CONSULENZA ONLINE MALTA WAY per l’internazionalizzazione di Privati e Imprese

CONSULENZA ONLINE MALTA WAY per l’internazionalizzazione di Privati e Imprese

Anche un servizio di Consulenza Online personalizzata, per l’internazionalizzazione di Privati e Imprese

 

una soluzione efficace per l’Internazionalizzazione, perchè dove hai le tue radici NON è piú l’ombelico del mondo, una consulenza e un prezzo basati non sul costo del nostro tempo, ma sul valore del vostro tempo

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Siamo a vostra disposizione per assistervi in un percorso professionale, dalla fase di analisi e pianificazione fino all’effettiva esecuzione del trasferimento a Malta e nel mondo di persone, assets, pensione, ridomiciliazione o costituzione di societa’, con individuazione delle soluzioni piu’ idonee al proprio profilo reddituale e patrimoniale, attraverso pacchetti di advisory specifici.

Potremo valutare insieme  le vostre specifiche necessità e fornirvi le risposte adeguate per identificare i servizi offerti da MALTAway e le opportunità di Malta rispetto all’Italia e ad altri paesi in Europa o extra Europei

Il trasferimento verso migliori sistemi Paese di capitali, cervelli, energie e competenze non si ferma, qui a Malta e da Malta solo geograficamente vicina all’Italia, trovi un ecosistema di professionisti per i servizi necessari per la tua vera internazionalizzazione.
Noi ti possiamo offrire i nostri servizi di advisory completi:

  • Per analizzare i pro e i contro
  • Per decidere in modo consapevoli
  • Per implementare la decisione in modo professionale

Molti clienti Italiani ed internazionali, richiedono un approccio professionale, compliant, sicuro, veloce, e noi offriamo

un servizio di Consulenza Online personalizzata, per l’internazionalizzazione di Privati e Imprese

con analisi delle esigenze individuali specifiche ed identificazione delle opportunità e soluzioni offerte da una ridomiciliazione di se stessi o dei propri assets o del proprio business a Malta, un servizio di Advisory Internazionale con le soluzioni e le opportunità di Malta e da Malta rispetto all’Italia e ad altri paesi in Europa o extra Europei:

Si tratta di una innovazione nella Consulenza e nei prezzi, oggi per rispondere alle questioni poste serve un approccio olistico su diverse materie tecniche, dalla parte regolamentare a quella degli investimenti, cosí come un sistematico confronto delle tendenze su diverse giurisdizioni, dalla parte macroeconomica ai modelli fiscali e societari
Noi, a differenza del professionista che fattura a giornata, ora e minuto, vi offriamo una consulenza e un prezzo basati non sul costo del nostro tempo, ma sul valore del vostro tempo necessario per trovare la soluzione per voi di maggiore valore aggiunto.

Sessioni di Domande & Risposte cosi strutturate:

• Tu ci scrivi le domande attraverso il modulo qui sotto indicato

• Ogni domanda viene da noi classificata con un livello 1, 2 o 3 ai rispettivi costi 

• Tu confermi il preventivo e predisponi il pagamento

• Noi ti forniamo le risposte per via telefonica

Inviando il modulo proposto, ci consentirai di fornire le risposte più corrispondenti al tuo profilo 

CONSULENZA ONLINE MALTA WAY

MALTA, fuga dei pensionati dall’Italia

Penso sia arrivato il momento per molti di smettere di ascoltare gli incantatori  e di lamentarsi, e di prendere coscienza che l’Italia non sia più il centro del proprio mondo e di agire e prendere le decisioni necessarie per proteggere se stessi, il proprio reddito da pensione, la propria famiglia, il proprio business, il proprio patrimonio

Il 15 marzo 2016, puntata di Ballarò sul tema pensioni e fuga dei pensionati dall’Italia…non pensate ai PIGS…guardate a Malta come fa il resto del nord Europa

Sempre più evidente che il problema di attrattività dell’Italia per capitali e cervelli sia non solo conclamato, ma che ormai sia in corso una fuga di capitali, di cervelli e giovani, ora anche di pensionati

Per ora MALTA è ancora fuori dal radar delle masse, ma possiamo testimoniare che il fenomeno è in forte crescita e diverrà esplosivo, Malta davvero cosí vicina all’Italia ma tutto un altro mondo, senza i problemi di altre giurisdizioni come Grecia, Spagna e Canarie, Portogallo…un paese fallito lo sarà anche per le persone che ci vivono, perchè può solo tagliare i servizi e aumentare le tasse sul patrimonio e sul reddito….a MALTA PIL 2015 +6,3%

La vera maturità sta nel tacere…..girare le spalle e cambiare strada…
Perché dove l’ignoranza parla…l’intelligenza tace….pensionati dÍtalia vi aspettiamo a Malta

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10 buoni motivi per la tua pensione a MALTA

La scorsa settimana abbiamo ricevuto 3 telefonate da giornalisti di diverse testate televisive di noti programmi trasmessi sulle reti TV Italiane, che chiedevano a NOI, in quanto esperti del settore, opinioni, informazioni, esperienze e interviste…argomento?

PENSIONATI ITALIANI A MALTA

Prima il programma Quinta Colonna ha mandato in onda interviste e opinioni, in particolare di interesse quella con Giuseppe Conte della Direzione INPS pensioni estero, che ha mostrato un dato evidente di fuga di pensionati Italiani verso l ‘estero, fenomeno che lo scorso anno ha raggiunto quasi le 6000 unità

ora anche Ballarò….

