Now?: No one these days can live without access to the Internet or a smart phone. A reliable and efficient communications system to keep in touch with friends and family via Skype and log onto your Facebook, Twitter and Taxlinked accounts is a must. Unless what you want is to disconnect from the world and become a hermit up on a hill.

15. Take a Hike: Now that you have plenty of time on your hands, you might want to pursue all those recreational activities you weren’t free for as a working professional. Be it playing tennis, hiking, painting or dabbling in handcrafts, make sure there are facilities nearby for you to practice your favorite hobbies.

16. Don’t Make It Taxing: You cannot run. You cannot hide. Taxes will always be there, waiting for you. Even if you’re living abroad, you might still have to pay taxes back in your home country, so speak to a financial advisor to help you figure out who you owe, how much and when. You wouldn’t want to skip a payment and be penalized for moving to lovely Ecuador.

From https://taxlinked.net/blog/september-2015/16-things-to-consider-when-retiring-abroad

16 Things to Consider When Retiring Abroad….or why MALTA is a the top destination

16 Things to Consider When Retiring Abroad….or why MALTA is a the top destination

From https://taxlinked.net/blog/september-2015/16-things-to-consider-when-retiring-abroad

MALTA way is your gateway to Malta opportunity to retire with sun shine, stability, great health system, low cost of living, low taxation, security, safety, global community, banking, economic and social growth, residence programme and much more…… the best of North Europe in the middle od Mediterranean sea 

We’ve already listed for you the 25 best places to retire, and we know you’re all dying to move to Ecuador when your careers in tax and law come to an end.

However, before selling your home, keeping your family heirlooms in an acclimatized storage facility and packing your bags, you need to carry out in-depth research to make sure Ecuador (or any other country, for that matter) is the right one for you. Retirement planning is essential to having a happy, relaxing and easy life in your handpicked home away from home.

In order to help you with your future retirement plans, we’ve come up with 16 things to consider when retiring abroad.

1. Don’t Flush Money Down The Toilet: The cost of living in the country you’ve chosen might be one of the most important factors when retirement planning. You want your pension, savings or supplemental income to go a long way and allow you to live a comfortable life abroad. Make sure to do your due diligence in terms of the pricing of housing, transportation, healthcare services, food and utilities, among countless others, prior to boarding that plane.

2. Planes, Trains & Automobiles: Mobility is crucial to your wellbeing when retiring abroad. A solid system of highways matched with extensive and safe public transportation, as well as an international airport with a good domestic and international flight schedule, will grant you greater flexibility when it comes to discovering your new country and heading back to your old one to visit friends and family.
Retiring Abroad: Healthcare

3. An Apple a Day Keeps the Doctor Away: At the latter stages of life, staying healthy is primordial to one’s happiness. A modern and highly professional healthcare system should be at the top of your list of things to consider when retiring abroad. Pay close attention to the quality of hospitals, the experience and levels of training of physicians and other medical doctors, and the availability and cost of medicine and medical supplies, among others. Also, make sure there are healthcare facilities nearby, say, at most 25 to 30 minutes away from where you live.

4. Put That Gun Away: Safety and personal security is of utmost importance when planning for retirement. You want to avoid at all costs dangerous, violent, and socially unstable regions of the world where your life will be in peril on a near daily basis. Pick cities (or at least neighborhoods) with low crime rates and an established expatriate community that is willing to show you the ropes.

5. Rain or Shine: Would you like to wake up to rain 75% of the year? Or scorching heat hovering near 50 °C? Yeah, we didn’t think so. Weather.com is your friend, so make sure to study your country of choice’s weather patterns. Personally speaking, it’s hard to beat the climate in San Diego, California: year-round sun and temperatures ranging from 9°C to 25°C. Paradise.

Retiring Abroad: communicating with the locals

6. Je No Parle Español: Not everyone in the world speaks English and not all of us are polyglots. Language spoken should come under consideration when retirement planning. Pick a country where you’ll feel comfortable enough communicating with the locals, be that in English or a second language. In any case, chances are you will quickly become proficient—either by choice or because you have to—in that second language.

7. Don’t Bank on It: Finding a place with a solid banking system is fundamental to retirement planning. You need to locate a reliable, professional and stable bank in which to stash away your money while living abroad. Often, branches of major European and American banks are your safest bet to protect your savings and remain at ease in cases of economic volatility.

8. Expats in the House: Living abroad, it’s always nice to find kindred souls that are experiencing what you are. Look for expatriate communities in the city of your choice and reach out to them prior to making your move. They’ll be able to answer your questions, provide you with recommendations, and make you feel more at home once you make your big move.

9. Big Macs on the House: Don’t laugh but every so often we crave what’s familiar. Living abroad among all the new smells, sounds and flavors can be overwhelming. So it’s always good to know that some of those comforts readily available back home—be it junk food or specific ingredients like, say, maple syrup or chipotle chilies—can be tracked down in your new country.

Retiring Abroad: Place to Live

10. Home Sweet Home: Real estate—its costs, availability, location and quality—might be one of the most crucial factors to consider when planning for retirement. Whether you are renting or buying, you want a comfortable, ample, well-located and affordable place to live. We suggest carefully studying the real estate markets in your shortlist of countries to retire.

11. If You Build It, They Will Come: Access to sturdy, safe and modern infrastructure can enhance one’s life abroad. The availability of good roadways, hospitals, shopping malls, hotels, restaurants, transportation hubs, theatres and museums, efficient utility services, etc., raises standards of living and makes retiring somewhere far away from home a more attractive option.

12. Inflation! Devaluation! Crisis!: Economic volatility is another factor to consider when retirement planning. Inflation, currency devaluations, tax hikes and other types of negative economic fluctuations can make life difficult for you and your bank account. Have a basic understanding of the economic history and performance of the countries on your shortlist and put together a contingency plan so that you’re not caught by surprise when things do go wrong.

13. Residency Requirements: If it’s a hassle to acquire residency to the country of your choice, then it might be better to move somewhere else. Look into residency requirements for your top choices and make sure these are not too burdensome. Many countries—for instance, Panama—offer special visas for retirees that allow them to make use of a wide range of discounts on utility bills, transportation, entertainment and more. These types of residency are highly advantageous and should be explored.

Retiring Abroad: access to the Internet

14. Can You Hear Me Now?: No one these days can live without access to the Internet or a smart phone. A reliable and efficient communications system to keep in touch with friends and family via Skype and log onto your Facebook, Twitter and Taxlinked accounts is a must. Unless what you want is to disconnect from the world and become a hermit up on a hill.

15. Take a Hike: Now that you have plenty of time on your hands, you might want to pursue all those recreational activities you weren’t free for as a working professional. Be it playing tennis, hiking, painting or dabbling in handcrafts, make sure there are facilities nearby for you to practice your favorite hobbies.

16. Don’t Make It Taxing: You cannot run. You cannot hide. Taxes will always be there, waiting for you. Even if you’re living abroad, you might still have to pay taxes back in your home country, so speak to a financial advisor to help you figure out who you owe, how much and when. You wouldn’t want to skip a payment and be penalized for moving to lovely Ecuador.

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