Segno dei tempi, della profonda crisi Italica che risparmia ormai solo poche categorie, e segno della luce sempre piú forte che MALTA sta ricevendo in termini di interesse dal mondo, dall’Europa e da buon ultimo dall’Italia, considerando che le classifiche internazionali pongono Malta al 3 posto tra i paesi al mondo dove trasferirsi.

Quando si sceglie un paese, le sue condizioni di sicurezza, sistema sanitario, collegamenti, sistema bancario, comunità internazionale, condizione economica, sono altrettanto importanti quanto la fiscalità ridotta e il basso costo della vita.

Questo, soprattutto, per evitare di trovarsi dopo poco tempo in una situazione peggiore di quella che si è deciso di lasciare, per la propria qualità di vita e per la protezione del proprio patrimonio e reddito, che in paesi in difficoltà ormai conclamata come l ‘Italia e altri (vedi i PIGS) non sono più in grado di garantire.

Noi, che abbiamo scelto di lasciare l’Italia dopo aver vissuto in diversi altri paesei, ci occupiamo con una struttura di professionisti, di assistere e consigliare questo target di persone, con una pensione e magari anche con degli asset interessanti, che intendono trasferirsi a Malta, tra l’altro anche con alcuni casi di pensionati Italiani che arrivano a MALTA provenienti da altre giurisdizioni non più considerate interessanti, come ad esempio Canarie, Spagna, Portogallo, Cipro, Grecia, Panama e altre ancora

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Perché un pensionato Italiano dovrebbe venire a Malta con la sua Pensione? 10 buoni motivi:

  1. Risparmio sulle tasse che può essere rilevante sino a diventare elevatissimo per le pensioni più alte
  2. Clima fantastico e ricchezza storica, artistica e culturale e costo della vita più basso
  3. Vicinanza con l’Italia e i propri interessi e legami famigliari con al massimo 90 minuti di volo al prezzo di una cena in pizzeria
  4. Sanità e assistenza con ospedali e centri per anziani all’avanguardia in Europa
  5. Sicurezza elevatissima e delinquenza praticamente inesistente, con un sistema bancario solido e sicuro
  6. Quasi tutti capiscono e parlano Italiano e un offerta di corsi di inglese per la terza età che consente di raccogliere nuovi stimoli e conoscere gente nuova
  7. Mezzi di trasporto nuovi ed efficienti che ti consentono di vivere, se vuoi, senza automobile
  8. Se compri casa, proteggi il tuo patrimonio, non avrai tasse di successione e lascerai un bellissimo regalo ai tuoi figli e nipoti
  9. Qualità della vita elevata per il sole , il mare, la comunità internazionale e una vita più semplice senza le 1000 complicazioni burocratiche del belpaese
  10. Malta è in Europa e adotta l’Euro, le norme e i regolamenti comunitari non consentono all’Italia di legiferare per un eventuale blocco la portabilità delle pensioni che invece può valere per i paesi extra-UE

E fa 10… la lode la lascerei a MALTAway che ha le competenze, le risorse e l’esperienza per la corretta consulenza e assistenza per la vostra relocation, coprendo a 360° ogni vostra necessità, con riferimento a tutto ciò che vi serve sapere e fare sia in Italia sia a Malta per realizzare un progetto per chi vuole girare le pagine sino alla fine del libro

e se ti serve dell’altro puoi contattarci oppure digitare nella parte alta a destra del sito la parola pensione e troverai quello che abbiamo condiviso con  tutti  su questo argomento

Commissione Europea, Malta deficit a 1,1% e debito sotto il 60%

Commissione Europea, Malta deficit a 1,1% e debito sotto il 60%

In Europa, con l’Euro c’è chi sa far bene e attira sempre più cervelli e capitali...MALTAway è il vostro accesso alle opportunità di Malta, per capitali, aziende, individui….servizi legali, societari, di investimento e di relocation, dalla vostra casa alla consulenza per passare alla struttura di miglior Governance aziendale

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Strong wage growth and record-low unemployment boosted economic growth • Public investment is expected to decrease on the back of the phasing out of the capital injection to the national airline

The European Commission expects deficit in 2016 to further decrease to 1.1% of GDP whilst the debt ration is projected to fall further in 2015 to 64% of GDP, also thanks to the expected repayment of some tax arrears from the public energy utility corporation.

It is expected to follow a downward path and to reach 58.7% of GDP by 2017.

In its winter 2016 economic forecast, the European Commission described Malta’s economic performance as having a “robust growth outlook”

“Real GDP growth peaked in 2015 on the back of strong investment and supported by private consumption. Growth is expected to moderate in 2016 and 2017 with the phasing out of the major investment projects. The general government deficit and debt are forecast to decline further also thanks to the favourable macroeconomic conditions,” the European Commission said.

In an initial reaction, Prime Minister Joseph Muscat said that the European Commission estimates show that Malta will wipe out the increase in national debt accumulated by the three previous administrations.

The Commission found that the “main engine of growth continued to be investment” with large ongoing energy investment projects, while private consumption expanded by 5.1% on the back of strong wage growth and record-low unemployment.

http://www.maltatoday.com.mt/news/national/61915/european_commission_forecasts_further_decline_in_maltas_deficit_debt#.VrOFnvnhDIU

MALTA 3Q 2015 GDP +8% nominal, + 5,4% real

MALTA 3Q 2015 GDP +8% nominal, + 5,4% real

Malta a gonfie vele, PIL 3 Trimestre + 8%, il meglio in Europa (e nel mondo)

Strong economic growth underpinned by significant investment

Think and act  to MALTA with MALTAway

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Official figures show that in the third quarter of 2015, the Maltese economy continued to register robust growth, with a GDP growth of 5.4 per cent in real terms and 8.0 per cent in nominal terms. The rate is the highest rate in the Eurozone, surpassing its average of 1.6 per cent.

More importantly, official figures show that economic growth was broad based. Indeed, during the first three quarters, particularly strong increases were registered in the professional, scientific and technical sector and administration and support activities (17.5 per cent) and the financial and insurance sector (11.7 per cent). Other notable private sector increases were also recorded in real estate activities and wholesale and retail trade and accommodation and food service activities. The very strong growth in the service sectors more than compensated for the marginal decline in the manufacturing sector.

The increase in real GDP was underpinned by a considerable increase in investment which increased by 21.5 per cent during the first nine months of 2015 and consumer expenditure increasing by around 4.6 per cent. This remarkable growth in investment is in line with Government policy to reform pivotal sectors of our economy and to actively encourage the development of new growth sectors. Both will provide the foundation of further growth in the years to come. Exports of goods and services also increased by 2.5 per cent in the first three quarters of 2015.

Growth in Government expenditure during the first nine months was contained at 1.8 per cent while in the third quarter of this year, Government expenditure declined by 5.4 per cent in real terms when compared with the same period of 2014.

The benefits of this economic growth were not limited to investment and exports but were transmitted to firms and employees. Indeed, it is encouraging to note that profits, during the first three quarters of this year, increased by 11.5 per cent or €300.9 million while salaries in the form of compensation of employees increased by 4.7 per cent or €124.6 million.

Commenting on these results, Minister for Finance Edward Scicluna remarked: “Latest GDP figures released by NSO, confirm that the Maltese economy is registering strong and broad-based growth. This augurs well for the sustainability of our economic growth”.

http://www.financemalta.org/publications/articles-interviews/articles-and-interviews-detail/strong-economic-growth-underpinned-by-significant-investment

Dal box di cartone al box delle idee, cambiare vita a Malta

Dal box di cartone al box delle idee, cambiare vita a Malta

MALTAway, la tua via d’accesso a MALTA  

MALTAway, your way to entry the MALTA world

MALTAway è un portale che nasce con una visione olistica di servizi integrati di Governance/Investment/Advisory, rivolti al mondo Business, Finance, HNWIs e Persone  

MALTA è la nuova Svizzera e il meglio del Nord Europa in mezzo al Mediterraneo, il posto migliore per il successo e la protezione tua, della tua famiglia, del tuo business, del tuo patrimonio, per divenire insieme a te la SINGAPORE del Mediterraneo

MALTAway is a web portal driven by an holistic vision to offer integrated Governance/Investment/Advisory services in favor of the world of Corporations, Business, Finance, HNWIs and Individuals as well

Grazie allo splendido lavoro del team di OpenMediaFerrara e al contributo di tutti gli intervistati

Tutela del patrimonio : confronto tra fondo patrimoniale, trust e fondazione privata maltese

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Tutela del patrimonio : confronto tra fondo patrimoniale, trust e fondazione privata maltese:

Un’analisi fatta dal team di MALTAway che ha un Avvocato Italiano abilitato anche come Avvocato Maltese 

 

MALTAway è un portale che nasce con una visione olistica di servizi integrati di Governance/Investment/Advisory, rivolti al mondo Business, Finance, HNWIs e consumers  

MALTA è la nuova Svizzera e il meglio del Nord Europa in mezzo al Mediterraneo, il posto migliore per il successo e la protezione tua, della tua famiglia, del tuo business, del tuo patrimonio, per divenire insieme a te la SINGAPORE del Mediterraneo

Tutela del patrimonio : confronto tra fondo patrimoniale, trust e fondazione privata maltese:

Parliamo di tutela del patrimonio sia mobiliare che immobiliare  intendendo tutta quella serie di strumenti giuridici perfettamente a norma di legge  che consentono di porre in essere in via preventiva una salvaguardia del proprio patrimonio come mezzo di pianificazione e gestione dello stesso.

Esistono strumenti giuridici  per porre al riparo il patrimonio da azioni  da parte di terzi, per distinguere il patrimonio aziendale da quello personale, per pianificare successioni o donazioni ecc.

Diciamo in via preventiva perché è inutile porre in essere questi strumenti quando sono già in corso le richieste dei terzi creditori alla ricerca di vie di fuga illecite che non producono risultati, anzi spesso si rivelano controproducenti.

tutela patrimoniale

Lo strumento tipicamente usato nel diritto italiano era il fondo patrimoniale cioe’un vincolo con cui uno dei due coniugi o entrambi(ma anche un terzo)  ponevano dei beni per destinarli al soddisfacimento dei bisogni della famiglia. Questo strumento è  risultato troppo limitato ed inadeguato, attuabile da persone legate da vincolo coniugale , nel solo interesse della famiglia e senza che il bene passasse di proprietà,   attaccabile attraverso azioni revocatorie e, alla luce anche di molte sentenze nonchè delle recenti riforme del processo esecutivo che consentono comunque, benché in un periodo di tempo limitato dalla costituzione , la pignorabilità dei beni senza una preventiva azione revocatoria, si è rivelato ormai inefficace.

Il trust è  uno strumento di segregazione del patrimonio di derivazione dal sistema anglosassone introdotto anche in Italia,  in cui il disponente trasferisce i beni nella disponibilità del Trustee che li amministra nell’interesse dei beneficiari.

Un trust non costituisce una persona giuridica separata,e’ l’amministratore fiduciario che detiene la proprietà a favore dei beneficiari.

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La Fondazione maltese è uno strumento legale ed efficace  di tutela patrimoniale che consente di tutelare e segregare i beni personali in un ente diverso e distinto dalla persona fisica che li utilizza.

La fondazione maltese, a differenza del Trust, e’ la diretta proprietaria dei beni ad essa conferiti o comunque acquisiti, che si sposteranno dal patrimonio del fondatore per entrare in quello di una distinta ed autonoma persona giuridica, dotata della sua ben precisa autonomia patrimoniale.

Una Fondazione Privata Maltese , che deve essere costituita per atto pubblico davanti a un Notaio tramite un versamento  iniziale di un minimo di € 1164,69,  è un contratto tra il Fondatore, (colui che è l’originario proprietario dei beni), e il Director (amministratore fiduciario) dei beni conferiti in Fondazione, cioè colui che amministrerà i beni.  Nel contratto sono inserite  precise clausole e istruzioni a cui il  Director dovrà attenersi scrupolosamente.

Non vi è l’obbligo di identificare i  Beneficiari, cioè coloro che beneficeranno dei beni, che possono essere al di fuori della sfera familiare e degli eredi e rimanere anonimi, tali informazioni saranno in possesso solo dell’amministratore o dell’autorità giudiziaria, su richiesta in caso di gravi  illeciti , oppure potrebbe esserci una riserva di nominarli in futuro.

Una Fondazione può avere delle subcelle, ognuna con completa autonomia patrimoniale ed un proprio regime fiscale e distinti Beneficiari.

I beni, nel rispetto di alcune regole e del contratto, potranno anche essere venduti.

La fondazione fiscalmente sarà trattata come una società o un trust, a secondo dell’opzione esercitata, e pertanto beneficerà dei relativi vantaggi fiscali previsti dalla normativa maltese.

Per approfondire l’argomento potete contattare il Team Legale di Maltaway

Inps: è sempre più fuga dei pensionati (+65% nel 2014), stop pagamento pensioni all’estero, MALTA e UE esclusi

Inps: è sempre più fuga dei pensionati (+65% nel 2014), stop pagamento pensioni all’estero, MALTA e UE esclusi

MALTA è dentro la Comunità Europea e non è quindi esposta a questo rischio essendo la trasferibilità delle pensione all’interno dell’Europa completa, a differenza di molte giurisdizioni extra UE considerate un (ora ex) paradiso dei pensionati…..i paesi IDEALI ove trasferire la residenza e la pensione si riducono radicalmente e MALTA emerge con forza per la qualità della vita, clima, sicurezza, sistema sanitario, costo della vita, vicinanza all’Italia…..oltre che per essere membro della comunità Europea e quindi per regolamento comunitario senza possibilità dell’Italia di stoppare il pagamento di una pensione a Malta

MALTAway è il tuo accesso alla residenza a MALTA, guarda il link

Boeri e l’INPS si pongono questa domanda:  Perchè non investire in servizi per gli anziani al fine di ridurre la fuga dei pensionati ed attrarre pensionati dall’estero?  ….vogliono copiare MALTA!!!

MALTA ha investito e continua ad investire in un sistema socio sanitario ideale per attrarre pensionati sia con un favoloso clima e un sistema fiscale a bassissima tassazione, sia con centri di cura e ospitalità moderni e all’avanguardia 

Eccovi alcuni articoli  in argomento, per il resto contattate MALTAway:

Gli immigrati fanno “un regalo consistente” all’Italia poiché molti versano contributi previdenziali. E’ quanto emerge dal rapporto Worldwide sulle pensioni all’estero presentato dal presidente dell’Inps, Tito Boeri. Lo studio fotografa una realtà in cui le persone con cittadinanza non italiana nate prima del 1949, con contribuzione Inps, che non hanno sin qui ricevuto prestazioni previdenziali né rimborso della decontribuzione, sono 198.430 (su 927.448 pari al 21%).

I contributi versati valgono oggi oltre 3 miliardi di euro e si tratta di “un fenomeno in crescita”. A questi si potrebbero aggiungere altri probabili 12 miliardi, calcolando il 21% delle 4,2 milioni di posizioni contributive delle generazioni di immigrati non ancora arrivati a maturare i requisiti di vecchiaia, che hanno erogato contributi che capitalizzati valgono oltre 56 miliardi.

Negli ultimi anni gli stranieri versano mediamente contributi annui tra i 7 e gli 8 miliardi e danno risorse importanti. “Noi dreniamo risorse perché non eroghiamo prestazioni. E’ un drenaggio documentato e le risorse potrebbero essere utilizzate per investire su politiche dell’integrazione degli immigrati”, ha affermato Boeri.

Rilevante anche la fuga dei pensionati. Ogni anno aumenta il numero di anziani italiani che emigrano e si fanno pagare la pensione all’estero. Solo nel 2014 i pensionati espatriati sono stati 5.345, il 65% in più dell’anno precedente. Dal 2010 il numero è più che raddoppiato (+109%) arrivando a 16.420.

Secondo l’Inps, a incidere sulla scelta di trasferirsi all’estero è il costo della vita più basso rispetto all’Italia e il peso del fisco. Ma il fenomeno ha riflessi economici perché il pagamento di una pensione all’estero rappresenta una perdita per l’Italia, in quanto l’importo erogato non rientra sotto forma di consumi o di investimenti e genera un minor volume di imposte.

Il 71% dei pensionati emigrati negli ultimi 5 anni si è trasferito in altri Paesi europei (11.735), il 10% in America settentrionale e il 6% in America meridionale. In Oceania sono appena 434, ma l’incremento è stato del 257%. L’importo dei trattamenti pensionistici corrisposti ai pensionati emigrati dal 2010 ammonta a circa 300 milioni.

“Ogni anno”, ha sottolineato in merito Boeri, “aumenta il numero di pensionati italiani che emigrano e si fanno pagare la pensione all’estero. Dal 2003 al 2014 sono un totale di 36.578 persone. Questo fenomeno erode la base imponibile. Molti pensionati ottengono l’esenzione dalla tassazione diretta e non consumano in Italia con effetti quindi anche sulla tassazione indiretta. Il fenomeno non è compensato da flussi di ingresso di pensionati Inps che rientrano: 24.857 dal 2003 al 2014”.

Il fenomeno dell’emigrazione dei pensionati italiani è dunque in crescita, mentre l’immigrazione di pensionati stranieri “è ferma al palo”, eppure, secondo Boeri, l’Italia “ha moltissime località che hanno le carte in regola per attrarre pensionati, magari località abbandonate che potrebbero ripopolarsi; la condizione è però che vengano rese appetibili con strutture sanitarie adeguate”.

Il rapporto Inps mostra anche che i trattamenti pensionistici erogati all’estero sono quasi 400 mila (383.630) per un importo complessivo di oltre un miliardo di euro (1,067), in più di 150 Paesi. Il 61% delle pensioni sono di vecchiaia o anzianità, il 4% di invalidità e il 35% sono erogate ai superstiti. I pensionati sono in numero maggiore in Europa (180.250), in America del Nord (102.370) e in Oceania (50.260); ma mentre in Canada, Usa e Australia il numero è in diminuzione, in Europa c’è un’inversione di tendenza, con un incremento nel 2014 che ha riguardato in particolare la Germania (+2%).

Boeri ha quindi proposto di smettere di pagare le prestazioni non contributive all’estero. Dallo studio emerge che l’importo annuo delle integrazioni al minimo più le maggiorazioni sociali supera i 200 milioni (206,8) nei cinque Paesi extra Ue dove risiedono in maggioranza pensionati italiani (Argentina, Australia, Usa, Canada e Brasile).

L’Italia è uno dei pochi Paesi a riconoscere la portabilità extra Ue della parte non contributiva delle pensioni, mentre nell’ambito Ue quest’opzione non è più data in virtù dei regolamenti comunitari. “Paghiamo così integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali a persone che vivono e pagano le tasse altrove, riducendo il costo dell’assistenza sociale in questi Paesi”, ha osservato Boeri, “mentre noi non abbiamo una rete di assistenza sociale di base per chi vive e paga le tasse in Italia”.

Si parla spesso di contrasto alla povertà e di reddito minimo e si dice che le risorse non ci sono, ha incalzato il presidente dell’Inps, secondo il quale vale la pena riflettere su questi dati. “E’ paradossale che non si abbiano in Italia strumenti di contrasto alla povertà e che poi si paghi l’assistenza sociale ad altri Paesi”, dove peraltro non è possibile esercitare controlli utilizzando strumenti quali l’Isee.

http://www.milanofinanza.it/news/boeri-inps-dagli-immigrati-un-regalo-di-3-miliardi-di-euro-201509291320285876

http://www.milanofinanza.it/news/boeri-inps-dagli-immigrati-un-regalo-di-3-miliardi-di-euro-201509291320285876

Smettere di pagare le prestazioni non contributive ai pensionati che risiedono all’estero, creare un fondo per investire su politiche di integrazione degli immigrati e cercare di mettere un freno alla fuga dei pensionati italiani verso Paesi nei quali la tassazione è più favorevole: sono le proposte lanciate dal presidente dell’Inps, Tito Boeri nel corso della presentazione del Rapporto dell’Istituto sulle pensioni all’estero.

Boeri ha sottolineato come ci sia un fenomeno significativo di ”free riding” sui contributi degli stranieri con una percentuale elevata di coloro che adesso avrebbero l’età per la pensione di vecchiaia e che hanno versato contributi che non hanno alcuna prestazione. In pratica circa 200.000 stranieri sui 927.448 che hanno superato i 66 anni e tre mesi (il 21%), non ha alcuna prestazione dall’Inps per un totale di contributi capitalizzati in base alle regole del contributivo di circa tre miliardi di euro.

”Perchè non fare – ha detto Boeri – un fondo per investire su politiche dell’integrazione degli immigrati?”. Boeri si è soffermato anche sulla necessità di riflettere sul sostanziale regalo che il nostro Paese fa pagando all’estero prestazioni non basate solo sul sistema contributivo.

”L’Italia – dice – è uno dei pochi paesi a riconoscere la portabilità extra Ue della parte non contributiva delle pensioni. Paghiamo – spiega – integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali a persone che vivono e pagano le tasse altrove, riducendo il costo dell’assistenza sociale in questi paesi. Mentre in Italia non abbiamo una rete di assistenza sociale di base. Perchè non smettere di pagare prestazioni non contributive all’estero?”.

Infine Boeri segnala la crescita del fenomeno emigrazione per i pensionati italiani con il raddoppio tra il 2010 e il 2014 dei pensionati che decidono di vivere all’estero (da 2.553 a 5.345) e un +65% solo nell’ultimo anno, spesso anche a causa della tassazione più favorevole o delle migliori condizioni di vita.

”L’emigrazione dei pensionati è in crescita – dice – l’immigrazione di pensionati al palo. Perchè non investire in servizi per gli anziani al fine di ridurre la fuga dei pensionati ed attrarre pensionati dall’estero?”.

http://voce.com.ve/2015/09/29/134780/il-presidente-dellinps-tito-boeri-stop-pagamento-pensioni-allestero/

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Inps: è sempre più fuga dei pensionati (+65% nel 2014)

L’Inps eroga all’estero circa 400mila trattamenti l’anno, per un importo complessivo di oltre 1 mld di euro, in più di centocinquanta Paesi – Boeri propone di creare un fondo per le politiche di integrazione degli immigrati alimentato dai 3 mld di euro dei contributi degli stranieri che sono andati via senza raggiungere i requisiti per la pensione.

Non solo i giovani cervelli: dall’Italia fuggono anche i pensionati. Negli ultimi anni un numero sempre più crescente di ex lavoratori ha deciso di trasferirsi in Paesi in cui il costo della vita è più basso e il peso del fisco incide in misura inferiore sulle pensioni. Secondo i dati Inps, i pensionati espatriati negli ultimi cinque anni sono 16.420, di cui 5.345 nel solo 2014. Il numero annuo di pensionati che lasciano l’Italia è più che raddoppiato dal 2010 al 2014, con una brusca accelerazione nell’ultimo anno (+65%).

L’Inps eroga all’estero circa 400mila trattamenti pensionistici l’anno, per un importo complessivo di oltre un miliardo di euro, in più di centocinquanta Paesi. Il fenomeno “ha dei riflessi economici e sociali: il pagamento di una pensione all’estero rappresenta una perdita economica per l`Italia in quanto l`importo erogato non rientra sotto forma di consumi o di investimenti e genera un minor volume di imposte”, ha spiegato l’Istituto di previdenza. Fra l’altro, nei Paesi che hanno stipulato una convenzione in materia fiscale con l`Italia le pensioni vengono erogate al lordo e, per evitare una “doppia tassazione”, le ritenute fiscali vengono applicate solo nei Paesi di residenza. Questo comporta, per il nostro Paese, un minore incasso in termini di imposte indirette.

Il fenomeno, comunque, non riguarda esclusivamente i pensionati di italiani, ma anche i lavoratori stranieri che, dopo avere conseguito in Italia il diritto alla pensione, decidono di rientrare nel Paese natio, o di trasferirsi altrove. In particolare, il 71% dei pensionati emigrati negli ultimi cinque anni si è trasferito in altri Paesi europei, il 10% in America settentrionale e il 6% in America meridionale. Raffrontando il 2014 al 2010, le percentuali di incremento maggiore si registrano in Oceania (+257%), Africa (+164%) ed America centrale (+114%). Considerando i pensionati delle gestioni private e pubbliche emigrati dall`Italia dal 2010 al 2014, l`importo dei trattamenti pensionistici loro corrisposti ammonta a 300.650.009 euro.

BOERI: IN CASSA 3 MLD DA CONTRIBUTI IMMIGRATI TORNATI ALL’ESTERO

Su queste basi il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha proposto di creare un fondo per le politiche di integrazione degli immigrati alimentato dai 3 miliardi di euro dei contributi Inps (capitalizzati con le regole del contributivo) degli stranieri nati prima del 1949 che non hanno ricevuto la pensione o il rimborso della decontribuzione perché rientrati nei loro Paesi d’origine senza aver raggiunto i requisiti minimi.

Si chiama ‘social free riding’ ed è il fenomeno degli immigrati che, dopo aver lavorato e versato i contributi in Italia, tornano nel Paese d’origine senza farsi (o senza poter farsi) liquidare le pensioni dall’Inps. Il ‘social free riding’ in Italia, per i nati prima del 1949, riguarda 198.430 stranieri su 927.448, con una percentuale quindi del 21%, ma il fenomeno è in crescita, anche se per i nuovi iscritti dal 1996 non è più richiesta anzianità contributiva minima per accedere alla pensione di vecchiaia a 66 anni (più i mesi di adeguamento alla speranza di vita).

Ma ai 3 miliardi già acquisiti potrebbero aggiungersi in futuro altri 12 miliardi, perché le generazioni di immigrati dal 1949 al 1981 (che non hanno ancora maturato requisiti di vecchiaia) hanno 4,2 milioni di posizioni contributive aperte prima del ’96 (quindi soggette ai requisiti contributivi minimi), che hanno erogato contributi per oltre 56 miliardi. Applicando una percentuale del 21% che non prenderà la pensione “abbiamo già oggi circa 12 miliardi di montante contributivo che non darà luogo a pensioni”.

Il rapporto evidenzia poi un altro fenomeno in continua crescita, quello della fuga dei pensionati italiani che emigrano e si fanno pagare le pensioni (lorde) all’estero. Dal 2013 al 2014 sono un totale di 36.578 persone e nel 2014 si è registrato un boom con una crescita del 65% dell’emigrante pensionato. “La fuga dei pensionati – ha sottolineato Boeri – è un fenomeno che ci preoccupa perché erode la base imponibile, perché molti pensionati ottengono l’esenzione dalla tassazione diretta e non consumano in Italia (con effetti anche sulla tassazione indiretta)”.

La fuga dei pensionati all’estero poi non è compensata da flussi in ingresso di pensionati Inps che rientrano (24.857 dal 2003 al 2014). Da qui la seconda proposta di Boeri: “Perché non investire in servizi per gli anziani, al fine di ridurre la fuga dei pensionati ed attrarre pensionati dall’estero?”.

Infine, il rapporto Inps fa notare che “l’Italia è uno dei pochi paesi a riconoscere la portabilità extra-Ue della parte non contributiva delle pensioni”. Paghiamo così integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali a persone che vivono e pagano le tasse altrove, riducendo il costo dell’assistenza sociale in questi paesi, mentre in Italia non abbiamo una rete di assistenza sociale di base per chi vive e paga le tasse in Italia. La terza ed ultima proposta di Boeri è quindi di “smettere di pagare prestazioni non contributive all’estero”. Boeri, chiarendo di non averne ancora parlato con il Governo, sottolinea che si tratta di tre proposte che “meritano una riflessione”.

http://www.firstonline.info/a/2015/09/29/inps-e-sempre-piu-fuga-dei-pensionati-65-nel-2014/3ada2da7-3d83-44a0-a607-963025ea27fa

 

MALTA il meglio in Europa: 2Q 2015 PIL +7,3% nominale e +5.2% in termini reali

MALTA il meglio in Europa: 2Q 2015 PIL +7,3% nominale e +5.2% in termini reali …. ben sopra le previsioni

Nominal GDP up 7.3% and real up 5.2% in second quarter

Con MALTA way puoi avere accesso alle opportunità di Malta, la nuova Svizzera e il miglior Nord Europa in mezzo al Mediterraneo, da una vacanza al corso di Inglese, alla ridomiciliazione della tua impresa o alla tua nuova residenza fiscale e a tutti gli strumenti di protezione del tuo patrimonio, della tua impresa, della tua famiglia 

Provisional estimates indicate that the Gross Domestic Product (GDP) for the second quarter of 2015 amounted to €2,116.1 million, an increase of 7.3 per cent over the corresponding period last year. In real terms, GDP went up by 5.2 per cent.

During the second quarter of 2015, growth in Gross Value Added (GVA) was mainly generated by professional, scientific and technical activities, administrative and support service activities which increased by 18.1 per cent; public administration and defence, education, human health and social work activities which increased by 6.9 per cent; wholesale and retail trade, repair of motor vehicles and motorcycles, transportation and storage, accommodation and food service activities which increased by 5.8 per cent; and mining and quarrying, manufacturing, electricity and water supply, sewerage, waste management and remediation activities which increased by 9.0 per cent.

Total final consumption expenditure in nominal terms increased by 4.5 per cent. In real terms, total final consumption expenditure increased by 3.4 per cent. Gross fixed capital formation increased by €116.8 million in nominal prices and by 24.3 per cent in real terms. Real exports and real imports decreased.

Compared to the corresponding quarter last year, GDP at current prices went up by €144.0 million, and is estimated to have been distributed into a €30.4 million increase in compensation of employees, a €107.3 million increase in gross operating surplus of enterprises, and a €6.2 million increase in net taxation on production and imports.

Considering the effects of income and taxation paid and received by residents to and from the rest of the world, Gross National Income (GNI) at market prices for the second quarter is estimated at €2,196.5 million

http://www.maltatoday.com.mt/business/business_news/56795/gdp_up_52_in_second_quarter#.VevktRHtmko

 

Economia greca vicino al collasso totale

In grecia nessun problema….tutto liscio….si come no …. proprio come l’ elettrocardiogramma di un cadavere….PIGS e Italici fate tesoro delle esperienze altrui….nel domino siamo in seconda posizione

Pensa a proteggere te, la tua famiglia, il tuo lavoro , i tuoi asset, contatta maltaway, il tuo nord europa in mezzo al mediterraneo

Greek Economy Faces Total Collapse As Doctors Flee, Retail Sales Plunge 70%

Back in May we outlined the cost to the Greek economy of each day without a deal between Athens and creditors.

At the time, a report from the Hellenic Confederation of Commerce and Enterprises showed that 60 businesses closed and 613 jobs were lost for each business day that the crisis persisted without a resolution.

Since then, things have deteriorated further and indeed, with the imposition of capital controls, businesses found that supplier credit was difficult to come by, leading to the very real possibility that Greece would soon face a shortage of imported goods, something many Greeks clearly anticipated in the wake of the referendum call as evidenced by the lines at gas stations and empty shelves at grocery stores.

As a reminder, here’s what WSJ said earlier this month:

Wholesalers can’t pay for supplies. Importers’ foreign counterparts won’t trade. 

 

Greece’s cash crunch hit small merchants first. They are less able to get credit from their suppliers, especially those dealing in perishable products that are continually imported. Christos Georgiopoulos owns a gourmet supermarket in Plaka, a picturesque Athens neighborhood frequented by tourists. He sells Champagne and Russian crab legs. 

 

Nobody is buying. “I haven’t had a single customer in two days,” he said Wednesday. He is shutting down his shop and says he doesn’t know when he will reopen. He gave some crab legs to his workers and is taking some home. “I haven’t paid my staff and don’t know if and when I will,” he added.

And then there was this rather disconcerting commentary from AFP:

Greece’s dive into financial uncertainty is forcing struggling businesses to take unusual steps to survive, including hoarding euros in cash.

 

Businesses which import their raw materials have been the hardest hit, says Vassilis Korkidis, head of the National Confederation of Hellenic Commerce (ESEE).

 

As unease spreads, getting ones hands on cash has become a sort of national sport, with businesses from restaurants to car mechanics telling customers paying by card is no longer an option.

The inevitable result of the above is that banks’ already stratospheric NPLs are set to rise further meaning that with each passing day, the banking sector’s recapitalization needs grow as the economy sinks further into depression.

Perhaps now that the “Quadriga” (the new moniker for Athens’ creditors which was ostensibly adopted to reflect the fact that there are now four institutions involved rather than three but which incidentally conjures images of the triumphant statue atop the Brandenburg Gate in Berlin) has touched down in Athens, creditors’ “technical teams” will get a good hard look at what happens when you force deep fiscal retrenchment on a country whose economy is collapsing and then rub salt in the wound by cutting off liquidity and enforcing capital controls.

Here’s some color on just how dire the economic situation has become, via Kathimerini:

Turnover in retail commerce is posting an annual drop that in some cases amounts to 70 percent even though the market is in a sales period. Capital controls have prevented Greek consumers from shopping, while even foreign tourists appear reserved due to the increased uncertainty on developments in Greece.

 

An extraordinary meeting of the board of the Hellenic Confederation of Commerce and Entrepreneurship (ESEE) on Monday heard data from representatives of local associations that pointed to an annual drop of between 40 and 70 percent since the capital controls were imposed.

 

In Athens, the decline came to 40 percent, while in markets outside the city center it was even greater. Thessaloniki and Piraeus reported a 60 percent fall and Trikala, in central Greece, a 60-70 percent shrinking. Even tourism hotspots such as Rhodes had a 50 percent decline in turnover.

 


And a bit more from Greek Reporter:

The Athens Medical Association (ISA) warned about major shortages in medical staff over the next years, since an increasing number of Greek doctors, especially those working in highly specialized fields, and nurses are looking for jobs abroad and leaving the country.

 

According to the association’s figures, more than 7,500 doctors have migrated to other countries since 2010. It was reported that in the first six months of 2015, ISA issued 790 certificates of competence, an official document required for medical sector employees who wish to work abroad. However, the report also noted that up until 2009, on average, 550 doctor were taking jobs abroad each year.

 

“One of the biggest losses in the crisis has been that of great minds,” ISA chief Giorgos Patoulis stated to Greek newspaper Kathimerini. “In a short time, the national healthcare system will have an aged personnel and will be unable to staff services.”

 

Furthermore, the data showed that a total of 8,000 unemployed Greeks have been forced to look for job opportunities abroad. The Greek Nurses Union announced that it issued 349 certificates just last year, 357 in 2012 and 74 certificates in 2010.

And don’t expect this situation to improve any time soon because despite the passage of two sets of prior bailout measures, still more austerity will need to be pushed through the Greek parliament if Athens hopes to activate bailout funds by August 20, in time to make a €3.2 billion payment to the ECB. Here’s Reuters:

“More reforms are expected from the Greek authorities to allow for a swift disbursement under the ESM. This is also what is being discussed right now,” [and EU Commission spokesperson] said.

 

The banks have reopened after the ECB increased emergency funding but capital controls remain in place. Doubts persist about whether a severely weakened Greek economy can support another programme after a six-year slump that has cut output by a quarter and sent unemployment over 25 percent.

 

Among politically sensitive measures held back from the initial package were curbs on early retirement and changes in the taxation of farmers to close loopholes that are highly costly for the Greek state. A source close to the talks said these reforms were expected to be enacted by mid-August.

 

However, touching pensions is sensitive with Tsipras’s left-wing Syriza party, which has already suffered a substantial revolt over the Brussels agreement, and the main opposition New Democracy party opposes ending tax breaks for farmers.

In other words, Tsipras is about to go back to parliament and attempt to pass a third set of prior actions that will further imperil Greeks’ ability to spend, and he must do so quickly because if creditors aren’t satisfied with the progress by August 18, then paying the ECB won’t be possible and then it’s either tap the remainder of the funds in the EFSM (which would require still more discussions with the UK and other decidedly unwilling non-euro states) or risk losing ELA which would trigger the complete collapse of not only the economy but the banking sector and then, in short order, the government.

And through it all, Tsipras is attempting to beat back a Syriza rebellion (which will only be exacerbated by the upcoming vote on the third set of measures) while convincing the opposition that he’s not secretly backing the very same Syriza rebels in their attempts to forcibly take the country back to the drachma.

The only real question at this point is whether Greece can possibly navigate the next several months without descending into outright chaos, politically, economically, and socially.

http://www.zerohedge.com/news/2015-07-28/greek-economy-faces-total-collapse-doctors-flee-retail-sales-plunge-70